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pubblicato il 25/06/2018
pubblicato il 15/06/2018

ENPAM: non bastava il Fondo HB…

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Franco Picchi

Pietrasanta, Italia

14 GIU 2018 — ENPAM: non bastava il Fondo HB…(https://click.mail.change.org)
Egregi Colleghi,
come già sapete, abbiamo acquistato nel 2013 da Parsitalia quote del Fondo Hb per 50 milioni che al momento valgono solo 1,7 milioni…
Il Fondo Hb prevedeva di edificare in diverse zone di Roma attraverso società del gruppo Parsitalia (il gruppo è poi fallito).
Parsitalia era di proprietà dei Parnasi.
Luca Parnasi è stato arrestato ieri a Roma insieme a 5 collaboratori, tra le accuse la corruzione.
Tra ieri e oggi troviamo spiegato su tutti i giornali come sembra venissero manovrati politici e funzionari per ottenere, alla fine, l’approvazione di delibere edificatorie.
Nel 2015 una società riconducibile ai Parnasi (Ecovillage tre srl), proprietaria di terreni edificabili nel comune di Marino (Roma), trasferisce la proprietà di tali terreni ( mediante sia apporto con retrocessione di quote che vendita) al Fondo Idea Fimit Sviluppo.
Su questi terreni ( comprensorio del Divino Amore) insiste un progetto edificatorio da tempo osteggiato dai residenti, con ricorsi al TAR, e anche dal nuovo Consiglio Comunale.
Già nel 2014 era stata presentata una mozione di annullamento in autotutela della delibera che riguardava il progetto.
A febbraio 2018 il comune di Marino delibera una sospensiva del protocollo d’ intesa firmato nel 2011 tra Regione Lazio e comune di Marino, riguardante il progetto.
Sembra che ora la Regione Lazio abbia fermato anche la procedura VIA…
Il Fondo Ippocrate, le cui quote sono di proprietà esclusiva di Enpam ( che lo vigila attraverso un Comitato Consultivo) ha sottoscritto già a febbraio 2015 l’acquisto di 1080 quote del Fondo , per un totale di 27 milioni (25.000 € a quota).
Già a fine 2015 una società del gruppo Parsitalia contabilizzava le quote del Fondo Idea Fimit Sviluppo in suo possesso a circa 23.000 €, riuscendo poi a venderle nel 2016 a 22.222 € .
Nel frattempo il Fondo Ippocrate continua a comprarle a 25.000 € l’ una…
A fine 2017 i Fondo Ippocrate ne aveva comprate, a seguito dei successivi richiami, in totale 966.
Franco Picchi
Pietrasanta LU

 

pubblicato il 05/06/2018
pubblicato il 14/10/2017

In data 7 ottobre 2017  l'ENPAM ha comunicato agli Ordini provinciali alcune modifiche al Regolamento del Fondo di Previdenza Generale e il  nuovo Regolamento del Fondo della medicina convenzionata e accreditata.

In particolare si invitano i medici e gli odontoaitri che hanno maturato il diritto alla pensione anticipata e di vecchiaia quota B a prestare particolare attenzione all'art. 28 "Decorrenza delle pensioni".

I rgolamenti completi sono consultatabili nel sito www.enpam.it 

pubblicato il 15/04/2017

 

L' ENPAM e la magia...

 

https://assets.change.org/photos/4/sg/eo/GgSgEOkccPSvTtl-128x128-noPad.jpg?1423780766

 

Franco Picchi

 

Pietrasanta, Italia

 

