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pubblicato il 02/11/2018
pubblicato il 08/03/2018

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

Chirurghi e degli Odontoiatri

Comunicato Stampa

 

Anelli (Fnomceo): “No al task shifting dal medico ad altre professioni”

 

 

Diciamo un no forte e chiaro al task shifting, al trasferimento delle competenze professionali dal medico ad altre figure sanitarie. Le competenze del medico non gli derivano da investitura soprannaturale, ma sono acquisite in ragione di percorsi formativi condivisi da tutte le istituzioni e gli attori coinvolti: dal Parlamento, dal Governo, dal Ministero della Salute e dal Miur, dalla Conferenza Stato Regioni, dalle Università, dagli Ordini, dai rappresentanti dei professionisti del Servizio Sanitario Nazionale. È una questione di garanzia nei confronti dei nostri pazienti e dei nostri sistemi sanitari: in tutti i paesi dove si è attuato il task shifting, il risultato è stato un abbassamento di qualità dei Servizi Sanitari”.

 Così il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo)  Filippo Anelli commenta la proposta, emersa questa mattina durante il Congresso della Federazione degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi),  accolta con una certa apertura dal Dg Aifa Mario Melazzini,  e riportata dalle principali agenzie di stampa,  ‘di studiare forme di 'prescrizione' di medicinali da parte degli infermieri’.

La prescrizione non è un fatto automatico, ma è la conclusione di un percorso articolato che passa attraverso la diagnosi, anche differenziale – spiega Anelli - Non può essere un momento avulso dalla valutazione complessiva del malato, non può essere estrapolata dalla relazione di cura tra il medico e il suo paziente. Anche nell’ambito della cronicità: ogni volta vanno valutati aggiustamenti terapeutici, vanno monitorate le risposte del paziente e messe in conto le eventuali interazioni, se il malato, come sempre più spesso accade, è in politerapia. È una garanzia per la salute del paziente, è una questione di appropriatezza, di efficacia e di buon funzionamento per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Proprio ieri, nell’ambito del I Congresso Fnopi, abbiamo stretto un’alleanza per continuare a approfondire la partnership tra le nostre professioni, ma questo è possibile solo nel rispetto delle rispettive e sostanzialmente diverse competenze” conclude Anelli - . La collaborazione con l’Ordine degli Infermieri può e deve esprimersi anche nella gestione della terapia, e nei progetti di miglioramento dell’aderenza terapeutica. Ma la ‘prescrizione’, con qualunque nome si scelga di chiamarla, è e non può che rimanere atto medico”.

 

 

pubblicato il 15/01/2018
pubblicato il 15/01/2018
 

13 GEN - Di seguito il testo della mozione approvata oggi dal Consiglio nazionale della Fnomceo:
 
Cari Presidenti,
noi tutti constatiamo quanto oggi la Professione sia trascurata e aggredita da una grande parte del mondo politico e ci chiediamo se non vi sia stata mancanza di attenzione proprio da parte nostra per questa deriva.
 
Dobbiamo chiederci se NOI TUTTI  in passato siamo stati attirati da interessi che ci abbiano distolto dalla vigilanza delle nostre specifiche peculiarità, in primo luogo la difesa dell’autonomia del medico nella cura della persona e della collettività.
 
Se ciò è accaduto in passato, oggi non è più utile la ricerca di colpe o debolezze, perché nostra è la responsabilità.
 
Oggi, dopo l’approvazione di una legge di riforma degli Ordini che mette a dura prova alcuni principi fondamentali del nostro Codice, non possiamo rimanere inerti, ma dobbiamo reagireTUTTI per la difesa della professione.
 
 Da qui il nostro appello all’UNITA’ per le motivazioni che riportiamo

 

 
I Presidenti firmatari della Lista sono seriamente preoccupati per il destino del ruolo del medico quale garante della salute del cittadino e lanciano un allarme affinchè la FNOMCEO rappresenti il vero baluardo alla deriva della professione, oggi sotto attacchi molteplici.
 
