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pubblicato il 28/09/2005

D.M. 19.04.2000 – Prove attitudinali per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri Con riferimento alla nota del 26.07.2000 prot.10946/28-95 esaminate le relatice notegiuridiche poste da codesta Federazione di seguito si riportano le conclusioni cui è pervenuto lo scrivente ufficio.
In relazione al dibattito parlamentare sul disegno di legge relativo alla disciplina della professione di odontoiatra (a.c. 72 ed altri) sugli emendamenti tendenti a modificare sostituire l’art.3 comma 4 lettera d) si ritiene che detto articolo contiene le disposizioni concordate con la Commissione europea e coordinate con quanto previsto dall’art.5, punto 7, della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio alo stadio di “posizione comune” (5103/3/200).
Infatti le norme contenute del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n.386, e la revisione contenuta nella proposta di direttiva sopra citata sono insieme dirette a dare esecuzione alla Sentenza della Corte di Giustizia 1° giugno 1995, nella Causa C – 40/93. Ne consegue che il contenuto dell’art.3, comma 4, lettera d) non può essere modificato se non dopo aver attivato un nuovo negoziato con la Commissione europea.
Gli emendamenti degli onorevoli Conti, Saia, Carlesi e altri, diretti a modificare il contenuto dell’art.3, comma 5 nel senso di assicurare la titolarità alla contemporanea iscrizione all’ordine di medici-chirurghi e all’albo degli odontoiatri per i medici chirurghi in possesso di specializzazione in odontostomatologia, toccano materia oggetto di censura comunitaria nella procedura d’infrazione 96/2179 e ora ricorso alla Corte di Giustizia nella Causa C-202/99.
La posizione comune n.20.2000 del Consiglio dell’U.E. non ha, nell’ordinamento giuridico, valenza di norma ma serve a fornire, in vista dell’adozione di una direttiva del Parlamento europeo Ministero della Sanità – Dipartimento Professioni Sanitarie – Ufficio III Ref. Martelli Piazzale dell’Industria, 20 – 00144 Roma Pr. 1999 – 1022 / Lav.34 Tel. 06/59942772 - fax 06/59942665 e del Consiglio che modifica le direttive oggetto di attenzione, l’ordinamento verso cui tende la normativa dell’Unione Europea.
In considerazione a quanto sopra si ritiene che la prova attitudinale disciplinata dal D.l.vo 386/98 e dal D.M. 19 aprile 2000 non siano in contrasto con la modifica all’art.19 della direttiva 78/686 CEE, scaturita dopo ampio interlocutorio con la commissione Europea in previsione ed esclusivamente alla luce della regolamentazione che nel frattempo l’Italia ha emanato vale a dire D.l.vo 386/98 e successivo decreto Ministeriale del 19.04.2000.
Per quanto attiene i cittadini extracomunitari si ritiene che, gli stessi, qualora immatricolati dopo il 28 gennaio 1980 ed entro il 31 dicembre 1994 regolarmente abilitati all’esercizio professionale purchè la formazione sia stata totalmente conseguita in Italia, diploma di laurea e di abilitazione, possano accedere alla prova attitudinale.
pubblicato il 28/09/2005

TITOLO I Art. 1 Art. 2 Art. 3 Art. 4 Art. 5 Art. 6 TITOLO II DISPOSIZIONI RELATIVE AL DIRITTO DI STABILIMENTO Art. 7 Art. 8 Art. 9 Art. 10 Art. 11 Art. 11-bis.
Art. 11-ter.
Art. 11-quater.
Art. 12 TITOLO III DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI Art. 13 Art. 14 TITOLO IV ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLE COMUNITA' EUROPEE DA PARTE DI ODONTOIATRI ISCRITTI ALL'ORDINE PROFESSIONALE Art. 15 Art. 16 TITOLO V 1/15 La Legge DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE Art. 17 Art. 18 Art. 18 bis Art. 18-ter Art. 19 Art. 20 Art. 21 Art. 22 Art. 23 Allegato A Allegato B Allegato B Note:
1 Per l'approvazione di nuove specializzazioni in odontoiatria, vedi ilD.M. 4 marzo 2002.
Preambolo
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga
la seguente legge:
TITOLO I Art. 1 E' istituita la professione sanitaria di odontoiatra che viene esercitata da coloro che sono in possesso del diploma di laurea in odontoiatria e protesi dentaria e della relativa abilitazione all'esercizio professionale, conseguita a seguito del superamento di apposito esame di Stato. [1] Note:
1 Comma modificato dall'art. 13, comma 1, L. 3 febbraio 2003, n. 14.
Art. 2 Formano oggetto della professione di odontoiatra le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonchè alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche.
Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti necessari all'esercizio della loro professione.
Art. 3 Gli esami di Stato per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio professionale, per coloro che sono in possesso della laurea in odontoiatria e protesi dentaria, hanno carattere specificatamente 2/15 La Legge professionale.
I relativi programmi e le norme concernenti lo svolgimento sono determinati con regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione ai sensi dell'art. 3 della legge 8 dicembre 1956, n.
1378.
Art. 4 [1] Presso ogni Ordine dei medici-chirurghi è istituito un separato Albo professionale per l'iscrizione di coloro che sono in possesso della laurea in odontoiatria e protesi dentaria e dell'abilitazione all'esercizio professionale conseguita a seguito di superamento di apposito esame di Stato.
A tale Albo hanno facoltà di iscrizione i soggetti indicati al successivo art. 20. [2] L'iscrizione al predetto Albo è incompatibile con la iscrizione ad altro Albo professionale.
L'odontoiatra iscritto all'Albo ha la facoltà di esercitare la professione in tutto il territorio dello Stato.
Note:
1 La Corte costituzionale, con sentenza 9 marzo 1989, n. 100, ha dichiarato la illegittimità costituzionale delpresente articolo, nella parte in cui non prevede che i soggetti indicati nell'art. 20, primo comma, ottenuta l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, possano contemporaneamente mantenere l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi così come previsto per i soggetti indicati nell'art. 5, e nella parte in cui prevede che i medesimi possano optare" nel termine di cinque anni per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, anzichè chiedere" senza limite di tempo tale iscrizione.
2 Comma modificato dall'art. 13, comma 2, L. 3 febbraio 2003, n. 14.
Art. 5 [1] Note:
1 Articolo abrogato dall'art. 13, comma 3, L. 3 febbraio 2003, n. 14.
Art. 6 L'Ordine provinciale dei medici-chirurghi e la Federazione nazionale dei medici-chirurghi assumono rispettivamente la denominazione di "Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri" e di "Federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri".
La composizione dei Consigli direttivi degli ordini provinciali e del Comitato centrale della Federazione nazionale di cui al primo comma dell'art. 2 ed al secondo comma dell'art. 12 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, è aumentata rispettivamente di due membri iscritti all'Albo degli odontoiatri.
Detta composizione è ulteriormente aumentata di una unità per ogni mille nuovi iscritti nell'Albo degli odontoiatri oltre i primi mille iscritti, con il limite massimo di cinque componenti aggiuntivi, per i Consigli direttivi, e, oltre i primi diecimila iscritti, di una unità per ogni diecimila nuovi iscritti per il Comitato centrale della Federazione nazionale, con il limite massimo di quattro componenti aggiuntivi.
Qualora nel Consiglio direttivo dell'Ordine o nel Comitato centrale non risulti eletto un numero di iscritti nell'Albo degli odontoiatri almeno pari al maggior numero di componenti previsto dal comma precedente, agli ultimi degli eletti tra gli iscritti nell'Albo dei medici-chirurghi subentrano di diritto 3/15 La Legge gli iscritti nell'Albo degli odontoiatri che hanno registrato il maggior numero di voti.
Il presidente del seggio elettorale dà attuazione alla disposizione di cui sopra in sede di proclamazione dei risultati delle elezioni.
Per l'elezione del Comitato centrale della Federazione nazionale ciascun presidente di Ordine provinciale dispone di un voto per ogni 200 iscritti o frazione di 200 iscritti complessivamente negli Albi dei medici-chirurghi e degli odontoiatri.
All'art. 17, secondo comma, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, e successive modificazioni ed integrazioni, va aggiunta la seguente lettera:
"e) per l'esame degli affari concernenti la professione di odontoiatra, un ispettore generale medico e otto odontoiatri di cui cinque effettivi e tre supplenti".
In seno ai Consigli direttivi degli ordini provinciali ed al Comitato centrale della Federazione nazionale sono istituite commissioni costituite da componenti medici e da componenti odontoiatri iscritti ai rispettivi Albi professionali.
Le commissioni esercitano le attribuzioni di cui alle lettere f) e g) dell'art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ed al relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè alla lettera c) del medesimo articolo, quando le designazioni riguardino competenze della specifica professione.
La commissione per gli iscritti all'Albo dei medici-chirurghi si compone dei membri del Consiglio dell'Ordine iscritti al medesimo Albo.
La commissione per gli iscritti all'Albo degli odontoiatri si compone di cinque membri iscritti nel medesimo Albo, eletti a norma del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, e del relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, e successive modificazioni ed integrazioni. I primi eletti entrano a far parte del Consiglio dell'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri a norma dei precedenti commi secondo e terzo.
TITOLO II DISPOSIZIONI RELATIVE AL DIRITTO DI STABILIMENTO Art. 7 Ai cittadini degli Stati membri delle Comunità europee che esercitano una attività professionale nel campo della odontoiatria con le denominazioni di cui all'allegato A della presente legge, e che sono in possesso dei diplomi, certificati ed altri titoli di cui all'allegato B, è riconosciuto il titolo di odontoiatra ed è consentito l'esercizio della relativa attivit à professionale, definita al precedente art.
2.
Ai cittadini degli Stati membri delle Comunità europee in possesso dei diplomi, certificati ed altri titoli di cui all'allegato C, è riconosciuto il titolo di odontoiatra specialista, subordinatamente alla istituzione in Italia della corrispondente specializzazione.
L'uso dei predetti titoli e delle relative abbreviazioni è consentito sia nella lingua dello Stato di origine o di provenienza, sia nella lingua italiana, in conformità alle corrispondenze dei titoli stessi precisate negli allegati B e C.
Gli elenchi di cui agli allegati alla presente legge sono modificati con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro della pubblica istruzione in conformità delle direttive comunitarie.
Art. 8 4/15 La Legge Per ottenere l'autorizzazione all'esercizio della professione di odontoiatra l'interessato deve presentare al Ministero della sanità domanda in lingua italiana in carta da bollo corredata dai seguenti documenti:
a) uno dei titoli previsti dall'allegato B in originale o in copia autentica;
b) un certificato di buona condotta, ovvero un certificato di moralità e di onorabilità, o equipollente, rilasciato dalla competente autorità dello Stato di origine o di provenienza; qualora detto Stato ai fini dell'esercizio della professione non richieda tale certificato, l'interessato deve presentare un estratto del casellario giudiziario ovvero un documento equipollente rilasciato dalla competente autorità dello Stato stesso.
Qualora l'interessato chieda anche il riconoscimento del titolo di odontoiatra specialista, egli dovrà presentare uno dei titoli previsti dall'allegato C, in originale o copia autentica.
La documentazione di cui alla predetta lettera b) deve portare una data non anteriore di più di tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda.
Art. 9 Il Ministero della sanità, d'intesa con il Ministero della pubblica istruzione, accerta la regolarità della domanda e della relativa documentazione entro tre mesi dalla data di ricezione della domanda stessa, e provvede alla sua trasmissione all'Ordine professionale corrispondente alla provincia indicata dall'interessato, dandone comunicazione al medesimo.
Il Ministero della sanità, nel caso di fondato dubbio circa l'autenticità dei diplomi, dei certificati e degli altri titoli, svolge i necessari accertamenti presso la competente autorità dello Stato di origine o di provenienza e chiede conferma della autenticità degli stessi, nonchè del possesso, da parte del beneficiario, di tutti i requisiti di formazione prescritti.
Nel caso in cui il Ministero della sanità venga a conoscenza di fatti gravi e specifici, verificatisi fuori del territorio nazionale, che possano influire sull'ammissione del richiedente all'esercizio della professione, domanda al riguardo informazioni, tramite il Ministero degli affari esteri, alla competente autorità dello Stato di origine o di provenienza.
Per il periodo di tempo necessario ad acquisire tali informazioni il termine di cui al primo comma è sospeso. La sospensione non può eccedere i tre mesi. La procedura di ammissione riprende alla scadenza dei tre mesi anche se lo Stato consultato non ha fatto pervenire la risposta.