13 apr 2017 — Egregi Colleghi,avete presente il ritornello " i CDO non hanno prodotto perdite"?
Eppure ENPAM continua a promuovere cause con richieste di risarcimento per centinaia di milioni di  Euro.
La magia della contabilità delle casse previdenziali e la mancanza di informazioni nei bilanci ENPAM...
Dal bilancio del gruppo Intesa San Paolo 2016, PAG 401:"Causa ENPAM - Nel giugno 2015 ENPAM ha citato dinanzi al Tribunale di Milano la Cassa di Risparmio di Firenze, unitamente ad altri soggetti fra cui JP Morgan Chase & Co e BNP Paribas.
Le contestazioni di ENPAM riguardano l’emissione e la negoziazione (nel corso del 2005) di alcuni prodotti finanziari complessi denominati “JP Morgan 69.000.000” e “JP Morgan 5.000.000”, nonché la successiva “permuta” (avvenuta in data 26 maggio 2006) di tali prodotti con altri analoghi denominati “CLN Corsair 74.000.000”, poi “ristrutturati” nel 2009 e nel 2010. In particolare, questi ultimi prodotti erano delle credit linked notes, vale a dire titoli il cui rimborso del capitale a scadenza era legato al rischio di credito relativo ad una tranche di un CDO sintetico. A causa dei default che hanno colpito il portafoglio del CDO, l’investimento avrebbe fatto registrare le rilevanti perdite di cui viene chiesto il risarcimento.
Nell’atto di citazione ENPAM ha presentato diverse domande di accertamento e di condanna, fondate su distinti titoli giuridici (tra cui responsabilità contrattuale e extracontrattuale e violazione degli artt. 23, 24 e 30 TUF). Tra l’altro ha chiesto di condannare i convenuti alla restituzione di un importo “pari a Euro 222.209.776,71 oltre interessi e al maggior danno, nonché al risarcimento del danno da liquidarsi in via equitativa ex art. 1226 cod. civ.”; in tale ambito la parte riferibile alla posizione della Cassa dovrebbe
essere pari a 103.806.716 euro (oltre a interessi e al preteso “maggior danno”); la Cassa di Risparmio di Firenze è stata citata in quanto cessionaria della succursale italiana della Cortal Consors S.A. (poi
incorporata da BNP Paribas), che aveva prestato ad ENPAM i servizi di investimento nel cui ambito erano stati sottoscritti i titoli oggetto di causa.
La Cassa in via preliminare ha sollevato diverse eccezioni (fra cui il difetto di legittimazione passiva della Cassa e la prescrizione delle azioni proposte) e nel merito ha rilevato, tra l’altro, l’inapplicabilità delle norme del TUF indicate da ENPAM e la mancata prova del danno; inoltre ha contestato la quantificazione del danno fatta da ENPAM e, in subordine, il suo concorso nella causazione del danno stesso. Per il caso in cui fosse condannata, la Cassa ha chiesto di accertare la sua quota interna di responsabilità rispetto a quelle degli altri convenuti e condannare questi ultimi a tenerla manlevata per quanto dovesse essere condannata a pagare in eccedenza rispetto alla propria quota di responsabilità, nonché di condannare BNP Paribas a tenere la Cassa manlevata da quanto essa dovesse essere condannata a pagare a ENPAM.
Dopo alcuni passaggi procedurali, la nuova prima udienza del giudizio è fissata a marzo 2017.
Allo stato non è possibile esprimere una valutazione attendibile sul rischio insito nel giudizio in quanto esso è ancora nella
fase iniziale."
Saluti a tutti Franco Picchi
Pietrasanta Lu

 

pubblicato il 11/10/2016

Quotidiano Sanità

10 Ottobre 2016- Lettera al Direttore

 

 Enpam Sicura. Leggendo l’esposto di Milillo

 

10 OTT - Gentile Direttore,
mi permetto di inviare una breve valutazione delle affermazioni contenute nell’esposto del dott. Giacomo Milillo, ex Segretario Generale Fimmg, inviato ai Ministeri vigilanti, Corte dei Conti e Procura della Repubblica, da lei recentemente pubblicato e nella mia qualità di ex consigliere del CdA credo si possano fare alcuni rilievi di interesse generale.
 
Ritengo che i fatti decritti da Milillo siano molto gravi. E’ evidente che le responsabilità relative ad Enpam Sicura paiano da attribuirsi a due contrapposti blocchi di Consiglieri  del C.d.A Enpam.
 
Prescindendo dalle accuse che Milillo muove ad Oliveti, dalla sua narrazione dei fatti pare emergere un CdA Enpam apparentemente travalicato dalle decisioni del suo Presidente.
 
Milillo sostiene che le sue dimissioni sono dovute alla lotta alla illegalità “che chi scrive ha intrapreso all’interno dell’Enpam”; implicitamente vuol dirci che gli altri componenti  del CdA siano per la non legalità. Nulla di nuovo, già il C.d.A. Enpam presieduto dagli attuali vertici, espulse un consigliere reo di aver denunciato una truffa.

 
- Pag. 2: gravissima l’affermazione di Milillo della “… evidente sinergia trasversale  che si è creata fra Generali s.p.a. ed alcuni esponenti Fimmg  presenti nel c.d.a. Enpam”, ancora “…Un C.d.A. chiamato  solo a ratificare  decisioni  già prese (n.d.r. da chi?) e non già a svolgere il ruolo deliberante
 
- Pag. 3: Il consiglio tutto, ed Oliveti in particolare, ha deliberato, finanziandolo con -1.500.000, il progetto Enpam sicura s.r.l.  -
 
- Pag. 6: Quale il ruolo del dott. Pallini amministratore di una società  dichiarata fallita dal tribunale?
Il sottoscritto. che si è opposto all’illegittima posizione di privilegio delle Generali s.p.a, è stato costretto alle dimissioni….. essendo destinatario di una gogna politica e di azioni giudiziarie”
 
-Pag. 8“ le assonanze o interessenze fra sindacati e compagnia assicurativa si mostrano assai radicate ed intense
 
-Pag. 8 “nel luglio 2015 dott.Pallini aveva esercitato compulsive “pressioni” e dato “avvertimenti” al sottoscritto…... affinché  fosse arrestato un iter che che avrebbe potuto addivenire alla cessazione delle polizze….e di ogni incasso per l’agenzia e le Generali spa
 
- Pag.10 il rapporto Oliveti Santini
 
- Pag. 14”..avrebbe portato all’assurda conseguenza del portarsi per tutto il 2016 del rapporto con Generali che ha consentito alla Compagnia di incassare il premio di 20 milioni di euro con conseguente perdita per la Fondazione di circa 7  milioni”
 
- Pag. 18 perché “… atti ispettivi,  investigativi, lesivi della dignità personale e professionale” nei confronti del personale di Enpam sicura?
 