La professione del medico è gravemente a rischio; anche la sicurezza “fisica”, in particolare dei colleghi giovani, è già stata ampiamente e drammaticamente violentata e relegata a mera notizia di stampa.
 
Per le insensate politiche di definanziamento, la sanità pubblica, contro la nostra volontà, non garantisce correttezza e adeguatezza delle cure: oggi si considera appropriato solo ciò che è compatibile con le risorse disponibili e non ciò che è adeguato alle necessità della cura.
 
La nostra coscienza professionale di medici, la nostra autonomia di giudizio, i nostri doveri morali, la nostra integrità scientifica ormai sono visti come un problema per la sostenibilità finanziaria per cui sono in atto misure di vario tipo per ridimensionare e restringere le nostre facoltà di prescrivere terapie ed esami diagnostici. 
 
L’attacco irragionevole che la professione medica sta subendo rischia di rompere il patto di fiducia tra medici e cittadini precludendo così ogni possibilità di alleanza terapeutica.
 
Siamo alla “medicina amministrata” cioè una medicina senza etica, che costa poco, che riduce i medici a semplici impiegati, ridimensionandone l’autonomia, che cura i malati al minimo delle possibilità, negli ospedali come sul territorio.
 
Le regioni e le aziende, in nome di una ambigua e male intesa idea di “appropriatezza”, stanno intervenendo sull’autonomia del medico, l’unica nostra vera risorsa per rispondere adeguatamente alla Medicina della complessità, la sfida del presente e del futuro.
 
L’obiettivo politico del Governo, delle Regioni, delle Aziende è ridurre progressivamente nel tempo i costi di farmaci, esami clinici e diagnostici, presidi, trattamenti, tagliando così d’imperio i bisogni reali delle persone ma soprattutto i loro diritti alla salute e alterando il ruolo del medico.
 
Si tratta di un percorso che deve trovare in noi medici un ostacolo irremovibile: il nostro Codice Deontologico e la nostra coscienza professionale ci impongono precisi obblighi morali nei confronti dei malati e della collettività.
 
Basti ricordare che la Sentenza di Cassazione 8254-113 Marzo 2011 testualmente recita “A nessuno è consentito anteporre la logica economica alla logica di tutele della salute, né diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo paino le esigenze dell’ammalato… Prima di tutto i medici devono rispondere al loro codice deontologico in base al quale hanno il dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza e, pertanto, non sono tenuti al rispetto di quelle direttive laddove esse siano in contrasto con l’esigenza di cura del paziente, e non possono andare esenti da colpa ove se ne lascino condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico”
 
A fronte di questa situazione, che diverrà sempre più drammatica con il progredire del definanziamento, TUTTA la FNOMCeO deve reagire: se la professione è sotto attacco, in nessun modo si possono assecondare politiche al ribasso delle cure e criteri di appropriatezza che rispondano a mere logiche economicistiche. Senza contare poi le “attenzioni” che subiamo dalle altre professioni, che erodono competenze, atti professionali, ruolo, leadership, che non devono essere negoziate per assecondare le logiche elettoralistiche del primo partito di governo.
 
Oggi la professione per difendersi efficacemente dagli attacchi concentrici ai quali è sottoposta ha bisogno di autonomia, di UNITA’ e di progettualità.
Oggi è a rischio il diritto alla Salute non solo della parte più debole della cittadinanza (vedi i rapporti Censis sulla rinuncia alle cure da parte di non abbienti e, per la prima volta, una ridotta aspettativa di vita), ma l’intera professione medica e il suo ruolo di garante del cittadino. Molte quindi sono le cose da cambiare, molte quelle da riformare: è arrivato il tempo di ridefinire la professione, perché troppo rapidi sono i cambiamenti sociali, culturali, organizzativi, economici, che da anni la stanno spiazzando.
 