Il rigetto dell'istanza da parte del Ministero della sanità deve essere motivato.
L'Ordine professionale competente, nel termine di un mese dalla data di ricezione della domanda, corredata dalla documentazione inviata dal Ministero, completa la procedura per l'iscrizione all'Albo stabilita dalle vigenti norme di legge.
Il cittadino di altri Stati membri delle Comunità che abbia ottenuto l'iscrizione all'Albo professionale ha gli stessi diritti ed è soggetto agli stessi obblighi e sanzioni disciplinari previsti per gli odontoiatri italiani.
Art. 10 Il Ministero della sanità comunica all'autorità competente dello Stato di origine o provenienza le sanzioni disciplinari adottate nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri delle Comunità europee, autorizzati ad esercitare la professione di odontoiatra ai sensi dell'art. 8, nonchè quelle penali per reati concernenti l'esercizio della professione.
A tal fine l'Ordine professionale competente dà comunicazione al Ministero della sanità di tutte le 5/15 La Legge sanzioni che incidono sull'esercizio professionale.
Art. 11 Le disposizioni relative al diritto di stabilimento contenute nella presente legge si applicano anche agli odontoiatri che intendono svolgere la loro attività nell'ambito di un rapporto di lavoro subordinato.
L'istituzione del rapporto di lavoro fra gli odontoiatri cittadini di altri Stati membri delle Comunità europee e le strutture sanitarie pubbliche è disciplinata dall'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761.
Art. 11-bis. [1] 1. Il Ministero della salute notifica alla Commissione europea, ai fini degli ulteriori atti di competenza, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative adottate dallo Stato italiano in materia di rilascio di diplomi, certificati e altri titoli nel settore oggetto della presente legge.
Note:
1 Articolo inserito dall'art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 11-ter. [1] 1. Per i cittadini degli Stati membri i cui diplomi, certificati e altri titoli non rispondono alle denominazioni riportate per tale Stato membro negli allegati della presente legge, sono riconosciuti come prova sufficiente i diplomi, i certificati e gli altri titoli rilasciati da tali Stati membri, corredati di un certificato rilasciato dalle rispettive autorità o enti competenti. Il certificato attesta che tali diplomi, certificati e altri titoli sanciscono una formazione conforme alle disposizioni della presente legge e per lo Stato membro che li ha rilasciati sono assimilati a quelli la cui denominazione è riportata dalla stessa legge.
Note:
1 Articolo inserito dall'art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 11-quater. [1] 1. Sono ammessi alla procedura di cui all'articolo 2, i diplomi, certificati e altri titoli acquisiti dai cittadini di cui all'articolo 7, in Paesi che non fanno parte dell'Unione europea, qualora tali titoli siano stati riconosciuti in un altro Stato membro.
2. Il Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, valuta le istanze di riconoscimento tenendo conto, anche, della formazione e dell'esperienza professionale acquisite in un altro Stato membro. La decisione viene pronunciata entro tre mesi dalla presentazione da parte dell'interessato della domanda completa di tutti i documenti giustificativi.
3. I provvedimenti di rigetto delle domande di riconoscimento di diplomi, certificati e altri titoli devono essere congruamente motivati e sono impugnabili dinanzi agli organi giurisdizionali 6/15 La Legge competenti. Decorso inutilmente il termine stabilito per l'adozione del provvedimento, il richiedente può ricorrere all'autorità giudiziale.
Note:
1 Articolo inserito dall'art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 12 Il Ministero della sanità, d'intesa con il Ministero della pubblica istruzione, sentite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonchè la competente Federazione degli Ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, promuove, se ne ravvisa la necessità, corsi facoltativi di deontologia professionale e di legislazione sanitaria nonchè corsi che consentano l'acquisizione delle conoscenze linguistiche necessarie all'esercizio della professione.
TITOLO III DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI Art. 13 I cittadini degli altri Stati membri delle Comunità europee sono ammessi alla prestazione di servizi odontoiatrici di carattere temporaneo nel territorio dello Stato italiano senza essere tenuti alla iscrizione nell'Albo professionale, nei limiti dell'attività professionale loro consentita nel Paese di origine o di provenienza.
Essi devono tuttavia presentare al Ministero della sanità:
a) una dichiarazione redatta in lingua italiana dalla quale risulti la prestazione che l'interessato intende effettuare, il luogo di esecuzione della stessa e l'indicazione dello studio odontoiatrico autorizzato presso il quale la prestazione sarà effettuata;
b) un certificato della competente autorità dello Stato di origine o di provenienza da cui risulti che l'interessato esercita legalmente la specifica professione in detto Stato, con l'indicazione delle eventuali limitazioni al campo di attività professionale;
c) un certificato attestante che l'interessato è in possesso dei diplomi o altri titoli di cui all'allegato B.
In caso di urgenza la dichiarazione, unitamente alla documentazione sopra indicata, deve essere presentata entro il termine massimo di quindici giorni dalla effettuazione della prestazione.
Il Ministero della sanità comunica all'Ordine professionale territorialmente competente il contenuto della dichiarazione presentata dall'interessato.
La documentazione prevista dal presente articolo deve portare una data anteriore di non più di dodici mesi rispetto a quella di presentazione della dichiarazione.
Art. 14 Il cittadino degli altri Stati membri delle Comunità europee ha, nell'esercizio dell'attività di cui al precedente articolo, gli stessi diritti dell'odontoiatra cittadino italiano ed è soggetto agli stessi obblighi e alle stesse sanzioni disciplinari. è in ogni caso vietata la titolarità di uno studio odontoiatrico.
Nel caso di abusi o di mancanze tali da comportare, se commessi da odontoiatri italiani, la sospensione dall'esercizio della professione o la radiazione dall'Albo professionale, l'Ordine 7/15 La Legge professionale territorialmente competente diffida l'odontoiatra, cittadino di un altro Stato membro delle Comunità europee, dall'effettuare ulteriori prestazioni.
Del provvedimento è data tempestiva comunicazione all'autorità competente dello Stato di origine o di provenienza.
TITOLO IV ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLE COMUNITA' EUROPEE DA PARTE DI ODONTOIATRI ISCRITTI ALL'ORDINE PROFESSIONALE [1] Art. 15 Gli odontoiatri cittadini di Paesi membri dell'Unione europea che si trasferiscono in uno dei Paesi membri delle Comunità europee possono, a domanda, conservare l'iscrizione all'Ordine professionale italiano di appartenenza [2] .
Note:
1 Titolo modificato dall'art. 15, comma 1, lett. a), L. 21 dicembre 1999, n. 526, in precedenza il Titolo recitava:
“ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLE COMUNITA' EUROPEE DA PARTE DI ODONTOIATRI CITTADINI ITALIANI”.
2 Comma modificato dall'art. 15, comma 1, lett. b), L. 21 dicembre 1999, n. 526.
Art. 16 Il Ministero della sanità provvede a fornire nel pi ù breve tempo possibile, e comunque entro tre mesi, alle competenti autorità dello Stato estero che lo richiedano le informazioni circa fatti gravi e specifici concernenti gli odontoiatri cittadini italiani trasferitisi in detto Stato, facendo conoscere le conseguenze che i fatti stessi hanno sui certificati ed i documenti rilasciati dalle autorità nazionali.
A tal fine i competenti Ordini professionali danno comunicazione al Ministero della sanità di tutte le sanzioni che incidono sull'esercizio professionale.
TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE Art. 17 I documenti di cui agli articoli 8 e 13 della presente legge devono essere accompagnati, se redatti in una lingua straniera, da una traduzione italiana certificata conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure da un traduttore ufficiale.
Art. 18 Nei confronti degli odontoiatri cittadini di uno Stato membro delle Comunità europee, in possesso di diplomi, certificati od altri titoli rilasciati dagli Stati di origine o di provenienza che comprovino una formazione ultimata prima del 28 luglio 1978, ovvero ultimata dopo tale data ma iniziata prima della data stessa, e non rispondente all'insieme delle esigenze minime di formazione richieste dalla normativa comunitaria, si applicano le seguenti disposizioni:
8/15 La Legge a) ai fini del riconoscimento del titolo di odontoiatra e dell'esercizio della relativa professione, ovvero per la prestazione di servizi, gli interessati devono presentare al Ministero della sanità un attestato, rilasciato dall'autorità competente, dal quale risulti che hanno effettivamente e lecitamente svolto la specifica professione od attività per un periodo di almeno tre anni consecutivi nel corso dei cinque anni che precedono il rilascio dell'attestato;
b) ai fini del riconoscimento del titolo di odontoiatra specialista, gli interessati devono presentare al Ministero della sanità un attestato, rilasciato dall'autorità competente, dal quale risulti che essi si sono effettivamente dedicati alla specifica attività specialistica per un periodo equivalente al doppio della differenza tra la durata di formazione specialistica richiesta nello Stato di origine o di provenienza e la durata minima di formazione prevista dalle direttive comunitarie in tre anni.
Art. 18 bis [1] 1. I diplomi, certificati ed altri titoli di odontoiatra e di odontoiatra specialista rilasciati dagli Stati membri che non corrispondono alle denominazioni che figurano negli allegati sono riconosciuti come corrispondenti se corredati di un certificato rilasciato dalle autorità competenti attestante che essi sono rilasciati a conclusione di una formazione conforme alle disposizioni previste dalla normativa comunitaria e sono assimilati da parte dello Stato membro che li ha rilasciati a quelli la cui denominazione figura negli allegati.
1-bis. I cittadini degli Stati membri, che intendono conseguire uno dei diplomi, certificati o altri titoli di formazione di odontoiatra specialista che non sono rilasciati nello Stato membro di origine o di provenienza, possono concorrere all'ammissione alle scuole di specializzazione italiane, alle stesse condizioni e limiti previsti dalla normativa vigente, inclusi i limiti numerici, previa verifica dei requisiti. [2] 1-ter. I cittadini degli Stati membri, che intendono ottenere uno dei diplomi di specializzazione di cui al comma 1 istituiti in Italia e che sono in possesso di un diploma, certificato e altro titolo di formazione di odontoiatra specialista conseguito nello Stato membro di origine o di provenienza e riconducibile alla specializzazione per la quale intendono concorrere, possono ottenere il riconoscimento, in tutto o in parte, dei periodi di formazione compiuti e sanzionati da un diploma, certificato o altro titolo di studio rilasciato dall'Autorità competente dello Stato membro di origine o di provenienza. La valutazione tiene conto della eventuale esperienza professionale, formazione supplementare e continua in odontoiatria. [2] 1-quater. Il Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, valuta il contenuto e la durata della formazione e determina la durata della formazione complementare, se necessaria, ed i settori su cui questa verte, informandone l'interessato che può indicare presso quale Università effettuarla. [2] 1-quinquies. La decisione viene pronunciata entro quattro mesi dalla presentazione da parte dell'interessato della domanda completa di tutti i documenti giustificativi e dell'indicazione della sede ove effettuare, se del caso, la formazione complementare. [2] Note:
1 Articolo inserito dall'art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 2 maggio 1994, n. 353.
2 Comma inserito dall'art. 4, comma 1, lett. b), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 18-ter [1] 9/15 La Legge 1. I diplomi, certificati ed altri titoli che attestano una formazione di odontoiatra acquisita dai cittadini degli Stati membri nel territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca e che non risponde all'insieme delle esigenze minime di formazione richieste dalla normativa comunitaria, sono assimilati a quelli che le soddisfano se:
a) attestano una formazione iniziata prima del 3 ottobre 1990;
b) danno diritto all'attività di odontoiatra in tutto il territorio della Germania alle stesse condizioni dei titoli rilasciati dalle autorità competenti tedesche specificati negli allegati;
c) sono corredati di un certificato rilasciato dalle autorità competenti tedesche attestante che i loro titolari si sono dedicati effettivamente e lecitamente in Germania alla professione di odontoiatra per il periodo di almeno tre anni consecutivi nel corso dei cinque che precedono il rilascio del certificato.
2. I diplomi, certificati ed altri titoli che attestano una formazione di odontoiatra specialista acquisita dai cittadini degli Stati membri nel territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca e che non risponde alle esigenze minime di formazione richieste dalla normativa comunitaria vengono assimilati a quelli che le soddisfano se:
a) attestano una formazione iniziata prima del 3 aprile 1992;
b) danno diritto all'esercizio, a titolo di odontoiatra specialista dell'attività di cui trattasi in tutto il territorio della Germania alle stesse condizioni dei titoli rilasciati dalle autorità competenti tedesche indicate negli allegati;
c) sono corredate di un certificato, rilasciato dalle autorità competenti tedesche attestante l'esercizio, in qualità di odontoiatra specialista, dell'attività di cui trattasi per un periodo equivalente al doppio della differenza tra la durata minima di formazione specializzata prevista dalla normativa comunitaria e quella della formazione acquisita nel territorio tedesco.