-Pag. 19 “… il presidente Oliveti ha esautorato il CdA delle proprie attribuzioni, svolgendone alcune in eccesso di delega e privo dei relativi poteri”
 
-Pag. 20. Vicenda avv. Ricci: possibile che gli sia stato dato mandato quando “….ancora le ispezioni non avevano ancora dato riscontro concreto ”?
 
-Pag. 21 “…. il sottoscritto ha richiesto che tutti gli atti fossero portati a conoscenza dei Consiglieri, ricevendo netto rifiuto adducendo a giustificazione il fatto che i verbali delle investigazioni difensive siano coperti da segreto istruttorio (!!!) ciò ovviamente è un falso giuridico”. Precedente, nel 2011 nella vicenda della truffa dei CDO il v.presidente Malagnino addusse le stesse paradossali motivazioni, accettate però dallo stesso Milillo che anche allora sedeva nel Consiglio di amm.ne Enpam
 
- Pag. 24 “falsa è l’affermazione costantemente ribadita dal presidente Oliveti”. E’ ammissibile che un presidente smentisca al c.d.a. che presiede? ancora “ ….violando tale mandato il presidente
 
-Pagg. 25 e 26: il ruolo del Collegio sindacale della Fondazione. Gravissime le affermazioni “ ….in qualche occasione  mi sono suonati come “avvertimenti”“ ;”…il presidente del Collegio dott. Di Benedetto (rappresentante del Ministero del Lavoro) ha assunto un atteggiamento intimidatorio….. pur rimproverando invero di non aver tenuto in conto di figli e nipoti dei dipendenti della Fondazione….” ed ancora, il dott. Quinzi, rappresentante del Ministero del Tesoro, ha un atteggiamento ”… forte interferenza in merito alle decisioni del C.d.A e non solo la correttezza delle stesse.
 
Gravissimo poi il giudizio espresso sul Collegio dei revisori da un consigliere che siede in CdA  da oltre 6 anni   “un Collegio del resto i cui verbali delle riunioni si riducono alla mera riproduzione dell’ordine del giorno e dei documenti esaminati, senza che vi siano a riguardo pareri o valutazioni di sorta”
 
Critica l'affermazione : “dovrebbero essere  analizzate anche le modalità con cui il Collegio organizza l’esercizio delle proprie funzioni, è poco commendevole che le riunioni del Collegio vengano fissate sistematicamente intorno alle 17 dl giorno di inizio, e si concludono il giorno successivo intorno alle 12. Ciò implica il pagamento di 2 gettoni di 1.400 euro ciascuno, minimo ogni settimana.” !!! (*)
 
e per concludere pag. 28 “ i fatti narrati dovranno essere oggetto di  analisi da parte di codeste spett.li Amministrazioni ……in riguardo al danno subito dalla Fondazione, al fine di ravvisare se si ravvisano profili di illegittimità e se debbano essere adottati conseguenti provvedimenti “
 
(*) € 2.800 x 4= € 11.400 al mese + almeno 20 riunioni del C.d.A. al quale partecipano i componenti del collegio dei revisori+28080 il compenso annuale. Quale dunque in un anno gli emolumenti dei singoli componenti?
 
Il sottoscritto ha inviato (R.R. del 14-1-2014) alla Corte dei Conti  una analisi sugli eccessivi emolumenti in particolare dei vertici della Fondazione e dei Revisori dei Conti. Sono ancora in attesa di riscontro.
 
Solo per inciso, ricordo che un Consigliere della Corte dei Conti ha percepito dall’Enpam nel 2011, € 60.000 per la sua attività di controllo. Non è dato sapere se tale compenso sia attualmente corrisposto.
 
Certo di aver sottolineato elementi che non sfuggiranno alle Autorità di controllo mi auguro di vedere presto azzerato un CdA simile.
 
Salvatore Sciacchitano
Già Consigliere del CdA Enpam

10 ottobre 2016
© Riproduzione riservata

 

 

pubblicato il 06/09/2016

Basta con le minacce dell’Enpam

05 SET - Gentile Direttore,
leggo con stupore il comunicato dell’Enpam, apparso sul suo autorevole giornale il 22 agosto scorso, e non posso che condividere nel merito  le dichiarazioni  di un deputato, On. La Russa,  ex ministro di questa Repubblica, riportate da un quotidiano nazionale, il Foglio, il quale testualmente dichiara:
 
“ …Leggiamo quanto hanno scritto i Presidenti degli Ordini di Milano e Bologna sulla gestione opaca della Fondazione Enpam. Le lettere appaiono preoccupate e ben documentate. Non si comprende davvero, quindi, la reazione scomposta di Enpam che, ad una richiesta di commissariamento per evitare investimenti irresponsabili (peraltro inviata correttamente attraverso i canali istituzionali) e ad una richiesta di maggior trasparenza, invece che rispondere a tono e nelle sedi istituzionali, minaccia ritorsioni e definisce questa iniziativa 'provocazione irresponsabile'”.
 