La nuova FNOMCeO che vogliamo deve impegnarsi a perseguire i seguenti obiettivi:
· Definire l’esistenza di una “questione medica” non riducibile a singoli problemi, riconoscendola “questione politica” e “questione sociale” di primaria grandezza, come l’insieme di tutti i problemi  vecchi e nuovi della professione  che hanno ricadute dirette sullo stato di salute della popolazione e dei singoli e soprattutto sui diritti costituzionali, oggi a rischio.
 
· Costruire una piattaforma che risolva la “questione medica” rilanciando i postulati che sono da millenni alla base della professione, tra cui autonomia e responsabilità professionale, riconoscendo la nostra professione come primo garante per i cittadini e lo Stato di una Medicina scientifica, etica, economicamente qualificata.
 
· Sostenere a ogni livello i medici, soprattutto i più giovani, promuovendo ogni iniziativa tesa alla loro tutela e formazione professionale.
 
· Promuovere un movimento di idee rivolto a medici e cittadini per sensibilizzarli ai problemi che li legano e rinsaldare la loro storica alleanza.
 
· Presentare formalmente la piattaforma al Governo attuando tutte le strategie per il sostenerla e affermarla.
 
· Ribadire l’autonomia provinciale degli Ordini e il ruolo di promozione e coordinamento della FNOMCeO.
 
· Riconfermare la centralità del Codice Deontologico come somma garanzia morale per il Cittadino e ricondurre nuovamente al vaglio degli Ordini anche i comportamenti dei medici pubblici o convenzionati, perché non ci siano medici “esenti” da responsabilità deontologiche, che obbediscano alla “medicina amministrata” delle Aziende e delle Regioni.
 
· Intraprendere, anche per quest’ultima evenienza, un’azione immediata e pressante sul nuovo Governo per riformare una legge che il nostro Consiglio Nazionale ha bocciato a chiare lettere insieme ai Consigli Nazionali dei Farmacisti e dei Veterinari.
 
· Riformulare il Codice Deontologico rendendolo più aderente ai principi fondamentali e irrinunciabili della professione.
 
I medici non sono perfetti e, come tutti, hanno difetti da correggere; il difetto più grande a loro imputato dal Governo è quello di curare i malati senza badare a spese. Ma se ci trasformiamo in macchine calcolatrici, in “non medici”, saremo veramente curati? E da chi? Un conto è cambiare per una professione migliore, adeguata al proprio tempo storico, un conto è cambiare per una professione sicuramente peggiore, che risponda solo alle politiche finanziarie del Governo.
 
Se pure i medici, per le loro prescrizioni di esami inutili o inappropriati, hanno generato una Medicina difensiva, con costi ingenti per lo Stato e conseguente reazione politica contro la nostra professione, sarà necessario riqualificare i percorsi diagnostico-terapeutici e non appiattirsi su una linea politica distruttiva, indicare al Governo altre strade da seguire, in cui la ridefinizione dell’autonomia professionale sia la vera garanzia per affrontare i problemi oggi legati al rapporto tra domanda e offerta.
 
I medici possono diventare migliori di quello che sono e persino diventare altro da quello che sono sempre stati, ma per fare questo devono necessariamente restare medici. Per tutti questi motivi chiediamo al Comitato Centrale di impegnarsi a perseguire gli obiettivi citati.

Giancarlo Pizza - Bologna
Marco Ioppi - Trento
Michele Gaudio  - Forlì-Cesena
Giovanni D'Angelo - Salerno
Silvestro Scotti - Napoli
Claudio Lucia  - Asti
Toti Amato - Palermo
Filippo Anelli - Bari
Vincenzo Ciconte - Catanzaro
Alessandro Innocenti - Sondrio

Roma 13 gennaio 2017

 
Voti: favorevoli 70, voti contrari 1, astenuti 6
Approvata a maggioranza

 

13 gennaio 2018
© Riproduzione riservata

pubblicato il 16/11/2017

 

 

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

Chirurghi e degli Odontoiatri

Comunicato Stampa

 

Chersevani, Fnomceo: “Anche la professione del medico è attività usurante”

 