Note:
1 Articolo inserito dall'art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 2 maggio 1994, n. 353.
Art. 19 [1] 1. Ai fini dell'esercizio dell'attività di odontoiatra in altri Stati membri dell'Unione europea, il Ministero della salute, previ gli opportuni accertamenti, anche in collaborazione con gli Ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri rilascia un attestato nel quale certifica:
a) ai laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale che hanno iniziato la loro formazione universitaria in medicina anteriormente al 28 gennaio 1980 e che si sono effettivamente e lecitamente dedicati in Italia, a titolo principale, all'attività di cui all'articolo 2, per un periodo di almeno tre anni consecutivi nel corso dei cinque anni che precedono il rilascio dell'attestato;
b) ai laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale che hanno iniziato la loro formazione universitaria in medicina dopo il 28 gennaio 1980 ed entro il 31 dicembre 1984, che hanno superato la prova attitudinale di cui al decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386, e hanno esercitato, effettivamente e legalmente, a titolo principale l'attività di cui all'articolo 2 per tre anni consecutivi nel corso dei cinque anni che precedono il rilascio dell'attestato, 2. Per i soggetti di cui al comma 1, lettera a), il requisito dei tre anni di esercizio dell'attività non è richiesto per chi ha conseguito studi di almeno tre anni in campo odontoiatrico.
3. Per i soggetti di cui al comma 1, lettera b), il requisito del superamento della prova attitudinale 10/15 La Legge non è richiesto per chi è in possesso di un diploma di specializzazione triennale indicato nel decreto del Ministro della sanità del 18 settembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie ordinaria - n. 222 del 22 settembre 2000: odontoiatria e protesi dentaria, chirurgia odontostomatologica, odontostomatologia, ortognatodonzia.
Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 4, comma 1, lett. c), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 20 [1] 1. Ai fini dell'esercizio dell'attività di cui all'articolo 2, si iscrivono all'albo degli odontoiatri, anche in deroga a quanto previsto all'articolo 4, terzo comma:
a) i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale che hanno iniziato la loro formazione universitaria in medicina anteriormente al 28 gennaio 1980;
b) i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale che hanno iniziato la loro formazione universitaria in medicina dopo il 28 gennaio 1980 ed entro il 31 dicembre 1984 e che hanno superato la prova attitudinale di cui al decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386, o sono in possesso dei diplomi di specializzazione indicati all'articolo 19, comma 3.
2. All'albo degli odontoiatri è aggiunto l'elenco degli odontoiatri abilitati a continuare, in via transitoria, l'esercizio della professione, ai sensi della legge 5 giugno 1930, n. 943.
Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Art. 21 Con decreto del Ministro della sanità, da emanarsi a norma dell'art. 63, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le attribuzioni degli odontoiatri addetti ai presidi e servizi delle unità sanitarie locali.
Art. 22 Nella prima attuazione della presente legge, il Consiglio provinciale dell'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri provvede alla iscrizione degli odontoiatri per la prima formazione dell'Albo professionale.
Entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il presidente dell'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri indìce l'assemblea degli iscritti nell'Albo degli odontoiatri, la quale provvede alla elezione dei componenti del Consiglio e della commissione per gli iscritti all'Albo degli odontoiatri di cui all'art. 6, con le modalità di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, e successive modifiche ed integrazioni, ed al relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221.
Entro 60 giorni dall'elezione di tutti i componenti dei Consigli direttivi degli ordini ai sensi del 11/15 La Legge comma precedente il presidente della Federazione nazionale convoca il Consiglio nazionale degli ordini per l'elezione dei componenti del Comitato centrale di cui all'art. 6, secondo comma, con le modalità di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, e successive modifiche ed integrazioni, ed al relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221.
Art. 23 In prima applicazione della presente legge in attesa del regolamento degli esami di Stato, e degli adempimenti di cui al precedente art. 22, i programmi, le modalità di svolgimento e la composizione delle commissioni giudicatrici sono stabiliti con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Gli esami di Stato saranno comunque fissati entro e non oltre i successivi 60 giorni.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Allegato A [1] Elenco delle denominazioni dei diplomi, certificati ed altri titoli di dentista Paese Titolo del diploma Ente che rilascia il diploma Belgique/België/Belgien -Diploma van tandarts 1. De universiteiten/les universités -Diplôme licencié en science dentaire
2. De bevoegde Examen- commissie van de Vlaamse Gemeenschap / le Jury compétent d'enseignement de la Communauté française” Danmark Bevis for tandlægeeksamen (odontologisk kandidateksamen) Tandlægehøjskolerne
Sundhedsvidenskabeligt
universitetsfakultet
Deutschland Zeugnis über die Zahnärztliche Prüfung
Zuständige Behörden (Omissis) (Omissis) (Omissis) España Título de Licenciado en Odontología El rector de una Universidad France Diplôme d'Etat de docteur en chirurgie dentaire Universités
Ireland Bachelor in Dental Science (B.Dent.Sc.) / Bachelor of Dental Surgery (BDS) / Licentiate in Dental Surgery (LDS) Universities / Royal College of Surgeons in Ireland Italia Diploma di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria Università
Luxembourg Diplôme d'Etat de docteur en médecine dentaire Jury d'examen d'Etat Nederland Universitair getuigschrift van een Faculteit Tandheelkunde 12/15 La Legge Note:
1 Allegato modificato dall'art. 3, comma 1, lett. b), D.Lgs. 2 maggio 1994, n. 353. Successivamente, l'art. 4. comma 1, lett. e), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277, ha sostituito con il presente allegato gli originari allegati A e B.
Allegato B [1] Note:
1 Allegato modificato dall'art. 3, comma 1, lett. c), D.Lgs. 2 maggio 1994, n. 353. Successivamente, l'art. 4, coma 1, lett.
e), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277, ha sostituito il presente allegato e l'originario allegato A con l'attuale allegato A.
Allegato B [1] Elenco delle denominazioni dei diplomi, certificati ed altri titoli di dentista specialista
met goed gevolg afgelegd tandartsexamen
Österreich Bescheid über die Verleihung des akademischen Grades «Doktor der Zahnheilkunde»
Medizinische Fakultät der Universität
Portugal Carta de curso de licenciatura em medicina dentária Faculdades Institutos Superiores Suomi/Finland Hammslääketieteen lisensiaatin tutkinto/ odontologie licentiatexamen 1. Helsingin yliopisto/Helsingfors universitet
2. Oulun yliopisto 3. Turun yliopisto Sverige Tandläkarexamen Universitetet i Umeå Universitetet i Göteborg Karolinska Institutet Malmö Högskola United Kingdom Bachelor of Dental Syrgery (BDS or B.Ch.D) / Licentiate in Dental Surgery
Universities / Royal Colleges 13/15 La Legge 1. Ortodonzia 2. Chirurgia odontostomatologica Paese Titolo del diploma Ente che rilascia il diploma Belgique/België/Belgien - - Danmark Bevis for tilladelse til at betegne sig som specialtandlæge i ortodonti Sundhedsstyrelsen
Deutschland Fachzahnärztliche Anerkennung für Kieferorthopädie
Landeszahnärztekammer
(Omissis) (Omissis) (Omissis) España - France Titre de spécialiste en orthodontie Conseil National de l'Ordre des chirurgiens dentistes Ireland Certificate of specialist dentist in orthodontics
Competent authority recognised for this purpose by the competent minister
Italia - Luxembourg - Nederland Bewijs van inschrijving als orthodontist in het Specialistenregister
Specialisten Registratie Commissie (SRC) van de Nederlandse Maatschappij tot bevordering der Tandheelkunde
Österreich - Portugal - Suomi/Finland Erikoishammaslääkärin tutkinto, hampaiston
oikomishoito/specialtand-
läkarexamen, tandreglering 1. Helsingin yliopisto/Helsingfors universitet
2. Oulun yliopisto 3. Turun yliopisto Sverige Bevis om specialistkompetens i tandreglering
Socialstyrelsen
United Kingdom Certificate of Completion of specialist training in orthodontics Competent authority recognised for this purpose Paese Titolo del diploma Ente che rilascia il diploma Belgique/België/Belgien
Danmark Bevis for tilladelse til at betegne sig som specialtandlæge i hospitalsodontologi
Sundhedsstyrelsen
Deutschland Fachzahnärztliche Anerkennung für Oralchirurgie/Mundchirurgie
Landeszahnärztekammer
(Omissis) (Omissis) (Omissis) España - France - Ireland Certificate of specialist dentist in oral surgery
Competent authority recognised for this purpose by the competent minister
Italia - Luxembourg - 14/15 La Legge Note:
1 Allegato modificato dall'art. 3, comma 1, lett. d), D.Lgs. 2 maggio 1994, n. 353 e, successivamente, sostituito dall'art.
4, comma 1, lett. e), D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 277.
Nederland Bewijs van inschrijving als kaakchirurg in het Specialistenregister
Specialisten Registratie Commissie (SRC) van de Nederlandse Maatschappij tot bevordering der Tandheelkunde
Österreich - Portugal - Suomi/Finland Erikoishammaslääkärin tutkinto, suu- ja leuka- kirurgia/specialtandläkar- examen, oral och maxillofacial kirurgi
1. Helsingin yliopisto/Helsingfors universitet
2. Oulun yliopisto 3. Turtun yliopisto Sverige Bevis om specialist-kompetens i tandsytstemets kirurgiska sjukdomar Socialstyrelsen
United Kingdom Certificate of completion of specialist training in oral surgery Competent authority recognised for this purpose 15/15 La Legge
pubblicato il 28/09/2005

1. Il Governo è delegato ad emanare, nel termine di cui al comma 1 dell'articolo 1, decreti legislativi recanti le norme correttive e integrative necessarie ad adeguare l'ordinamento nazionale alle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee di cui all'allegato E, informandosi ai principi e ai criteri ivi affermati nonché a quelli stabiliti nell'articolo 2.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati con le modalità di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 1.
1/1 La Legge Legge 24-04-1998, n. 128 Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. (Legge comunitaria 1995-1997).
ALLEGATO E - (articolo 4) SENTENZE DI CONDANNA DA ESEGUIRE SENTENZE OGGETTO 1 1° giugno 1995 (Causa 40/93) Violazione articolo 1 della direttiva 78/687/CEE e articolo 19 della direttiva 78/686/CEE (attività di dentista)
2 29 febbraio 1996 (Causa 307/94) Violazione articoli 1, 2 e 5 della direttiva 85/432/CEE concernente talune attività nel settore farmaceutico
1/1 La Legge
pubblicato il 28/09/2005

1. All'articolo 1 della legge 24 luglio 1985, n. 409, dopo la parola: "Stato" sono soppresse le seguenti parole: ", nonché dai laureati in medicina e chirurgia che siano in possesso della relativa abilitazione all'esercizio professionale e di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico".
2. All'articolo 4, secondo comma, della legge 24 luglio 1985, n. 409, dopo la parola: "iscrizione" sono soppresse le seguenti: "i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale in possesso di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico, nonché".
3. L'articolo 5 della legge 24 luglio 1985, n. 409, è abrogato.
1/1 La Legge
pubblicato il 28/09/2005

Preambolo
Art. 1 Art. 2 Art. 3 Allegato — Tabella XVIII-bis Preambolo
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592;
Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071, convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73;
Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, e successive modificazioni;
Veduta la legge 11 aprile 1953, n. 312;
Riconosciuta la necessità di adeguare l'ordinamento degli studi alla normativa C.E.E.;
Sentito anche il parere del Consiglio universitario nazionale;
Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione;
Decreta:
Art. 1 Presso la facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria.
Il titolo di studio per l'ammissione al predetto corso di laurea, le modalità di ammissione, la durata e l'ordinamento del corso medesimo sono stabiliti dalla tabella, annessa al presente decreto, firmata, d'ordine nostro, dal Ministro della pubblica istruzione (allegato).
Art. 2 All'elenco delle lauree e dei diplomi, di cui alla tabella I, annessa al regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, è aggiunta la "laurea in odontoiatria e protesi dentaria".
La tabella II, annessa al citato regio decreto n. 1652, è integrata nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia rilascia anche la "laurea in odontoiatria e protesi dentaria".