E continua opportunamente  “si pubblichino e si giustifichino tutti i compensi dei vertici della Fondazione. Oggi tutti devono sapere tutto per giudicare e decidere, perché i soldi sono degli iscritti e non degli enti né tantomeno dei loro dirigenti

 

 
Incomprensibile poi  la chiusura del comunicato Enpam “….. non può permettere che si giochi con le pensioni dei medici e dei dentisti. Per questa ragione valuterà tutte le iniziative previste dalla legge nei confronti dei rappresentanti degli Ordini di Milano e Bologna, a tutela dell’immagine e della reputazione dell’Ente”.
 
Di quali “giochi” si tratti non è detto, inoltre il comunicato fa intendere che i rappresentanti degli Ordini di Milano e Bologna abbiano rivolto esclusivamente, e scandalisticamente, le loro istanze ai media.
 
L’Enpam  invece omette deliberatamente di dire che detti Ordini  si sono rivolti ad Organismi Istituzionali  di questo Stato: Ministeri, Commissione Parlamentare di Controllo, Procura della Repubblica di Roma ed al presidente dell’ANAC Cantone. E’ forse questa “la ragione”?
 
Occorre ricordare che identico stile e identiche minacce i vertici attuali dell’Enpam le fecero in occasione di un esposto presentato da cinque Presidenti di Ordine (tra cui quello attuale di Bologna) e dallo scrivente, allora Consigliere di Amministrazione dell’Ente, salvo poi dovere ammettere la fondatezza delle denunce ed essere costretti a costituirsi parte civile per avere il ristoro di ben 250 milioni di euro. Per inciso è bene ricordare che, su quest’ultima problematica, il processo penale- n.5938/12N- è attualmente in corso di svolgimento presso il tribunale di Roma.
 
Invece i vertici dell’Enpam, dovrebbero spiegare perché il rivolgersi alle autorità di questo Stato da parte degli Ordini di Milano e Bologna comporta rischi per le pensioni ? “….. non può permettere che si giochi con le pensioni dei medici e dei dentisti”.
 
Non temono invece che finalmente Ministeri, Governo e Parlamento vogliano prendere atto degli spropositati emolumenti che in virtù della “autonomia” gli amministratori si attribuiscono a spese delle pensioni e porvi rimedio?
 
Quanti sanno che gli emolumenti del Presidente Enpam sono maggiori del 1.311% degli emolumenti del Presidente della Cassa dei Farmacisti, o che i suoi emolumenti sono maggiori del 235% rispetto al costo di tutti gli organi istituzionali della Cassa di Farmacisti?
 
Prof. Salvatore Sciacchitano
Già Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Catania ed 
Ex Consigliere di Amministrazione Enpam 

05 settembre 2016
© Riproduzione riservata

pubblicato il 03/08/2016
pubblicato il 27/08/2015

Gentile Collega, Dott. Giancarlo Pizza

Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna

Ti comunichiamo che il 15.05.2015 abbiamo costituito ufficialmente la nostra Associazione “PENSIONATI ENPAM OVER 65” (acronimo: PEO65) con atto notarile presso lo studio della dr.ssa Maria Chiara Bartole in Bologna.

La PEO6 : Associazione “PENSIONATI ENPAM OVER 65” è una associazione apartitica, aconfessionale, senza finalità di lucro.

La sua unica finalità è di difendere il diritto del medico ospedaliero in pensione ad esercitare la professione e ad avere un “adeguato” trattamento pensionistico versando una “giusta” contribuzione.

Ti inviamo in allegato per esteso sia l’Atto Costitutivo che il Regolamento dell’Associazione.

E’ stato necessario riunirci in associazione legalmente riconosciuta per potere intraprendere una azione legale nei confronti dell’Enpam in relazione alla quota B. I contribuiti che ci costringono a pagare sono giunti alla percentuale del 6,50% dell’imponibile prodotto e sono destinati ad aumentare ancora ogni anno.

Siamo quindi obbligati a pagare in contributi una somma che supera la pensione ricevuta.

Per noi quindi medici ospedalieri in pensione il percepire questa pensione rappresenta una perdita economica e - sembra un paradosso ma è così - se non avessimo questo assegno pensionistico realizzeremmo un guadagno.

Poiché questo ci appare una atto ingiusto intendiamo intraprendere una CLASS ACTION nei confronti dell’Enpam per ottenere che un giudice ponga il quesito alla Corte Costituzionale.

Poiché per la sua riuscita è necessario avere l’adesione e il sostegno del maggior numero di colleghi, ti preghiamo di comunicare questa iniziativa a tutti i colleghi che possono essere interessati. A tal fine ti inviamo il documento che abbiamo sottoscritto con preghiera di darne la massima diffusione. Ti chiediamo di pubblicarlo sul bollettino e di inserire un link sul sito dell’Ordine.

Per conoscere i colleghi del comitato promotore e i colleghi che hanno già aderito, ti invito a visitare il sito:

www.enpamquotabover65.it

Grazie della collaborazione.

Il Presidente

Dr Carmelo Bucolo

 

 

 

I medici pensionati “over 65” che continuano a svolgere attività professionale organizzano una class action di protesta contro l’aumento contributivo della quota B dell’Enpam

L’aumento della contribuzione per la quota B Enpam dal 2% al 6,25% è il risultato legislativamente imposto a seguito delle manovre economiche(“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”) succedutesi in tema di riforma pensionistica e spending review..