Come si fa a dire che il lavoro del medico non è usurante? Penso all’operazione che pochi giorni fa ha permesso di separare le due gemelline siamesi, durata dieci ore e che ha coinvolto quaranta persone; penso all’ennesima chiamata durante un turno di notte; penso anche, per rimanere alla mia esperienza di radiologo, a quando inietti un mezzo di contrasto e il paziente comincia a star male.  Penso ai turni massacranti, al plus orario e al sovraccarico di lavoro, che ci sono costati un richiamo dall’Europa; alle guardie, alle reperibilità, al lavoro notturno e festivo che ci allontanano dalla famiglia e dagli affetti; ai rischi professionali, al contatto con radiazioni, sostanze chimiche, oggetti taglienti potenziali portatori di infezioni. La professione del medico è usurante, dal punto di vista fisico e ancor di più da quello psicologico: se non lo fosse, non avrebbero senso le evidenze cliniche di stress lavorativo e di sindrome da burn out nei medici”.

Così Roberta Chersevani, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, si esprime in merito alla revisione, da parte del Governo, delle categorie da esonerare dall’innalzamento dell’età pensionabile, in quanto riconosciute come sottoposte ad attività usuranti e gravose, revisione che ha sinora escluso i medici, includendo invece gli infermieri soggetti a turni o impegnati nelle sale operatorie.

Porterò all’ordine del giorno del prossimo Comitato Centrale la questione – assicura Chersevani – in modo da unire la nostra voce a quella dell’intersindacale nel chiedere al Governo che la ‘deroga’ venga estesa anche ai medici insieme a tutte le garanzie e tutele previste per i lavori usuranti . È un’istanza che la Fnomceo porta avanti da anni e, con i continui innalzamenti dell’età pensionabile, a condizioni di lavoro invariate, sta diventando una questione di giustizia, oltre che di sicurezza delle cure e di salute pubblica: siamo certi che un collega di settant’anni possa fare gli stessi turni di un quarantenne, mantenendo la stessa lucidità e ottenendo gli stessi risultati?”. 

 

 

pubblicato il 26/10/2017

“No al DDL Lorenzin, scriviamo insieme una vera riforma”

 

 

Le Professioni intellettuali medica e odontoiatricastigmatizzano – come già più volte reiterato – l’attuale formulazione del cosiddetto DDL Lorenzin, A.C. 3868 – A, in discussione in queste ore alla Camera dei Deputati.

Chiedono ai Partiti politici di tener conto delle ragioni che hanno indotto il Consiglio Nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e l’Assemblea dei Presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri (CAO) a esprimere la propria ferma contrarietà, in particolare all’impianto attuale dell’articolo 4, relativo alla riforma degli Ordini professionali: le trasformazioni subite dal testo iniziale nell’iter parlamentare hanno infatti determinato uno stravolgimento tale da renderlo incompatibile con quella riforma degli Ordini che negli auspici della professione medica e odontoiatrica doveva ammodernarne le funzioni. L’insieme dell’articolato limita gravemente l’autonomia delle professioni, tanto da renderle amministrate e sotto tutela politica e dunque non in grado di adempiere al loro ruolo a garanzia del cittadino.

Esprimono inoltre forti perplessità sulle attuali modalità con le quali il DDL prevede l’inclusione delle nuove professioni sanitarie, che al momento non sembrano essere indispensabili al sistema di cure previsto dal Servizio Sanitario Nazionale.

La FNOMCeO, in qualità di rappresentante istituzionale delle due Professioni, si dichiara disponibile a istituire sin da subito un Gruppo di Lavoro per stendere le linee guida di una riforma che tenga conto delle istanze dei professionisti e non solo delle ragioni di carattere elettorale.

 

 

pubblicato il 13/10/2017
pubblicato il 07/09/2017

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

Chirurghi e degli Odontoiatri

Comunicato Stampa

 

Concorso Scuole di Specializzazione:

 se il limbo formativo diventa un girone dantesco

 

 

Lo chiamano, in gergo, “limbo formativo”: è quella zona grigia in cui sono parcheggiati i neolaureati in Medicina in attesa di completare il loro percorso di studi, iscrivendosi o alle Scuole di Specializzazione, o al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.