Dopo la tabella XVIII, annessa al citato regio decreto n. 1652, è inserita la tabella allegata al presente decreto, che assume il numero XVIII-bis.
Art. 3 1/4 La Legge Il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria comincerà a funzionare a decorrere dall'anno accademico 1980-81 con il primo ed il secondo anno di corso. Negli anni accademici successivi funzioneranno progressivamente gli anni di corso susseguenti al secondo.
La laurea in odontoiatria e protesi dentaria non potrà comunque essere rilasciata prima della fine dell'anno accademico 1983-84.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Allegato — Tabella XVIII-bis Laurea in odontoiatria e protesi dentaria Durata del corso di studi: cinque anni, suddivisi in un biennio ed un triennio.
Titolo di ammissione: quello consentito dalle vigenti disposizioni di legge.
Ammissione al corso: Nel far luogo all'istituzione del corso di laurea si deve tener conto delle strutture disponibili (cliniche e didattiche) per la determinazione del numero e delle modalità di accesso degli studenti.
Le relative decisioni dovranno essere sottoposte al parere vincolante del Consiglio universitario nazionale.
Insegnamenti fondamentali Biennio:
1) anestesia generale e speciale odontostomatologica (semestrale);
* 2) biologia generale applicata agli studi medici;
* 3) chimica;
* 4) chimica biologica;
5) farmacologia (semestrale);
* 6) fisica medica;
7) fisiologia umana e dell'apparato stomatognatico;
8) igiene e odontoiatria preventiva e sociale con epidemiologia (semestrale);
9) istituzioni di anatomia umana normale e dell'apparato stomatognatico;
10) istituzioni di anatomia ed istologia patologica;
* 11) istologia ed embriologia generale (compresa la citologia);
12) materiali dentari;
13) microbiologia (semestrale);
14) odontoiatria conservatrice (triennale - 2°, 3° e 4° anno);
15) patologia generale.
Triennio:
16) chirurgia speciale odontostomatologica (biennale - 3° e 4° anno);
17) clinica odontostomatologica (biennale - 4° e 5° anno);
18) medicina legale e delle assicurazioni e deontologia in odontostomatologia (semestrale);
19) neuropatologia e psicopatologia (semestrale);
20) ortognatodonzia e gnatologia (funzione masticatoria) (biennale - 4° e 5° anno);
21) parodontologia (biennale - 4° e 5° anno);
22) patologia speciale chirurgica e propedeutica clinica;
2/4 La Legge 23) patologia speciale medica e metodologia clinica (compresa la pediatria);
24) patologia speciale odontostomatologica;
25) pedodonzia (semestrale);
26) protesi dentaria (triennale - 3°, 4° e 5° anno);
27) radiologia generale e speciale odontostomatologica (semestrale).
Insegnamenti complementari * 1) chirurgia maxillo-facciale;
* 2) dermatologia e venerologia (semestrale);
* 3) otorinolaringoiatria (semestrale);
* 4) statistica sanitaria;
altri insegnamenti complementari nel piano della facoltà sempre mutuati dal corso di laurea in medicina e chirurgia.
Gli insegnamenti segnati con asterisco sono mutuati dal corso di laurea in medicina e chirurgia.
Gli insegnamenti fondamentali sono teorici e pratici e la loro frequenza è obbligatoria.
Gli insegnamenti specificatamente odontostomatologici di ordine clinico comportano anche un tirocinio pratico continuativo da espletare prima di sostenere i relativi esami.
Gli allievi, che non conseguono le attestazioni di frequenza, non possono essere ammessi a sostenere le relative prove di esame.
Il tirocinio pratico, relativo ad ogni insegnamento clinico, deve prevedere da parte di componenti dell'organico, una assistenza didattica adeguata al numero degli studenti.
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea in odontoiatria e protesi dentaria, lo studente deve aver seguito i corsi ed aver superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed almeno in due insegnamenti scelti tra i complementari ed aver, inoltre, seguito le prescritte esercitazioni cliniche, i tirocini pratici ed averne conseguito le relative attestazioni.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su argomenti di odontostomatologia da richiedere almeno all'inizio dell'ultimo anno di corso.
Per il trasferimento degli studenti iscritti al corso di laurea in medicina e chirurgia le abbreviazioni di corso non possono superare l'ammissione oltre il secondo anno, subordinatamente al numero di posti resisi disponibili all'inizio del secondo anno sempre che gli aspiranti abbiano superato gli esami di Non si può essere ammessi a Se non si è superato l'esame di:
sostenere l'esame di:
fisiologia umana e dell'apparato istituzioni di anatomia umana normale e stomatognatico; dell'apparato stomatognatico;
patologia generale; chimica;
biologia generale applicata agli studi medici;
fisica medica;
patologia speciale medica e metodologia fisiologia umana e dell'apparato clinica (compresa la pediatria); stomatognatico;
patologia speciale chirurgica e patologia generale;
propedeutica clinica; patologia speciale medica e metodologia clinica (compresa la pediatria);
patologia speciale chirurgica e propedeutica clinica;
clinica odontostomatologica. istituzioni di anatomia ed istologia patologica;
patologia speciale odontostomatologica;
chirurgia speciale odontostomatologica.
3/4 La Legge biologia generale applicata agli studi medici, chimica, fisica medica, istologia ed embriologia generale (compresa la citologia).
Per i laureati in medicina e chirurgia le abbreviazioni di corso potranno essere concesse, sempre con iscrizione al secondo anno, subordinatamente al numero di posti resisi disponibili all'inizio del secondo anno e dopo che sia trascorso un anno accademico dal conseguimento della laurea precedente.
Per esercitare la professione i laureati in odontoiatria e protesi dentaria devono superare un apposito esame di Stato.
4/4 La Legge
pubblicato il 12/09/2005

SENTENZA 22 FEBBRAIO-9 MARZO 1989?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Sanitari - Odontoiatri - Medici chirurghi privi di specializzazione in odontoiatria ma abilitati ad esercitarla - Facoltà di chiedere l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri, mantenendo l'iscrizione nell'Albo dei medici chirurghi - Esclusione - Disparità di trattamento?rispetto ai medici chirurghi provvisti di specializzazione in odontoiatria - Illegittimità costituzionale in parte qua.?- Legge 25 luglio 1985, n. 409, artt. 4, 5 e 20.?- Costituzione, art. 3.?LA CORTE COSTITUZIONALE?Composta dai signori:?Presidente: dott. Francesco SAJA;?Giudici: prof. Giovanni CONSO, prof. Ettore GALLO, dott. Aldo CORASANITI, prof. Giuseppe BORZELLINO,?dott. Francesco GRECO, prof. Renato DELL'ANDRO, prof. Gabriele PESCATORE, avv. Ugo SPAGNOLI,?prof. Francesco Paolo CASAVOLA, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro?FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI;?ha pronunciato la seguente?SENTENZA?nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della l. 24 luglio 1985, n.409 Istituzione della?professione sanitaria di odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione?di servizi da parte dei dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee), promosso con ordinanza?emessa il 10 luglio 1987 dal Tribunale di Verona nei procedimenti riuniti vertenti tra Quintarelli Giuseppe?ed altri e l'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Verona, iscritta al n.365 del registro?ordinanze 1988 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.42, prima serie speciale, dell'anno?1988;?Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;?Udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 1989 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Ritenuto in fatto?1. - Nel corso di un giudizio volto ad accertare la sussistenza in capo agli attori del diritto a mantenere la?propria iscrizione all'Albo provinciale dei medici-chirurghi, il Tribunale di Verona, con ordinanza in data 10?luglio 1987 (Reg. ord. n. 365 del 1988), ha sollevato, in riferimento agli artt.3, 4, 33, comma 5 della?Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985 n.409?Istituzione della professione sanitaria di odontoiatra e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla?libera prestazione di servizi da parte dei dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee).?Le prime due disposizioni censurate prevedono la possibilità di iscrizione al nuovo Albo professionale degli?odontoiatri per i laureati in odontoiatria e protesi dentaria, e per i laureati in medicina e chirurgia in possesso?di specializzazione in odontoiatria, e ne sanciscono l'incompatibilità con l'iscrizione a qualsiasi altro Albo?Sentenza 100/1989?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente SAJA Relatore CAIANIELLO?Camera di Consiglio del 25/01/1989 Decisione del 22/02/1989?Deposito del 09/03/1989 Pubblicazione in G.U. 15/03/1989?Ordinanze di rimessione 365/1988?Massime: 12864?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?professionale, salvo che per i laureati in medicina e chirurgia che siano in possesso di diploma di?specializzazione nel campo odontoiatrico, che possono essere iscritti anche all'Albo dei medici chirurghi.?La terza delle norme impugnate prevede, invece, per i laureati in medicina e chirurgia iscritti al relativo?corso di laurea anteriormente al 28 gennaio 1980, privi di specializzazione ma abilitati all'esercizio?professionale, la facoltà di optare, nel termine di cinque anni, per l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri.?Il giudice a quo ritiene che le disposizioni censurate:?a) diano luogo ad un'evidente disparità di trattamento tra medici generici che, volendo continuare ad?esercitare la professione di odontoiatria, perdono l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi, e medici?specialisti che invece possono mantenerla;?b) violino il principio della libertà di scelta, per i medici non specialisti, della propria attività lavorativa (art.4?della Costituzione) attraverso la potenziale perdita dell'abilitazione già da tempo acquisita) a prestare?attività medica generica, negando, peraltro, in violazione dell'art.33, comma quinto, della Costituzione,?ogni concreto valore all'abilitazione professionale conseguita.?2. - Non si sono costituite le parti ma è intervenuta l'Avvocatura Generale dello Stato eccependo, in via?preliminare, l'inammissibilità delle questioni per difetto di motivazione sulla rilevanza. Dall'atto di rimessione,?infatti, non risulterebbe in quale modo le norme impugnate possano incidere sulla definizione del giudizio a?quo, nè quale sia la posizione professionale rivestita dagli attori.?Le questioni sarebbero poi inammissibili anche perchè, con esse, si richiederebbe sostanzialmente alla?Corte di integrare la legge prevedendo un'ulteriore particolare categoria di medici aventi diritto a svolgere?attività odontoiatra, e cioè quella di coloro che l'abbiano già svolta senza essere in possesso della relativa?specializzazione. Tale integrazione - almenochè non si voglia ammettere indistintamente tutti i medici?generici a svolgere attività di odontoiatra (così sovvertendo però la volontà espressa dal Parlamento nel?senso della separazione delle due professioni) - richiederebbe l'individuazione e la specificazione di elementi?rimessi all'esclusiva discrezionalità del legislatore.?Nel merito,le questioni risulterebbero comunque infondate. È di tutta evidenza infatti che non può postularsi?parità di trattamento tra categorie del tutto differenziate quali sono quella dei medici chirurghi specializzati in?odontoiatria e quella di chi non abbia tale specializzazione, mentre, per quanto concerne la lamentata?violazione dell'art.4 della Costituzione, l'Avvocatura osserva che le norme impugnate non comprimono il?diritto dei medici generici (a continuare) a svolgere attività dentistica, anche se la nuova regolamentazione?dell'odontoiatria, quale attività professionale autonoma, non poteva non comportare una più rigorosa?determinazione dei requisiti necessari ad esercitarla.?Non sarebbe infine sostenibile una violazione dell'art.33 della Costituzione dal momento che gli attori?pretendono la contemporanea iscrizione in due Albi professionali pur avendo titoli che giustificano?l'iscrizione ad uno solo di essi.?Considerato in diritto?1. - È stata sollevata in riferimento agli artt.3, 4, 33, comma quinto, della Costituzione, questione di legittimità?costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985, n.409 (Istituzione della professione sanitaria di?odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi da parte dei?dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee), in base ai quali è prevista, per i laureati in?medicina e chirurgia iscritti al relativo corso di laurea anteriormente al 28 gennaio 1980, privi di?specializzazione ma abilitati all'esercizio professionale, la facoltà di optare, nel termine di cinque anni, per?l'iscrizione all'albo degli odontoiatri istituito con la legge citata, perdendo il diritto alla contemporanea?iscrizione all'albo dei medici chirurghi.?Si sostiene dal giudice a quo che le disposizioni censurate danno luogo ad una evidente disparità di?trattamento (art.3 della Costituzione) tra i medici generici - che, volendo esercitare la professione di?odontoiatra, optino per l'iscrizione al relativo albo professionale, perdendo così (come previsto dal combinato?disposto degli artt.4 e 5 della legge istitutiva della professione sanitaria di odontoiatra) l'iscrizione all'albo?dei medici chirurghi - e i medici chirurghi specialisti in odontoiatria ai quali soltanto è consentito dall'art.5?della stessa legge di ottenere la doppia iscrizione.?Si soggiunge che risulterebbe anche violato, nei confronti dei medici non specialisti in odontoiatria, il?principio della libertà di scelta della loro attività lavorativa (art.4 della Costituzione), attraverso la potenziale?perdita dell'abilitazione (già acquisita) a prestare l'attività medica in generale, negandosi così, in violazione?dell'art.33, comma quinto, della Costituzione, ogni concreto valore all'abilitazione professionale conseguita.?2. - Va preliminarmente disattesa l'eccezione di inammissibilità dedotta dall'Avvocatura generale dello Stato,?in quanto, diversamente da quanto eccepito, dal contesto dell'ordinanza di rimessione appare?sufficientemente motivato il punto della rilevanza delle questioni sollevate rispetto alla definizione del giudizio?a quo.?Parimenti infondata è l'altra eccezione di inammissibilità, basata sulla considerazione che l'ordinanza?tenderebbe ad un intervento integrativo di questa Corte, preclusole della difficoltà di individuare - a?differenza che per i medici specialisti - i criteri in base ai quali concedere a quelli non specialisti di?