Più precisamente, l’art. 18 comma comma 11 del d.l. 98/2011, convertito in legge n. 111/2011, stabilisce che:

Per i soggetti già pensionati: gli enti previdenziali di diritto privato di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994 n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 106, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto adeguano i propri statuti e regolamenti, prevedendo l’obbligatorietà dell’iscrizione e della contribuzione a carico di tutti coloro che risultino aver percepito un reddito, derivante dallo svolgimento delle relativa attività professionale. Per tali soggetti è previsto un contributo soggettivo minimo con aliquota non inferiore al cinquanta per cento di quella prevista( per Enpam 12,5%) in via ordinaria per gli iscritti a ciascun ente”.

In virtù della normativa in oggetto le categorie di professionisti ivi indicate non possono sottrarsi al versamento del predetto contributo(obbligatorietà già reintrodotta con delibera 53 dall’Enpam nel 2009), nonostante l’adempimento dell’obbligo contributivo durante l’intera vita lavorativa.

Secondo recenti deliberati Enpam, crescerà poi progressivamente la percentuale dei contributi da versare fino ad arrivare nel 2021 al 9,75%.

L’applicazione delle recenti disposizioni implica palesi incongruenze:

1-l’entità della quota B richiesta egualia( in alcuni situazione eccede) quanto percepito annualmente: equivale a dire che il pensionato Enpam “over 65” provvederà da solo, fino a quando continuerà a lavorare, a pagarsi interamente la propria pensione, vanificando così i contributi già versati.

2-tutti i contributi versati per il passato periodo lavorativo all’Enpam, sia come quota A che come quota B coprono poi, anche solo in valore assoluto, senza considerare quindi gli investimenti produttivi che avrebbero dovuto fruttare, almeno un decennio(dai 65 ai 75 anni) di retribuzione pensionistica.

3-la contribuzione del 6,25 % risulta quindi eccessiva per soggetti che, considerando l’età anagrafica(almeno 65 anni) e la previsione statistica di vita media( attualmente 77 anni), non potranno mai giovarsi proporzionalmente di tale aumento contributivo.

Sulla base di queste considerazioni si è attivato un gruppo di colleghi al fine di raccogliere adesioni a livello nazionale per di intentare un’azione che, valendosi di professionisti di adeguata esperienza, richieda :

a- alla Corte Coostituzionale un giudizio di legittimità della norma precedentemente citata

b- all’Enpam di recedere dall’obbligatorietà di contribuzione per il supplemento di pensione o per lo meno di ridurre il contributo ad una pura quota solidaristica, al fine di non ricadere nelle incongruenze precedentemente indicate.

Risulta evidente come, per aumentare la possibilità di successo di tale azione, sia indispensabile una adesione massiccia di quei colleghi che sono ora, o che saranno in un prossimo futuro, nella condizione sopra riportata; le modalità di questa protesta verranno in seguito concordate con tutti i partecipanti.

Per il momento la cosa più importante è contarci, fare massa: l’efficacia dell’azione sarà direttamente (ed il costo inversamente) proporzionale al numero.

Se pertanto intendete partecipare, contattate il seguente sito e compilate la scheda di adesione :

www.enpamquotabover65.it

pubblicato il 25/08/2015

Illustrissimo sig. Presidente,

sull’ultimo Bollettino Notiziario – n. 8 Agosto 2015 – ho letto con attenzione le “Considerazioni sul Bilancio Consuntivo Enpam 2014” redatte dai consulenti di fiducia incaricati dall’OMCeO di Piacenza di valutare detto Bilancio, e le note e rilievi, a margine, espresse dal Presidente dall’OMCeO di Piacenza, Dott. Augusto Pagani.

Sono rimasto a dir poco sconcertato e mi sono posto la seguente domanda: Esiste un deficit di democrazia rappresentativa e decisionale, oltreché di scarsa trasparenza, nella gestione e governance dell’ENPAM?

Purtroppo, la mia risposta è si, esiste! E mi piacerebbe che altri colleghi si esprimessero in merito e si aprisse un dibattito su queste tematiche, visto che siamo tutti obbligatoriamente iscritti al nostro Ente di previdenza da cui ci aspetteremmo informazioni più corrette, più complete, più veritiere e  meno arzigogolate o distorsive della realtà.

Quanto rilevato dai consulenti esterni che hanno esaminato, e fatto le pulci, alle 310 pagine del bilancio Enpam, stride nettamente con le dichiarazioni fatte a più riprese negli ultimi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, dal riconfermato Presidente Enpam Alberto Oliveti, in merito ai risultati della sua gestione, a tratti eccessivamente trionfalistici, e della bontà e democraticità del nuovo Statuto della Fondazione Enpam.

Basti solo ricordare alcuni dati di fatto e talune criticità:

- Sono anni che il CDA dell’Enpam non risponde pubblicamente alle considerazioni, rilievi e critiche fatte da consulenti esterni incaricati da alcuni Ordini dei medici e degli odontoiatri ( o almeno io non le ho viste queste risposte, o mi sono sfuggite) fatte con il preminente scopo di informare meglio gli iscritti all’Enpam e di stimolare a migliorare la gestione dei soldi di tutti i medici.