Un’attesa che, a fronte della discrepanza tra il numero di laureati e i posti nelle Scuole, può durare anche anni, tempo nel quale i giovani professionisti sono destinati alla disoccupazione e, ancor più frequentemente, alla sotto-occupazione, procrastinando tutti i progetti di realizzazione personale e familiare, oltre che professionale.

E, mentre il collo di bottiglia si restringe sempre di più, a fronte dell’aumento degli aspiranti specializzandi o Medici di Medicina Generale e della sostanziale invariabilità dei posti messi a concorso, la famigerata gobba pensionistica, cioè l’ondata di pensionamenti prevista per i prossimi anni, incombe.

Saranno 36000, secondo le proiezioni presentate a Siena nell’ultimo Consiglio Nazionale, i medici che resteranno intrappolati nel cosiddetto imbuto formativo nei prossimi dieci anni - spiega il Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani: laureati che non riusciranno a iscriversi né alle Scuole di Specializzazione né al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, rimanendo così, di fatto, “formati a metà”, senza poter accedere alla Professione, e costretti a emigrare o a accettare condizioni di sottoimpiego. A fronte di questo, ci sarà l’ondata di pensionamenti, quasi uno tsunami  che coinvolgerà, nello stesso periodo, il 70% dei medici oggi in servizio”.

La Fnomceo chiede da tempo, e lo ha fatto ancora a luglio con una Mozione approvata all’unanimità proprio a Siena, un numero adeguato di contratti, almeno 7/8000, e di accessi al Corso di Formazione per la Medicina Generale – continua -. Richieste, sinora, rimaste quasi inascoltate, perché ogni anno si scontrano con le ragioni di bilancio”.

“A questo si aggiunge – prosegue – l’ormai inaccettabile ritardo delle procedure pre-concorsuali, che stanno scontando, sul loro cammino, diversi ostacoli, legati all’accreditamento delle Scuole. Per sbloccare la situazione, assicurando ai nostri giovani l’accesso in tempi rapidi a una formazione di qualità, abbiamo chiesto un incontro al Ministero della Salute e al Miur”.

Alla voce della Fnomceo si aggiunge ora, ancora una volta, quella del suo Osservatorio Giovani Professionisti, coordinato da Alessandro Bonsignore. I giovani della Fnomceo proprio ai due Ministri Lorenzin e Fedeli hanno scritto oggi una lettera aperta, per sollecitare una rapida conclusione dell’iter.

Da oltre tredici mesi i laureati in Medicina aspettano il Bando per il Concorso per l’accesso alle Scuole – spiega Bonsignore –. Questo ritardo penalizza sia i laureati in attesa, sia coloro che sono già inseriti nelle Scuole, ai quali va assicurato un valido percorso formativo, sia il sistema sanitario nazionale nel suo complesso: per quanto riguarda l’assistenza attuale, che, è inutile nasconderselo, si basa anche  sull’apporto degli specializzandi, sia per il futuro, quando si prevede una carenza di medici di medicina generale e di specialisti”.

 

In allegato, la lettera aperta dell’Osservatorio.

 

 

pubblicato il 26/06/2017

Ddl Lorenzin. La Fnomceo boccia le modifiche della Camera: “Professione marginalizzata. E poi troppe intromissioni nella vita ordinistica”

Il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei medici ed odontoiatri ha approvato oggi una mozione dove si respingono le modifiche apportate dalla Commisione Affari Sociali al testo del disegno di legge. La Federazione chiede di riaprire il confronto con la professione medica in tutte le sedi istituzionali, ripartendo dal testo approvato in Senato. LA MOZIONE.

24 GIU - Una mozione di netta contrarietà al lavoro fatto dalla Commissione Affari Sociali della Camra sul ddl Lorenzin è emersa oggi dal Consiglio nazionale della Fnomceo.
 