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 3?esercitare la professione di odontoiatra: a meno di non consentire a tutti i medici chirurghi non specialisti di?svolgere entrambe le attività, cioè quella di medico chirurgo e quella di odontoiatra, il che equivarrebbe ad?un radicale capovolgimento della volontà espressa dal Parlamento nel senso della separazione delle due?professioni.?L'eccezione muove da una errata interpretazione dell'ordinanza di rimessione perchè questa tende non già?ad ottenere che i medici chirurghi iscritti al relativo albo professionale siano ammessi alla iscrizione nell'albo?degli odontoiatri - il che renderebbe influente il profilo dedotto dall'Avvocatura dello Stato circa?l'individuazione di tali criteri - ma prospetta la questione in termini esattamente opposti, in quanto tende a?conservare in capo a quei medici che, in virtù dei requisiti ben determinati dall'art.20, possono svolgere la?professione di odontoiatra la possibilità di rimanere iscritti al loro originario albo di appartenenza.?Rileva, difatti, il giudice a quo che, prima della entrata in vigore della legge del 1985, l'abilitazione alla?professione di medico-chirurgo dava di per sè titolo all'esercizio dell'odontoiatria non essendo all'uopo?richiesta la specializzazione in questa disciplina. Per effetto del combinato disposto delle disposizioni?denunciate i medici-chirurghi non specializzati, che già avevano titolo ad esercitare, assieme alla?professione di medico-chirurgo, anche l'odontoiatria, devono invece ora optare, ai fini dell'esercizio di?quest'ultima attività, per l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri, perdendo così il diritto - invece conservato ai?medici chirurghi specializzati in odontoiatria - a rimanere iscritti anche all'albo professionale dei medici?chirurghi.?L'eccezione di inammissibilità va dunque disattesa in quanto, la soluzione della questione non richiede, da?parte di questa Corte, la preventiva individuazione, ai fini dell'iscrizione all'albo, dei criteri per la?determinazione dei relativi requisiti, essendo essi già ben determinati dalla legge.?3.1. - La questione, sollevata in riferimento all'art.3 della Costituzione è fondata.?In proposito va ribadito che prima della legge 24 luglio 1985, n.409, la professione di medico chirurgo e?quindi l'iscrizione al relativo albo, consentiva di per sè l'esercizio della odontoiatria, ai sensi del regio decreto?legge 16 ottobre 1924, n.1755, convertito nella legge 21 marzo 1926, n.597, non essendo all'uopo richiesta?apposita specializzazione, che pur poteva all'epoca conseguirsi dopo la laurea.?La legge n.409 del 1985, nell'istituire la professione sanitaria di odontoiatria, nonchè il relativo albo?professionale (artt.1 e 4), ha previsto che a quest'ultimo possano iscriversi quanti sono in possesso della?laurea in odontoiatria e protesi dentaria (istituita con il decreto del presidente della Repubblica 28 febbraio?1980, n.135) e della relativa abilitazione all'esercizio professionale, conseguita a seguito di superamento di?apposito esame di Stato, nonchè i laureati in medicina e chirurgia, anch'essi abilitati all'esercizio?professionale e in possesso del diploma di specializzazione in campo odontoiatrico. Ma l'iscrizione all'albo?degli odontoiatri e l'esercizio della relativa attività professionale è, altresì, consentita (come si è già rilevato?nell'esaminare l'eccezione di inammissibilità), seppure, in via transitoria, e cioè "nella prima applicazione"?della legge in parola, anche ai laureati in medicina e chirurgia iscritti al relativo corso di laurea anteriormente?al 28 gennaio 1980, abilitati all'esercizio della professione di medico-chirurgo, purchè optino per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge (art. 20).?L'iscrizione all'albo degli odontoiatri è incompatibile con l'iscrizione ad altro albo professionale (art.4, terzo?comma), salvo che per i laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio della professione di medicochirurgo,?ed in possesso di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico, ai quali è consentito?(art.5) di mantenere, contemporaneamente all'iscrizione all'albo degli odontoiatri, quella all'albo dei medicichirurghi.?È dunque dal combinato disposto delle disposizioni testè illustrate della legge n.409 del 1985 che si ricava,?per i medici-chirurghi iscritti al relativo corso di laurea prima del 28 gennaio 1980, che siano abilitati?all'esercizio professionale in medicina e chirurgia ed optino per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri entro?cinque anni dalla entrata in vigore della legge in esame, l'incompatibilità con l'iscrizione all'albo dei medicichirurghi.?3.2. - Il contrasto con il principio di eguaglianza delle disposizioni da cui deriva tale incompatibilità appare?evidente allorchè si raffronti la situazione dei medici chirurghi non specialisti, iscritti al corso di laurea in?medicina e chirurgia prima del 23 gennaio 1980 (ed in quanto tali ritenuti idonei dalla stessa legge del?1985 ad esercitare l'odontoiatria), con la situazione che riguarda i medici chirurghi specialisti, dovendosi?considerare che, prima della entrata in vigore della legge del 1985, che ha separato le due professioni, la?sola abilitazione in medicina e chirurgia dava titolo alla iscrizione all'unico albo professionale allora previsto,?autorizzando anche all'esercizio dell'odontoiatria, indipendentemente dal possesso della relativa?specializzazione. Nell'istituire nel 1985 l'albo separato degli odontoiatri con una disciplina che prevede "a?regime", per il futuro, l'iscrivibilità dei medici-chirurghi solo se forniti di specializzazione in odontoiatria, il?legislatore si è preoccupato di salvaguardare "nella prima applicazione della legge" le situazioni pregresse,?prendendo in considerazione (art.20, legge cit.) i medici che si fossero iscritti al corso di laurea in medicina e?chirurgia prima della istituzione, nel 1980, di quello in odontoiatria. La legge ha quindi riconosciuto il?permanere della loro idoneità ad esercitare la professione di odontoiatra, idoneità che non poteva non?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 4?riconoscere senza incorrere nell'ingiustificata lesione di un diritto (all'esercizio di una attività professionale)?che già apparteneva a quei soggetti e che si sarebbe potuto sacrificare solo in presenza di esigenze?meritevoli di tutela nel bilanciamento dei contrapposti interessi.?Una volta effettuato quel riconoscimento e, quindi, parificata ai fini dell'iscrizione all'albo degli odontoiatri,?seppure in via transitoria (in quanto si tratta di una categoria di soggetti destinata ad esaurirsi nel tempo), la?categoria dei medici-chirurghi a quella dei laureati in odontoiatria e protesi dentaria e a quella dei medicichirurghi?specialisti, non trova alcuna valida giustificazione l'aver privato i primi, che si fossero iscritti?all'albo degli odontoiatri, di nuova istituzione, del diritto di continuare ad essere contemporaneamente iscritti?all'albo dei medici-chirurghi, come era loro consentito in virtù del solo titolo di laurea e della abilitazione?professionale conseguita.?Nè in proposito ha pregio la tesi, adombrata dalla Avvocatura generale dello Stato, secondo cui il divieto?della doppia iscrizione sarebbe giustificato dal disegno perseguito del legislatore di separare, dal momento?della entrata in vigore della legge istitutiva del nuovo albo, la professione di medico chirurgo da quella di?odontoiatra. Il legislatore ha, invece, mostrato di non seguire in assoluto questa linea, avendo, nell'art.5?della legge citata, previsto addirittura "a regime" la possibilità della doppia iscrizione per i medici specialisti?in odontoiatria, onde è certamente discriminatorio che i medici-chirurghi non specialisti, per poter continuare?ad esercitare una attività che fino a quel momento era loro consentita, debbano optare per l'iscrizione all'albo?degli odontoiatri entro cinque anni dalla entrata in vigore della legge, perdendo il diritto a mantenere?l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi.?3.3. - La diversità di trattamento fra le due categorie di medici chirurghi, cioè quelli specializzati nel campo?dell'odontoiatria e quelli non specializzati, non potrebbe neppure giustificarsi in relazione alla diversità delle?rispettive situazioni e cioè in base al possesso, da parte dei primi, del titolo di specializzazione di cui sono?invece sforniti i secondi. In proposito va rilevato che, una volta che la legge ha ritenuto la specializzazione?non indispensabile, sia pure per un periodo transitorio, ai fini dell'iscrizione dei medici chirurghi all'albo?degli odontoiatri - avendo equiparato ai medici specializzati quelli, di cui all'art.20 della legge, non muniti di?specializzazione - la diversità di trattamento consistente nella perdita della possibilità di iscrizione ai due?albi, non può essere giustificata, sulla base del mancato possesso della specializzazione in odontoiatria.?Difatti, per quel che riguarda l'esercizio della professione di medico chirurgo, il possesso o meno di tale?specializzazione è assolutamente ininfluente.?Appare quindi irrazionale la prescrizione legislativa secondo cui la mancanza della specializzazione in?odontoiatria incide sulla possibilità di mantenere l'iscrizione all'albo professionale dei medici chirurghi.?La disposizione sull'incompatibilità non può perciò ritenersi ispirata che dallo scopo di limitare l'attività?concorrenziale nel campo dell'odontoiatria, restringendo il numero degli esercenti tale professione, con una?previsione limitativa di un diritto appartenente, fino a quel momento, anche ai medici non specialisti, diritto?che costituisce la naturale esplicazione di facoltà che derivano dai titoli di laurea ed abilitanti posseduti.?Ma tale scopo, diretto a limitare la concorrenza, non può giustificare nè la discriminazione, nè comunque il?sacrificio di situazioni già acquisite, perchè, come è stato più volte ribadito da questa Corte (v. da ultimo?sentenza n.56 del 1989), il legislatore può incidere su situazioni pregresse sacrificando quelle di alcune?categorie di soggetti, sempre che ciò risulti plausibilmente ragionevole e conseguente, come si è osservato,?ad una equa valutazione dei contrapposti interessi.?Discende da tali considerazioni l'illegittimità costituzionale delle norme denunciate, perchè esse vengono a?privare - senza che sussista una ragione che plausibilmente le giustifichi - i soggetti indicati nell'art.20 del?diritto, già loro appartenente, di rimanere iscritti all'albo dei medici chirurghi, ove chiedano l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri per esercitare la relativa professione.?Consegue da ciò l'illegittimità costituzionale anche della norma la quale dispone che la richiesta?dell'iscrizione all'albo di nuova istituzione debba intervenire entro il termine di cinque anni dalla entrata in?vigore della legge.?Il termine finale poteva giustificarsi solo in quanto collegato all'opzione.?Ma, una volta esclusa l'incompatibilità per i soggetti in parola, l'iscrizione all'albo degli odontoiatri avviene?non per effetto di una opzione, bensì di una richiesta, questa, come tale, non può essere sottoposta a?termine quando, come nel caso in esame, sia collegata ad un'idoneità professionale già conseguita e?riconosciuta.?4. - L'accoglimento della questione di legittimità costituzionale in riferimento all'art.3 della Costituzione rende?superfluo l'esame dell'altra questione in riferimento agli artt.4 e 33, comma quinto, della Costituzione.?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985, n.409 (Istituzione della?professione sanitaria di odontoiatra e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 5?di servizi da parte dei dentisti cittadini di stati membri delle Comunità europee), nella parte in cui non?prevedono che i soggetti indicati nell'art.20, primo comma, ottenuta l'iscrizione all'albo degli odontoiatri,?possano contemporaneamente mantenere l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi così come previsto per i?soggetti indicati nell'art.5, e nella parte in cui prevedono che i medesimi possano "optare" nel termine di?cinque anni per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, anzichè "chiedere" senza limite di tempo tale iscrizione.?Così deciso in Roma, nella Sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 1989.?Il Presidente: SAJA?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: MINELLI?Depositata in cancelleria il 9 marzo 1989.?Il direttore della cancelleria: MINELLI
pubblicato il 12/09/2005


pubblicato il 12/09/2005

MINISTERO DELLA SANITA’ Avviso riguardante la prova attitudinale, prevista dall’art.1, commi 1 e 3 , del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n.386, per l’iscrizione all’albo degli Odontoiatri Il Ministero della sanità, in relazione alla prova attitudinale, prevista dal decreto legislativo n.386/1998 e bandita con decreto del 19 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta ufficiale - 4° serie speciale - n.47 del 16 giugno 2000, comunica che i medici immatricolati alla facoltà di medicina dell’anno accademico 1980-81 e fino al 31 dicembre 1984, se in possesso di una specializzazione in campo odontoiatrico non sono tenuti, ai fini dell’esercizio della professione di odontoiatra, a sostenere preventivamente la predetta prova attitudinale, i cui termini per la presentazione?delle relative domande scadono il prossimo 16 agosto 2000.