- Sul “Giornale della Previdenza” non vedo mai riportate le posizioni critiche o contrarie, se non , a volte, in modo troppo marginale, schematico ed insufficiente. Allora mi chiedo, a cosa serve tale giornale dove non hanno diritto di rappresentanza le posizioni critiche o minoritarie?

- Il Presidente Oliveti si è vantato più volte che con la riforma voluta dal programma del suo mandato e ora vigente, la sostenibilità delle pensioni dei medici ed odontoiatri arriva a 50 anni. Bene, non possiamo che esserne contenti! Ma se la memoria non mi fa difetto, in uno dei suoi editoriali ebbe a formulare che pur nella fantavavolistica ipotesi che i medici avessero smesso di versare i contributi, il patrimonio dell’Enpam sarebbe bastato comunque a coprire le pensioni per 50 anni. Aldilà del fatto che un semplice calcolo stabilisce che l’attuale patrimonio Enpam sarebbe sufficiente ad erogare le attuali pensioni per non più di 12 anni, il vero problema sta nel fatto che il numero dei pensionati sta crescendo più degli iscritti. Le misure messe in atto e la riforma, rispondono adeguatamente a questo problema?

- Riguardo alla democraticità e rappresentatività nella neoeletta Assemblea Nazionale, che prende il posto del Consiglio Nazionale, le minoranze in sostanza non hanno diritto di rappresentanza e di voto; perchè il nuovo sistema di elezioni, votato e approvato legittimamente dal Consiglio uscente, finisce per favorire ed eleggere, in pratica, solo i rappresentanti dei contribuenti iscritti ai sindacati maggioritari. Sindacati e altre organizzazioni maggioritarie che condizionano e determinano le elezioni di gran parte dei Presidenti degli Ordini , che poi hanno rappresentanza e numero di voti maggioritari all’interno dell’Assemblea Nazionale, del CDA e degli altri organi di governance dell’ENPAM, e che poi hanno pure i voti per modificare Statuti e regolamenti elettorali che favoriscono la spartizione del potere, non solo decisionale, e delle poltrone sempre fra gli stessi, o fra gli amici allineati e funzionali al mantenimento del sistema. Più o meno in linea con quello che succede nella politica nazionale e locale. Tutto formalmente legittimo e democratico. Ma una democrazia che ostacola il rinnovamento ed il ricambio anche generazionale, che democrazia è??

- In tema di rappresentanza delle istanze ed interessi degli iscritti all’Enpam, è giusto che un Presidente di un Ordine che ha più o meno un migliaio di iscritti valga come peso e come voto quanto un Presidente di un Ordine che ha dieci o venti volte più iscritti?

 

- Dalla relazione dei sopracitati consulenti esterni incaricati di esaminare il bilancio Enpam 2014 ( alla quale si rimanda il lettore per altre sorprese), se non ho capito male – vista la materia ostica e difficile, si rileva una redditività netta del 2% della gestione del patrimonio Enpam. Se ci dovessero essere altre spese inserite in vari meandri del bilancio, in modo poco trasparente, la redditività netta sarebbe ancora più bassa. E sarebbe sufficiente per reggere alla sostenibilità futura delle nostre pensioni?

E che dire del fatto che “La redditività del parco immobiliare è inferiore allo 0,4%, che diviene una perdita se si considerano anche le spese del personale addetto alla gestione del recupero crediti dei canoni impagati e i canoni non più incassabili”. Cosa intendono fare il Presidente Oliveti ed il CDA per migliorare la redditività del patrimonio immobiliare, attualmente decisamente deludente?

Quanto alla tanto decantata riduzione dei costi degli organi societari e amministrativi, questa cozza con i dati messi a bilancio, in cui i costi degli organi societari, ovvero Presidente, Vicepresidenti, componenti del CDA, Comitato esecutivo, Commissioni consultive e Collegio sindacale, sono aumentati del 10% passando dai 3,9 milioni del 2013 ai 4,3 milioni del 2014.

 

Ci auguriamo, per la verità senza grandi aspettative, che il Presidente Oliveti ed il CDA si decidano, finalmente, a dare ampie ed esaustive risposte pubbliche, e con ampio spazio sul “Giornale della Previdenza”, ai rilievi, considerazioni e critiche costruttive poste più volte dai sopracitati consulenti esterni e da alcuni Presidenti di Ordine.

 

Per concludere, voglia gradire il mio apprezzamento e ringraziamento per quanto sta facendo, assieme ad altri Presidenti di Ordine, e per le iniziative messe in campo, per la democrazia rappresentativa , la trasparenza, la riduzione dei costi della governance dell’ENPAM, e non ultima, per l’informazione ai medici ed odontoiatri di come vengono gestiti e amministrati i loro contributi previdenziali.

 

Cordiali saluti.