Il massimo organo rappresentativo dei medici italiani, presa visione degli emendamenti al ddl 3868 “Lorenzin” per la parte relativa alla riforma dell’istituzione ordinistica ha infatti bocciato le modifiche proposte dalla Commissione, stigmatizzando che “sul disegno di legge che porta il nome del Ministro della Salute, il Governo ed il Parlamento non abbiano sentito il bisogno di intavolare un preliminare confronto con la Professione Medica ed Odontoiatrica sui sostanziali emendamenti presentati ed approvati ad un testo di legge che avrebbe dovuto rilanciare il ruolo delle istituzioni ordinistiche invece che ridurle a semplici gestori di albi professionali”.
 
La preoccupazione della Fnomceo è soprattutto “per la deriva assunta dal provvedimento, rispetto al testo approvato dal Senato”, da qui la netta bocciatura di quello che viene definito un “tentativo di marginalizzare e frammentare la professione medica confondendola con altri profili professionali”.

 

 
Il tutto, si legge ancora nella mozione del CN della Fnomceo approvata all’unanimità, con “la previsione di intervenire sui regolamenti (anche elettorali) in enti ordinistici che, da un punto di vista economico, non gravano sullo Stato in quanto finanziati totalmente dagli iscritti, mortificando e negando di fatto il principio dell’autoregolamentazione; inoltre, privilegiando determinate sedi di voto o utilizzando meccanismi di voto elettronico (peraltro mai utilizzato per le votazioni pubbliche di qualsiasi natura), discriminano gli iscritti e, lungi dal favorire percorsi unitari di accesso al voto, rischiano di frammentare la categoria e di allontanare medici e Odontoiatri dal proprio Ordine, creando confusione e disorientamento tra i professionisti”.
 
Ma la Fnomceo contesta anche “l’apertura alla rappresentanza ordinistica ad un numero indefinito di attività tecniche, che potrebbero essere diversamente regolamentate” e si dice anche preoccupata dalla “indebita ed esecrabile trasformazione dell’istituzione ordinistica da Ente di diritto pubblico (con finalità di pubblica tutela della qualità della professione) ad una sorta di rappresentanza di categoria. Esattamente il contrario di quello che tutti dichiarano a parole di volere”.
 
Da qui l’invito al Governo al Parlamento a riprire il confronto quanto prima ripartendo dal testo già approvato in Senato, senza “cedere alla tentazione di sacrificare sull’altare di interessi di parte i livelli di tutela di salute dei cittadini, oggi assicurati dalla professione medica che da sempre interpreta, a volte anche con sacrificio, il proprio ruolo quale garante di un fondamentale diritto costituzionalmente protetto”.

24 giugno 2017
© Riproduzione riservata

 

pubblicato il 14/04/2017

COM. N. 41 Decreto 31 marzo 2017.

Divieto prescrizione preparazioni magistrali .Disposizioni preparazioni galeniche dimagranti

pubblicato il 05/04/2017

Si sono conclusi i corsi FAD Blended “Allergie e intolleranze alimentari” e “Comunicazione e performance Modulo II”.

Tuttavia entrambi i Corsi sono stati riaccreditati per l’anno 2017 con modalità RESIDENZIALE e ONLINE.

Tutti i professionisti che fossero ancora in possesso dei manuali dei  corsi, poiché le linee fax sono state DEFINITIVAMENTE chiuse, possono utilizzare i manuali in loro possesso solo per la formazione e svolgere i corsi  in modalità online sul Portale FADinMED.


Vi  alleghiamo le indicazioni da fornire ai medici che volessero conoscere la  modalità di iscrizione/registrazione sul portale FAinMED.

pubblicato il 24/02/2017
pubblicato il 24/02/2017
pubblicato il 24/02/2017

DECRETO 28 dicembre 2016, n. 265 

Regolamento recante norme in materia di manifestazione della volonta'

di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita,  in

attuazione dell'articolo 6, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n.