pubblicato il 15/06/2005

Preambolo
Art. 1.
Art. 2.
Preambolo
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, ed in particolare l'articolo 4 e l'allegato E;
Viste le direttive 78/687/CEE e 78/686/CEE, del consiglio del 25 luglio 1978, concernenti le attività di dentista;
Vista la legge 31 ottobre 1988, n. 471;
Vista la sentenza della Corte di giustizia della Comunità europea del 1° giugno 1995, nella causa C- 40/93;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 giugno 1998;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'8 ottobre 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della sanità e della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. I laureati in medicina e chirurgia immatricolati al relativo corso di laurea negli anni accademici 1980-1981, 1981-1982, 1982-1983, 1983-1984 e 1984-1985, in possesso dell'abilitazione all'esercizio professionale, possono iscriversi all'albo degli odontoiatri previo superamento della prova attitudinale di cui al comma 2, ripetibile una volta.
2. La prova attitudinale di cui al comma 1 consiste nella valutazione del curriculum accademico e professionale e delle conoscenze teorico pratiche al fine di verificare il possesso di:
a) adeguate conoscenze delle scienze sulle quali si fonda l'odontoiatria, nonché una buona comprensione dei metodi scientifici e in particolare dei principi relativi alla misura delle funzioni biologiche, alla valutazione di fatti stabiliti scientificamente e all'analisi dei dati;
b) adeguate conoscenze della costituzione, della fisiologia e del comportamento di persone sane e 1/2 La Legge malate, nonché del modo in cui l'ambiente naturale e sociale influisce sullo stato di salute della persona, nella misura in cui ciò abbia rapporti con l'odontoiatria;
c) adeguate conoscenze della struttura e della funzione dei denti, bocca, mascelle e dei relativi tessuti, sani e malati, nonché dei loro rapporti con lo stato generale di salute ed il benessere fisico e sociale del paziente;
d) adeguate conoscenze delle discipline e dei metodi clinici che forniscono un quadro coerente delle anomalie, delle lesioni e delle malattie della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché dell'odontologia sotto l'aspetto preventivo, diagnostico e terapeutico;
e) adeguata esperienza clinica acquisita sotto opportuno controllo.
3. Con decreto del Ministro della sanità da emanarsi entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita la federazione nazionale dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, è disciplinata l'organizzazione della prova di cui al comma 2 che, comunque, in prima applicazione, dovrà tenersi entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
4. In via transitoria, fino alla conclusione della procedura indicata al comma 3, i beneficiari della legge 31 ottobre 1988, n. 471, che abbiano fatto domanda di partecipazione alla prova di cui al comma 1, mantengono l'iscrizione all'albo degli odontoiatri.
5. L'esito negativo per due volte della prova comporta, per i beneficiari di cui al comma 4, la cancellazione dall'albo di cui al comma 4.
Art. 2.
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo è abrogata la legge 31 ottobre 1988, n. 471.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
2/2 La Legge
pubblicato il 15/06/2005

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Premesso:
- che con propria deliberazione n. 327 del 23 febbraio 2004 avente ad oggetto: “Applicazione della L.R. n.34/98 in materia di autorizzazione e di accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e dei professionisti alla luce dell’evoluzione del quadro normativo nazionale. Revoca di precedenti provvedimenti” ha, tra l’altro, ai punti 1.5 e 1.6 del dispositivo, provveduto a dare attuazione alla norma di cui al secondo comma dell’articolo 8 ter del DLgs.n.502/92 e successive modificazioni ed integrazioni circa la necessità di autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie anche “per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente” stabilendo che i professionisti titolari degli studi di cui trattasi alla data di adozione del provvedimento stesso, debbano avanzare domanda di autorizzazione al Comune competente per territorio entro 180 giorni dalla medesima data;
- che con successiva propria deliberazione 7 giugno 2004, n.
1099 si è provveduto al differimento al 31.12.2004 della data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di autorizzazione da parte dei suddetti professionisti;
Valutato che la rilevante complessità e novità degli adempimenti cui i soggetti interessati devono dar corso, motivino l’opportunità di estrapolare dalla citata deliberazione n. 327/04, riguardante la generalità delle strutture sanitarie soggette ad autorizzazione, le tematiche specifiche concernenti l’autorizzazione degli studi odontoiatrici, raccogliendole in un unico provvedimento di carattere ricognitivo che, tenendo conto della peculiarità 2
della categoria degli studi stessi, consenta una sistematizzazione chiara ed esaustiva dei requisiti necessari per l’esercizio e del relativo iter amministrativo;
Puntualizzato che i requisiti e gli aspetti affrontati nel provvedimento ricognitivo di cui al punto precedente riguardano esclusivamente l’espletamento dell’attività in studi odontoiatrici singoli o associati e che, di conseguenza, qualora la stessa venga svolta in sedi rientranti nella categoria degli ambulatori monospecialistici o in quella dei poliambulatori i requisiti a cui fare riferimento sono quelli previsti dall’allegato n.
1 della citata deliberazione n. 327/04, per cui, con il presente provvedimento, la dizione “Ambulatorio/studio odontoiatrico” di cui all’allegato medesimo (AOAU) è da intendersi modificata in “Ambulatorio odontoiatrico”;
Rilevato:
− che la previsione di cui al secondo comma dell’art. 8 ter della D.lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni circa la necessità di autorizzazione all’esercizio degli studi odontoiatrici comporti, anche a fini di omogeneità con quanto effettuato con la richiamata deliberazione n. 327/04 per le strutture storicamente assoggettate al regime di autorizzazione, la correlazione di tale previsione normativa a quella di cui al primo comma del medesimo art. 8 ter circa una diversificazione di taluni elementi del sistema autorizzatorio, a seconda che lo stesso sia riferito a nuove strutture o a strutture già esistenti;
− che, tuttavia, a differenza di quanto stabilito per la generalità delle strutture sanitarie con la più volte citata deliberazione n. 327/04, la data di passaggio dal vecchio al nuovo regime non possa essere riferita alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 229/99 ma ad una data comunque successiva a quella di recepimento e regolamentazione regionale della materia;
− che, a modificazione ed integrazione di quanto stabilito al punto 1.6 del dispositivo della deliberazione n. 327/04, per i motivi detti, la data entro cui i titolari degli studi già in esercizio 3
devono inoltrare domanda di autorizzazione al Comune competente per territorio debba essere quella di produzione della domanda stessa da parte del professionista e comunque non successiva al termine massimo previsto al paragrafo seguente;
Considerato che la ricognizione e la sistematizzazione dei requisiti degli studi odontoiatrici effettuata con il presente provvedimento comporti l’opportunità di individuare un lasso temporale sufficiente a consentire sia ai professionisti che ai Comuni ed alle Commissioni L.R. 34/98 dei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende USL regionali una omogenea e puntuale valutazione della portata delle innovazioni introdotte, per cui si ritiene opportuno procrastinare ulteriormente il termine di presentazione della domanda di autorizzazione all’esercizio, già differito al 31.12.2004 con propria deliberazione n. 1099/04, fino al 22 febbraio 2005, coincidente con un anno dall’adozione della richiamata deliberazione n. 327/04;
Ritenuto, quale conseguenza di quanto prima esplicitato, che mentre gli studi odontoiatrici attivati successivamente alla data del 22 febbraio 2005 dovranno essere in possesso di tutti i requisiti (strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi) stabiliti dalla più volte richiamata deliberazione n. 327/04, così come meglio specificati ed integrati dall’allegato n. 1 al presente provvedimento, quelli già esistenti alla data di presentazione della domanda potranno, fermo restando il possesso dei requisiti impiantistici, tecnologici ed organizzativi, fruire delle particolari deroghe di natura strutturale previste dal medesimo allegato n. 1 fino al verificarsi di uno degli eventi previsti dall’art. 8 ter, primo comma del D.Lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, nei termini illustrati al punto 1.4 del dispositivo della richiamata deliberazione n. 327/04;
Valutato tuttavia che la natura monospecialistica dello studio odontoiatrico, singolo o associato, consenta di attribuire rilevanza, tra gli eventi richiamati al punto precedente, alla sola ipotesi dell’ampliamento di natura edilizia, per cui al verificarsi di tale evento, lo studio medesimo, singolo o associato, dovrà dimostrare di essere in possesso anche dei requisiti edilizi prima derogati, con la puntualizzazione che eventuali modificazioni soggettive circa la titolarità dello studio, nel frattempo intervenute, non rientrano nella casistica prima evidenziata;
4
Ritenuto opportuno, al fine di evitare disparità di trattamento con le altre categorie di studi professionali soggetti di autorizzazione di cui al punto 1.5 del dispositivo della più volte richiamata deliberazione n.
327/04, di procrastinare alla medesima data del 22 febbraio 2005 anche la scadenza delle domande di autorizzazione all’esercizio delle altre categorie di studi professionali soggetti ad autorizzazione;
Dato atto del parere di regolarità amministrativa espresso dal Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali, dott.
Franco Rossi, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della L.R. n. 43/2001 e della propria deliberazione n. 447/2003;
Acquisito il parere favorevole della Commissione consiliare “Sanità e Politiche Sociali” espresso nella seduta del 1 dicembre 2004;
su proposta dell’Assessore alla Sanità a voti unanimi e palesi D E L I B E R A 1. di approvare, a modificazione ed integrazione dell’allegato n. 1 alla propria deliberazione n.
327/04, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, l’allegato n. 1 concernente l’elencazione dei requisiti generali e specifici per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte degli studi odontoiatrici singoli o associati e l’allegato n. 2 riguardante le problematiche circa l’autorizzazione all’esercizio da parte degli studi stessi;
2. di dare atto che la dizione “Ambulatorio/studio odontoiatrico” (AOAU) di cui all’allegato n. 1 alla deliberazione n, 327/04 è da intendersi modificata in “Ambulatorio odontoiatrico”;
3. di prorogare al 22 febbraio 2005 il termine di scadenza per la presentazione delle domande di autorizzazione al funzionamento da parte degli studi odontoiatrici e delle altre categorie di studi professionali soggetti ad autorizzazione, modificando quanto disposto con propria deliberazione 7 giugno 2004, n. 1099;
5
4. a modificazione di quanto previsto al punto 1.6 del dispositivo della propria deliberazione n. 327/04, quali studi odontoiatrici esistenti, singoli o associati, vanno intesi quelli che, successivamente alla data di adozione della richiamata deliberazione e comunque entro il 22 febbraio 2005, abbiano dato corso all’avvio del procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio;
5. di stabilire che gli studi odontoiatrici attivati successivamente alla data di cui al precedente punto 3.
dovranno essere in possesso di tutti i requisiti (strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi) di cui al precedente punto 1), non potendo usufruire delle deroghe esplicitamente previste dall’allegato stesso;
6. di stabilire che gli studi odontoiatrici già esistenti alla data di presentazione della domanda potranno, fermo restando il possesso dei requisiti impiantistici, tecnologici ed organizzativi, fruire delle particolari deroghe di natura strutturale previste dal medesimo allegato n. 1 fino al verificarsi di uno degli eventi di cui all’art. 8 ter, primo comma del D.Lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, limitatamente alla sola ipotesi dell’ampliamento di natura edilizia. Pertanto, al verificarsi di tale evento, lo studio medesimo dovrà dimostrare di essere in possesso anche dei requisiti edilizi prima derogati.