Sergio Ceravolo

 

pubblicato il 10/06/2015

CONSULTA DELLA QUOTA B DEL FONDO DI PREVIDENZA GENERALE

- Rappresentante per i liberi professionisti non dipendenti iscritti all'Albo degli Odontoiatri:

CHIARELLO GIANVITO VOTI 526

MANCINI EVANGELISTI GIOVANNI 2482 - ELETTO

 

- Rappresentante degli Iscritti dipendenti titolari di reddito da attività libero professionale soggetto a contribuzione della gestio (in regime di attività intra-moenia od extra-moenia):

CHIARELLO MARCO VOTI 252 - ELETTO

GALA COSTANZO VOTI 109

 

CONSULTA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE, PEDIATRI DI LIBERA SCELTA E ADDETTI DI CONTINUITA' ASSISTENZIALE ED EMERGENZA TERRITORIALE

- Rappresentante per la categoria dei medici di medicina generale di assitenza primaria:

PAGANO FRANCO VOTI 4518 - ELETTO

- Rappresentante per la categoria dei pediatri di libera scelta:

SEMPRINI GIOVANNI VOTI 786 - ELETTO

- Rappresentante per la categoria dei medici di medicina genereale addetti al servizio di continuità assistenziale e/o emergenza territoriale:

LEONARDI STEFANO VOTI 921 - ELETTO

  

pubblicato il 10/06/2015

Assemblea Nazionale - Le Liste Vincitrici e gli Eletti delle 7 Categorie Professionali:

 a) Medici di Medicina Generale (assistenza primaria, continuità assistenziale ed emergenza territoriale), ex convenzionati per continuità ed emergenza, transitati alla dipendenza.

Lista n.1 "Attiviamo la Medicina Generale - FIMMG per l'ENPAM" voti 6097

Lista n.2 "L'ENPAM ai Medici: un voto per cambiare" voti 2172

RISULTANO ELETTI: I PRIMI 26 CANDIDATI DELLA LISTA 1

 b) Pediatri di libera scelta

Lista n.1 "Lista FIMP" voti 841

Lista n.2 "Alternativa Pediatrica" voti 229

Lista n.3 "Pediatri di Famiglia" voti 111

RISULTANO ELETTI: I PRIMI CANDIDATI DELLA LISTA 1

c) Specialisti ambulatoriali interni, incaricati della medicina dei serviz territoriali ed ex convenzionati pe la specialità ambulatoriale e la medicina dei servizi, transitati alla dipendenza

Lista n.1 "SUMAI per l'Assemblea Nazionale" voti 1837

RISULTANO ELETTI: I PRIMI 8 CANDIDATI DELLA LISTA 1

d) Specialisti Esterni Accreditati ad Personam, ovvero operanti in strutture in regime di accreditamento

Lista n.1 "Lista SBV"  voti 146

RISULTA ELETTO: IL PRIMO CANDIDATO DELLA LISTA 1

e) Liberi Professionisti Iscritti alla quota B del Fondo di Previdenza Generale

Lista n.1 "Lista per il Welfare dei Liberi Professionisti" voti 3294

RISULTANO ELETTI: I PRIMI 14 CANDIDATI DELLA LISTA 1

f) Dipendenti da datore di lavoro pubblico

Lista n.1 "Medici Dipendenti" voti 1057

Lista n.2 "Ospedalieri per rinnovamento ENPAM" voti 482

RISULTANO ELETTI: I PRIMI 5 CANDIDATI DELLA LISTA 1

g) Contribuenti alla sola quota A del fondo di previdenza generale

Lista n.1 "Giovani Medici Previdenti Programmazione Formazione lavoro" voti 1566

RISULTA ELETTO: IL PRIMO CANDIDATO DELLA LISTA 1

pubblicato il 15/11/2014

In questi giorni su  Doctornews sono comparsi due articoli che hanno trattato dell’impatto che potrebbe avere sugli iscritti ENPAM il fatto che il “tasso annuo di rivalutazione dei montanti contributivi” quest’anno sarà negativo, producendo l’effetto di sottrarre soldi al salvadanaio previdenziale dei futuri pensionati.

Nel primo articolo dell'8 novembre u.s. il Presidente Enpam, dottor Alberto Oliveti, ne sostiene l’assenza, ma non ci ricorda  che il Fondo Generale e quello dei Convenzionati esterni sono passati al contributivo “Dini” - il primo con la riforma del 2012, il secondo addirittura qualche anno prima - e quindi il problema della “rivalutazione negativa” esiste anche nell’ENPAM.

Ha fatto bene Marco Perelli Ercolini, vicepresidente Federspev, a rammentarlo a tutti noi nel secondo articolo.

Entrambi però sbagliano quando criticano il meccanismo di legge che oggi ha portato a questo fenomeno. Nessuno si è lamentato quando lo stesso criterio di calcolo ha portato in passato ad una rivalutazione annua dei contributi in alcuni casi fino al 6%, quindi ben oltre l’inflazione. Entrambi dimenticano che trovare meccanismi per i quali la spesa pensionistica possa essere stabilita “a prescindere” dallo stato socioeconomico del paese è impossibile e significa condannare le giovani generazioni, stante il sistema a ripartizione, a sostenere ulteriori sacrifici dettati solo dall’egoismo di chi li ha preceduti.