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pubblicato il 21/12/2016

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

Chirurghi e degli Odontoiatri

Comunicato Stampa

 

 

ECM: la Commissione concede “proroga”

 

 

Ci sarà tempo per tutto il 2017 per mettersi in pari con i crediti Ecm relativi al triennio 2014 – 2016, potendo acquisire sino al 50% del punteggio complessivo (150 crediti al netto di esoneri ed esenzioni).

A stabilirlo, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua, che ha deliberato in tal senso nella riunione del 13 dicembre scorso.

Sempre in quell’occasione, la Commissione ha fissato i nuovi criteri per l’assegnazione dei crediti agli eventi da parte dei provider.

Anche per il triennio 2017-2019 saranno 150 i crediti da maturare, fatti salvi esoneri, esenzioni, ed eventuali altre riduzioni (v. delibera del 4 novembre). Meccanismo premiante per i professionisti che, nel precedente triennio, si siano dimostrati “virtuosi”: la Commissione ha infatti previsto una riduzione di 15 crediti per  i sanitari che abbiano soddisfatto il proprio dossier  formativo individuale,  alla quale si sommano uno “sconto” di 30 crediti per coloro che abbiano acquisito tra 121 e 150 crediti o di 15 crediti se il “punteggio si assesta tra 80 e 120.

Partiranno a gennaio i nuovi corsi Fad della Fnomceo, offerti gratuitamente a tutti i medici e gli odontoiatri tramite la piattaforma Fadinmed. A inaugurare la serie, un corso sulle Vaccinazioni

 

 

 

    

pubblicato il 29/01/2016
pubblicato il 10/11/2015
pubblicato il 22/10/2015

Agenzia dell'entrate - Risoluzione n.88/E.88/E del 19 ottobre 2015 -Fatturazione a regime fiscale dei compensi da versare ai medici, dipendenti in rapporto esclusisovo, che svolgono attività di CTU

pubblicato il 03/09/2015

Il Regolamento definisce le modalità di presentazione da parte di Associazioni di volontariato e altre realtà associative di progetti da realizzarsi entro il 2015, al fine di concorrere all'erogazione di contributi economici della FNOMCeO.

pubblicato il 01/08/2015
pubblicato il 20/04/2015

Il Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali (CRN-IAA) ha proposto questa indagine rivolta ai medici italiani per monitorare opinioni e conoscenze sulla pet therapy e le sue applicazioni terapeutiche.L'indagine è inserita in una più ampia survey internazionale, sostenuta da IAHAIO e coordinata dal CRN-IAA, con l'obiettivo di raccogliere le opinioni dei medici sull'utilizzo degli animali con fine co-terapeutico. Le informazioni raccolte servono a realizzare iniziative comuicative e formative a carattere tecnico-scientifico.

Il questionario è strutturato in 5 sezioni. La compilazione richiede 15 minuti. L'iniziativa di inquadra nell'ambito di una serie di attività progetturali dal CRN-IAA che hanno, tra gli obiettivi, anche quello di incentivare la collaborazione fra medicina umana e medicina veterinaria. I risultati dell'indagine verrano resi noti e saranno utilizzati dal CRN-IAA per la programmazione di attività formative e informative rivolte al personale sanitario.

Collegarsi al sito www.fnomceo.it  

pubblicato il 08/04/2015
pubblicato il 16/01/2015
pubblicato il 17/02/2014
pubblicato il 26/07/2013

Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defribillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.

scarica la documentazione

pubblicato il 27/03/2013

Pubblichiamo di seguito la Comunicazione n.18 della FNOMCeO del 26.03.2013 -

pubblicato il 06/07/2012


pubblicato il 01/06/2012
pubblicato il 21/05/2012
pubblicato il 05/10/2011


pubblicato il 14/09/2011
pubblicato il 11/06/2011
pubblicato il 26/04/2011


pubblicato il 25/03/2011
pubblicato il 19/03/2011
pubblicato il 15/02/2011


pubblicato il 10/02/2011
pubblicato il 27/12/2010
pubblicato il 15/09/2010

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