Eventuali modificazioni soggettive circa la titolarità dello studio, nel frattempo intervenute, non rientrano nella casistica prima evidenziata;
7. di pubblicare la presente deliberazione ed il relativo allegato nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia- Romagna.
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Allegato n. 1 REQUISITI GENERALI E SPECIFICI PER L’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ DA PARTE DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI N.B.: Per motivi di opportunità, per ciascun requisito (generale e specifico) si mantiene la numerazione attribuita allo stesso dall’allegato n. 1 alla deliberazione di Giunta regionale n. 327/04 REQUISITI GENERALI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI CODICE REQUISITO NOTE 4. Struttura RGAU 4 Negli ambienti dove soggiornano o accedono i pazienti e negli ambienti di lavoro devono essere assicurati adeguati livelli di comfort ambientale. Le superfici ambientali devono possedere caratteristiche tali (esempio tipo di materiale), da permettere i processi di pulizia e disinfezione, in modo da ridurre la carica microbica presente e rendere gli ambienti igienicamente confortevoli Impianti RGAU 4.1 Tutti i locali adibiti ad attività sanitaria devono essere classificati ai fini degli impianti elettrici secondo la norma CEI 64-8/7 e i successivi aggiornamenti
RGAU 4.2 Gli impianti a servizio dei locali adibiti ad attività sanitarie devono essere verificati secondo la periodicità prevista da norme di buona tecnica (es. Norme CEI ) 5.Attrezzature e dispositivi medici RGAU 5 Devono essere effettuati i collaudi di accettazione per le apparecchiature biomediche N.B. I controlli (collaudi di accettazione) devono essere effettuati sulle apparecchiature di nuova acquisizione Con evidenze di:
- documentazione relativa alla verifica della corretta installazione dell'apparecchiatura e del rispetto delle norme di sicurezza;
- documentazione relativa all'effettuazione delle prove di accettazione e di funzionamento per le apparecchiature biomediche;
- documentazione attestante il giudizio di idoneità all'uso clinico delle attrezzature che impiegano radiazioni ionizzanti.
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RGAU 5.1 Le apparecchiature devono essere corredate della documentazione prevista dalla legge (libretti autoclavi, manuali d'uso, etc.) 6.Formazione RGAU 6.1 Devono essere effettuate attività di formazione ai sensi della normativa vigente in materia di sicurezza e igiene del lavoro 8. Procedure generali RGAU 8.8 Procedure/istruzioni operative per assicurare la prevenzione e il controllo delle infezioni:
- lavaggio delle mani (lavaggio sociale, antisettico e chirurgico) Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.9 - decontaminazione, pulizia, disinfezione e sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili
Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.10 - decontaminazione e pulizia ambientale in base all'area a basso, medio ed alto rischio Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.11 - antisepsi, disinfezione, sterilizzazione Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.12 - smaltimento di tutti i rifiuti secondo la normativa vigente RGAU 8.14 - precauzioni universali o standard Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.15 - precauzioni atte ad evitare la trasmissione di microrganismi per contatto, per via aerea e tramite goccioline di "droplet " (precauzioni di isolamento).
Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.16 - gestione dei dispositivi di protezione per il personale sanitario Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.17 - gestione del Rischio biologico occupazionale Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.18 - precauzioni per ridurre il rischio di infezione nella esecuzione delle specifiche procedure invasive effettuate Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.19 - gestione farmaci: procedure di conservazione e controllo scadenze RGAU 8.20 - prelievo, conservazione, trasporto dei materiali biologici da sottoporre ad accertamento
RGAU 8.22 Deve essere prevista una procedura (comprensiva di strumenti, presidi, farmaci, ecc.) per assicurare, in funzione della tipologia 8
della struttura, la gestione dell'emergenza RGAU 8.23 Deve essere prevista una procedura che garantisca la rintracciabilità dei materiali impiantabili
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REQUISITI SPECIFICI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI CODICE REQUISITO NOTE 1. Requisiti strutturali SOAU 1 Locale operativo, provvisto di riunito odontoriatrico, riservato esclusivamente all'espletamento di attività odontoiatrica , avente dimensione non inferiore a 12 mq e dotato di lavabo
N.B. :
1) Il locale operativo, se di dimensioni adeguate, può essere articolato in più box con pareti fisse/mobili, anche non a tutta altezza, ma comunque idonei a garantire la privacy del paziente. I box devono avere dimensioni minime di 9 mq.; eventuali deroghe, valutate in relazione alla planimetria del box e al layout degli arredi, devono comunque tenere conto della necessità di assicurare spazi tali da garantire la sicurezza e la razionalità degli interventi
2) Ciascun locale operativo/box può contenere un solo riunito, con esclusione dei locali riservati esclusivamente all’esercizio dell’attività di ortodonzia, per i quali è possibile, compatibilmente con gli spazi disponibili e nella salvaguardia della privacy dei pazienti, la presenza di un numero superiore di apposite poltrone. L’attività di ortodonzia stessa non deve comportare manovre cruente Caratteristiche del lavabo: il rubinetto deve essere attivato a pedale, a fotocellula, a leva.
Attrezzato con dispensatore di sapone e/o detergente antisettico e con salviette monouso
Deroghe per gli studi esistenti:
Per gli studi in attività alla data di presentazione della domanda di autorizzazione e comunque prodotta entro il 22.2.2005, la superficie del locale operativo nel quale viene erogata la prestazione può essere inferiore a 12 mq. ma, comunque, non inferiore a 9 mq.
SOAU 1.1 Spazio separato di almeno 4 mq., aggiuntivo rispetto ai 12 mq., (9mq) o in alternativa locale di almeno 4 mq. da utilizzare per la decontaminazione, pulizia, disinfezione, sterilizzazione dei dispositivi medici. La sterilizzazione può essere data in gestione esterna purchè siano soddisfatti i requisiti di legge N.B.:
All’interno di ciascun locale operativo deve essere comunque possibile effettuare la decontaminazione preliminare o la messa in sicurezza degli strumenti contaminati.
Deroghe per gli studi esistenti:
Per gli studi in attività alla data di cui al punto precedente la superficie di 4 mq. può 10
Per spazio separato si intende un’area, anche fisicamente non isolata, ricavata all’interno del locale operativo o in altro locale idoneo.
essere articolata anche in più spazi separati purchè all’interno di ciascun locale operativo sia possibile effettuare la decontaminazione preliminare o la messa in sicurezza degli strumenti contaminati.
SOAU 1.2 Qualora l'attività venga espletata in ulteriori locali, questi ultimi, debbono avere una superficie non inferiore a 9 mq. e possedere tutte le caratteristiche previste per il locale operativo SOAU 1.3 I locali operativi devono essere dotati di pavimenti lavabili, pareti lavabili per un'altezza non inferiore a 2 mt.
SOAU 1.4 Locale/spazio per attività amministrative, accettazione, archivio N.B. Il locale/spazio può essere comune con quello riservato all’attesa SOAU 1.5 Locale/spazio per attesa adeguatamente arredato, con numero di posti a sedere commisurato ai volumi di attività N.B. Il locale/spazio può essere comune con quello dedicato alle attività amministrative SOAU 1.6 Servizio/i igienico/i per gli utenti SOAU 1.7 Servizio igienico per il personale Deroghe per gli studi esistenti:
Negli studi già in attività il servizio igienico può essere comune utenti/personale SOAU 1.8 Spazio/locale da adibire a spogliatoio del personale
SOAU 1.9 Locale/spazio per deposito materiale pulito che può essere stoccato in un armadio, qualora non sia presente in elevate quantità SOAU 1.10 Locale/spazio per deposito materiale sporco e materiale di pulizia SOAU 1.11 Locale/spazio o armadio per deposito materiale d'uso, attrezzature, strumentazioni, a seconda della quantità
2. Requisiti SOAU 2 L'ambulatorio deve essere dotato di nodo 11
impiantistici equipotenziale ed interruttore differenziale con "In" inferiore o uguale a 30 mA 3. Requisiti tecnologici AOAU 3 Arredi lavabili, idonei all'attività svolta AOAU 3.1 Armadio farmaci AOAU 3.2 Il numero delle poltrone odontoiatriche e la dotazione tecnologica debbono essere adeguate alla tipologia e quantità delle prestazioni erogate 12
Allegato n. 2 PROBLEMATICHE RELATIVE ALL’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DEGLI STUDI ODONTOIATRICI
DIFFERENZE CONCETTUALI TRA STUDIO E AMBULATORIO Per studio odontoiatrico si intende l’ambiente privato e personale in cui l’odontoiatra esercita la propria libera attività professionale, in forma singola o associata, a favore dei clienti.
Ai sensi dell’art. 2232 del Codice Civile “Il prestatore d'opera deve eseguire personalmente l'incarico assunto. Può tuttavia valersi, sotto la propria direzione e responsabilità, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri è consentita dal contratto o dagli usi e non è incompatibile con l'oggetto della prestazione”. Tale norma consente all’odontoiatra di avvalersi, sotto la propria responsabilità, della collaborazione di colleghi particolarmente esperti in specifici settori (implantologia, ortodonzia, ecc.) senza che ciò configuri la trasformazione di studio in ambulatorio.
Diverso è il caso della presenza, nel medesimo contesto, di un laboratorio odontotecnico. Tale situazione comporta, necessariamente, l’autorizzazione della struttura come ambulatorio, fermo restando che il laboratorio può operare esclusivamente per l’ambulatorio e non deve essere dotato di accesso indipendente.
A differenza di quanto previsto per gli ambulatori, lo studio non assume rilevanza autonoma, in quanto la sua funzione strumentale rispetto al professionista lo lega inscindibilmente allo stesso e alle sue vicende personali. Questa modalità di esercizio è stata tradizionalmente trattata alla stregua delle altre professioni e ha trovato un limite, come per la generalità delle professioni, nella sola normativa eventualmente presente nei regolamenti comunali e/o condominiali.
L’art. 8 ter del D.lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, innovando in materia a fini di una maggior tutela della salute pubblica, ha esteso la necessità di autorizzazione all’esercizio anche ad alcune categorie di studi professionali, tra cui, in primo luogo, quelli odontoiatrici.
Lo studio associato è del tutto assimilabile allo studio personale in quanto la responsabilità professionale rimane in capo al singolo professionista associato.
L’associazione, infatti, in quanto società interna tra i professionisti, è lo strumento di cui gli stessi si avvalgono per condividere gli oneri connessi alla relativa gestione, quali le spese di manutenzione, le retribuzioni del personale di supporto, l’acquisto delle apparecchiature o del materiale di consumo, ecc.
La circostanza, inoltre, che i singoli professionisti esercitano, ognuno autonomamente e singolarmente, l’attività professionale cui sono abilitati esonera lo studio associato dalla necessità di un direttore sanitario.
Qualora l’associazione comporti la presenza di professionisti operanti non nella medesima, ma in discipline specialistiche diverse, ci si trova in presenza di un ambulatorio o di un poliambulatorio. Ai fini che qui interessano, l’associazione, infatti, presuppone una sostanziale identità delle problematiche inerenti l’esercizio professionale tra i soggetti associati: da ciò discende non solo quanto prima puntualizzato in ordine all’associabilità esclusivamente tra professionisti operanti nella medesima disciplina, ma anche l’impossibilità di un’associazione tra studi assoggettati al regime di autorizzazione e studi non rientranti in tale tipologia.
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La circostanza che il provvedimento di autorizzazione debba essere intestato a tutti i professionisti associati è, infatti, un ulteriore elemento a conferma di quanto sopra puntualizzato.
Del tutto diversa è l’ipotesi in cui più professionisti espletino la propria attività professionale nella medesima unità immobiliare, anche in discipline specialistiche diverse, in maniera totalmente autonoma e indipendente dagli altri. In altri termini, a parte la possibilità di condivisione dell’attesa, del servizio igienico per gli utenti e dell’accettazione, l’erogazione delle prestazioni di ciascuno non deve comportare l’utilizzazione in comune di eventuali attrezzature necessarie per l’espletamento dell’attività, né deve esistere una comune organizzazione amministrativa. In presenza delle caratteristiche prima illustrate il locale dove i singoli professionisti espletano la propria attività conserva la natura di studio anche laddove uno o più di essi abbiano necessità di autorizzazione all’esercizio. Al contrario, qualora non sussistano le condizioni sopra descritte ci si trova in presenza di un poliambulatorio, con necessità dei relativi requisiti, ivi compresa la necessità del direttore sanitario.