 

Al Presidente Oliveti rimprovero, in verità, anche il messaggio preoccupante di una possibile riduzione del 10% ed oltre delle nostre pensioni a causa della probabile maggiore aliquota di prelievo sulle rendite finanziarie (dal 20 al 26%). Ricordo a lui ed ai colleghi che il 10% della nostra spesa pensionistica annua corrisponde a circa 140 milioni di euro e che l’aumento previsto di tasse per l’intero comparto delle casse privatizzate sarebbe di circa 28 milioni di euro (di cui meno della metà per l’ENPAM). Come si può paventare la necessità di una riduzione di 140 milioni di spesa se il nostro surplus di tasse sarà di non più di 14 milioni di euro? Piuttosto ci sarebbe da domandarsi il perché di questa modesta differenza di spesa. Forse perché il nostro patrimonio Enpam rende poco?

 

Renato Mele

Rappresentante Toscana - Consulta Libera professione  ENPAM 

pubblicato il 28/06/2014

Statuto Enpam. Non vengono ammessi emendamenti da parte di 10 Ordini. E questi lasciano l'aula. Rossi (Milano) guida la protesta

Il regolamento votato a maggioranza imponeva una raccolta firme di almeno 35 Ordini in mezz'ora per poter presentare degli emendamenti alla bozza in discussione. Una decisione ritenuta "ingiusta" e "non accettabile" da 10 Ordini provinciali che hanno abbandonato la discussione e ora annunciano un possibile ricorso

27 GIU - Dieci Ordini medici hanno oggi abbandonato i lavori per il nuovo statuto dell'Enpam protestando contro una modalità procedurale ritenuta "ingiusta" e "non accettabile". Gli emendamenti alla bozza presentati non sono stati neppure presi in considerazione perché, il regolamento votato a maggioranza, imponeva una raccolta firme di 35 Ordini in mezz'ora di tempo. Per far luce sull'accaduto abbiamo intervistato il presidente dell'Omceo Milano, Robero Carlo Rossi.

Dottor Rossi, cosa è accaduto durante la discussione dello statuto?
E' successo che è stata messa in votazione una modalità procedurale che, per permettere di presentare emendamenti sullo statuto in discussione, obbligava a raccogliere le firme di 35 Ordini in appena mezz'ora di tempo. Una manovra simile contiene un messaggio chiaro: "Non disturbare il manovratore". Si tratta di un comportamento inaccettabile.

Ma non era mai successo prima?
A mia memoria una cosa simile non era mai successa. Ma penso che in nessun consesso democratico si possano porre regole simili con l'aggravante di dover raccogliere una tale mole di firme in così poco tempo. Una volta passata ai voti questa modalità procedurale, noi abbiamo deciso di abbandonare i lavori. C'è da dire che di questa procedura eravamo stati informati solo a ridosso dell'incontro, appena due giorni prima, ma anche in questo caso non si faceva assolutamente cenno alla componente temporale, all'assurdità di questa mezz'ora di tempo limite.


Quali sono gli Ordini che hanno abbandonato i lavori?
Sono quelli di Milano, Bologna, Ferrara, Piacenza, Ascoli Piceno, Trapani, Latina, Salerno, Potenza e Isernia.

Qual era invece il contenuto degli emendamenti che avreste voluto presentare?
Per riassumerne il loro contenuto possiamo dire che, innanzitutto, chiedevano un Consiglio Nazionale misto e più snello. Oggi abbiamo sì un Consiglio misto ma è assolutamente 'ipertrofico'. Volevamo poi che, per quanto riguarda gli investimenti, fossero evitati derivati e titoli a rischio ma che piuttosto si dirittassero le risorse su titoli sicuri a larga tenuta. Infine, volevamo che fosse specificato all'interno dello Statuto che i compensi e le spese presentabili fossero parificate a quelli della Fnomceo, ridotte quindi di circa un terzo rispetto a quelle attuali.

E ora cosa pensate di fare?
Al momento non presenzieremo durante la discussione dello statuto ma stiamo anche valutando di fare di corso di fronte a quella che si configura come una vera ingiustizia.
 
Giovanni Roderiquez

27 giugno 2014
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pubblicato il 30/04/2013

Per ragioni indipendenti dall’Enpam, i medici e gli odontoiatri stanno ricevendo con ritardo i bollettini per il pagamento dei contributi previdenziali di Quota A.

Pur non avendo alcuna responsabilità, la Fondazione si fa pienamente carico del problema: i medici e gli odontoiatri infatti potranno fare il pagamento nei 15 giorni successivi al ricevimento dell’avviso (quindi anche dopo la scadenza del 30 aprile 2013), senza rischiare alcuna sanzione.

Chi non ha ancora ricevuto l’avviso bonario, lo riceverà nei prossimi giorni.

Gli uffici sono al corrente del problema e saneranno le posizioni in automatico.

Per questa ragione non è necessario contattare la Fondazione Enpam per segnalare il proprio caso.

La Fondazione Enpam si scusa comunque per l’inconveniente.

data pubblicazione : 24/04/2013
pubblicato il 10/09/2012


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pubblicato il 03/12/2010


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