Per completezza di informazione si ritiene opportuno puntualizzare che per ambulatorio odontoiatrico si intende un presidio sanitario aperto al pubblico (con vincolo dei giorni e degli orari di apertura) avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma, in cui sono erogate prestazioni a favore di tutti i pazienti richiedenti. Esso presenta le stesse caratteristiche delle case ed istituti di cura e può essere autorizzato anche a nome di chi non sia odontoiatra, purché nello stesso sia garantita la presenza di un odontoiatra con qualifica di direttore sanitario responsabile.
In altri termini, nell’ambulatorio si determina una separazione tra attività professionale espletata nell’ambulatorio, come nelle altre più complesse strutture sanitarie, e gestione dell’impresa. Mentre il titolare di quest’ultima è responsabile della predisposizione e del mantenimento del contesto necessario per l’esercizio dell’attività, l’attività professionale e le relative prestazioni, anche se erogate in nome dell’impresa sanitaria, possono far capo solo a personale munito dei titoli professionali previsti che, legato a diverso titolo all’impresa sanitaria, opera nell’ambito della organizzazione a tal fine predisposta.
La responsabilità di natura imprenditoriale viene, quindi, ad essere separata rispetto all’attività tecnico-organizzativa, propria del direttore sanitario, ed a quella tecnicoprofessionale, propria del professionista, con la conseguenza che l’eventuale avvicendamento di tali figure tecniche lascia inalterata nel tempo l’impresa ed eventualmente anche la sua ragione sociale.
Considerazioni analoghe riguardano l’inserimento dell’attività odontoiatrica in un contesto polispecialistico, quale è il poliambulatorio.
La deliberazione n. 327/04, a differenza della precedente regolamentazione di cui alla DGR n. 125/99, procede alla definizione dei requisiti specifici per l’esercizio dell’attività sanitaria, ritenendo superfluo il richiamo alla normativa di carattere generale che, in quanto derivante da disposizioni legislative nazionali aventi, come tali, portata generale, devono essere riferite a tutte le strutture aperte al pubblico, sanitarie e non.
Tale impostazione è riferibile, per quanto riguarda gli studi professionali, singoli o associati, in particolare alla normativa sul superamento delle barriere architettoniche di cui alla legge. n. 13/89 e successive integrazioni e modificazioni. Poiché gli studi odontoiatrici sono del tutto assimilabili, sotto questo profilo, agli studi sedi di esercizio delle altre professioni intellettuali protette (avvocati, ingegneri, architetti, ecc.), si ritiene che il comportamento da tenere relativamente agli studi medici, non possa assumere 14
caratteristiche difformi rispetto a quanto avviene in sede di valutazione del rispetto della normativa in parola per il complesso degli studi professionali. L’autorizzazione di cui all’art.
8 ter del D.lgs. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, con riferimento al quale è stata adottata la DGR. n. 327/04 trova, infatti, la sua ratio in elementi di natura igienicosanitaria, con particolare riferimento al problema della trasmissione di malattie infettive, per cui le relative disposizioni vanno applicate con riferimento a tali aspetti e non ad aspetti aventi natura diversa, i quali, tra l’altro, potrebbero determinare una disparità di trattamento dei professionisti di cui trattasi rispetto ad altre categorie professionali.
A maggior ragione, se si tiene conto che lo studio (singolo o associato), tra l’altro, è struttura “tecnicamente” non aperta al pubblico, relativamente alla cui attività il titolare assume in termini discrezionali ogni decisione in ordine agli orari ed ai giorni di apertura, ivi compresa la possibilità di esercitare una selezione sulla propria clientela.
Ovviamente quanto sopra detto riguarda l’autorizzazione all’esercizio dell’attività in regime libero-professionale: l’eventuale accreditamento istituzionale del professionista potrà richiedere ulteriori requisiti al fine di garantire uguali condizioni di accesso a tutti i cittadini.
PROCEDURE PER OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO 1) Studi già in esercizio Gli studi odontoiatrici in esercizio alla data di presentazione della domanda di autorizzazione e comunque non successivamente al 22.2.2005 devono inoltrare al Comune competente per territorio, apposita domanda di autorizzazione, allegando la documentazione necessaria.
La presentazione della domanda entro la scadenza del termine abilita lo studio a protrarre l’attività, con le caratteristiche risultanti dalla documentazione allegata, fino al rilascio del provvedimento di autorizzazione richiesto o al suo eventuale diniego. Nella prima ipotesi lo studio, in quanto riscontrato in possesso di tutti i requisiti previsti, viene autorizzato a nome del professionista (o dei professionisti associati) e può quindi protrarre l’attività a tempo indeterminato, fatta salva la conferma quadriennale da effettuare attraverso l’autocertificazione di cui al primo comma dell’articolo 5 della Legge regionale n.
34/98.
Nell’ipotesi in cui, invece, in sede di verifica, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL competente accerti la mancanza di uno o più dei requisiti previsti, (salvo il caso in cui emergano gravi carenze dalle quali possa derivare un immediato pregiudizio per la sicurezza degli assistiti), il Comune notifica al/ai professionista/i gli eventuali adempimenti da eseguire, stabilendo un tempo massimo di esecuzione degli stessi.
Alla scadenza del termine, previa verifica dell’avvenuto superamento delle carenze riscontrate, il Comune provvede al rilascio dell’autorizzazione o alla notifica del suo diniego. In questa seconda ipotesi, l’eventuale protrazione dell’attività dello studio – così come la mancata presentazione della domanda entro il termine stabilito - sarà da ritenere, a tutti gli effetti, illegittima, con conseguente possibile applicazione delle sanzioni, anche penali, previste dalla legge.
2) Studi di nuova istituzione L’avvio dell’attività professionale è subordinato al rilascio del provvedimento di autorizzazione all’esercizio da parte del Comune, previa presentazione, anche in questo caso, della domanda corredata dagli allegati previsti. L’eventuale esercizio in mancanza di 15
autorizzazione determina la rilevanza penale dell’attività espletata, ai sensi dell’art. 193 del TT.UU.LL.SS. del 1934.
pubblicato il 15/06/2005

IL MINISTERO DELLA SANITA’ di concerto con IL MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA Visto il proprio decreto in data 19 aprile 2000 con il quale sono stabilite le procedure per la prova attitudinale di cui all’art.1, commi 1 e 3 del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n.386 per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri;
Visto l’art.1, comma 3, del richiamato decreto del 19 aprile 2000 che prevede che il termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla prova attitudinale è di sessanta giorni a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;
Considerato che il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4° serie speciale – n.47 del 16 giugno 2000 e che quindi il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 16 agosto 2000;
Vista la nota, in data 4 settembre 2000, con la quale la federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha rappresentato l’opportunità di una proroga del termine di presentazione delle domande fino al 30 settembre 2000 in quanto molti aventi diritto, in considerazione della limitata informazione e del periodo feriale, non hanno presentato la domanda;
Considerato che analoga esigenza è stata rappresentata dall’associazione dentisti italiani (ANDI), con la nota del 1° settembre 2000;
Ritenuto, per le motivazioni suesposte, di aderire alla richiesta di proroga;
Ritenuta congrua la proroga del termine fino al ventesimo giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale;
Vista la posizione comune (CE) n.20 2000 del marzo 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea C 119 del 27 aprile 2000, definita dal consiglio in vista dell’adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del consiglio di modifica della direttiva 78/686/CEE, che disciplina la predetta prova attitudinale;
Considerato che la direttiva di modifica prevede, fra l’altro, che “sono dispensate dalla prova attitudinale le persone che hanno compiuto con successo studi di almeno tre anni la cui equivalenza alla formazione di cui all’art.1 della direttiva 78/687/CEE sia attestata dal Ministero della sanità”;
Ritenuto opportuno e necessario, per assicurare la certezza delle situazioni, di individuare le formazioni che dispensano dalla prova attitudinale;
Ritenuto a tal fine di fare riferimento alle seguenti specializzazioni: odontoiatria e protesi dentaria;
chirurgia odontostomatologica; odontostomatologia e ortognatodonzia, previste come scuole equipollenti ai fini dell’accesso alla dirigenza unitaria del S.S.N.;
DECRETA
Art. 1 Il termine previsto per la presentazione delle domande di ammissione alla prova attitudinale prevista GAZZETTA UFFICIALE 22-9-2000 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – 4ª Serie Speciale - n.74 - 2 - dall’art.1, comma 3, del decreto 19 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4° serie speciale – n.47 del 16 giugno 2000, è prorogato fino al ventesimo giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Le formazioni triennali che dispensano dalla prova attitudinale di cui al comma 1, sono le seguenti:
odontoiatria e protesi dentaria;
chirurgia odontostomatologica;
odontostomatologia
ortognatodonzia.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 18 settembre 2000 Il Ministro della sanità VERONESI
Il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica ZECCHINO
pubblicato il 15/06/2005

IL MINISTERO DELLA SANITA’ di concerto con IL MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA VISTA la legge 24 aprile 1998, n. 128, ed in particolare l’articolo 4 con relativo allegato E, concernente la delega al Governo per l’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee;
VISTO il decreto 1egislativo 13 ottobre 1998, n. 386, concernente disposizioni in materia di esercizio della professione di odontoiatra, in attuazione dell’art. 4 della legge 24 aprile 1998, n 128;
VISTO l’art. 1, comma 1, del richiamato decreto legislativo n. 386 del 1998, il quale prevede che i laureati in medicina e chirurgia immatricolati al relativo corso di laurea a partire dall’anno accademico dal 1980-81 al 1984-85, possono iscriversi all’albo degli odontoiatri previo superamento di una prova attitudinale;
VISTO l’art.1, comma 2, del richiamato decreto legislativo n.386 del 1998, il quale stabilisce i contenuti della prova attitudinale;
VISTO in particolare l’art. 1, comma 3, del richiamato decreto legislativo n. 386 del 1998, il quale prevede che con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, è disciplinata l’organizzazione della prova attitudinale;
RITENUTO di dover procedere all’organizzazione della prima e della seconda prova attitudinale;
RITENUTO opportuno, a tal fine, di avvalersi della collaborazione della Federazione nazionale degli Ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri;
RITENUTO di prevedere che gli oneri connessi all’espletamento della prova siano a carico degli interessati;
SENTITA la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri;
SENTITO il Consiglio superiore di sanità che ha espresso parere favorevole nella seduta del 9 febbraio 2000;
DECRETA
Art. 1 Domanda e termine di presentazione 1. I laureati in medicina e chirurgia, immatricolati al relativo corso di laurea presso le università italiane negli anni accademici 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1983-84, 1984-85, in possesso dell’abilitazione all’esercizio professionale, che intendono sostenere la prova attitudinale di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386, ai fini dell’iscrizione all’albo degli odontoiatri, devono presentare domanda di partecipazione alla prova all’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri presso il quale sono iscritti. I predetti medici, se iscritti ad un corrispondente albo di uno dei paesi dell’Unione europea, devono presentare domanda all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Roma.
2. La domanda, in carta semplice, deve essere prodotta esclusivamente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Sulla busta contenete la domanda deve essere specificato: ”Domanda di ammissione alla prova attitudinale per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri”.
3. Il termine per la presentazione della domanda è di sessanta giorni a decorrere dal giorno successivo a GAZZETTA UFFICIALE 16-6-2000 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – 4ª Serie Speciale - n.47 - 2 - quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
4. La domanda di ammissione alla prova si considera prodotta in tempo utile solo se spedita, entro il termine indicato dal comma 3, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. A tal fine fa fede il timbro a data dell’ufficio postale accettante.
5. Sono esclusi dalla prova attitudinale coloro che abbiano spedito al domanda oltre il suindicato termine di scadenza.
6. I candidati, oltre alle generalità (cognome, nome, data e luogo di nascita) devono dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2.
7. La domanda, compilata a macchina o in stampatello, deve contenere l’indicazione della residenza nonché del domicilio o recapito presso il quale desidera ricevere eventuali comunicazioni. Il candidato ha l’obbligo di comunicare all’Ordine provinciale, presso il quale ha presentato la domanda, le eventuali variazioni.
Art. 2 Requisiti di ammissione 1) Per la partecipazione alla prova attitudinale è necessario il possesso dei seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione europea;
b) laurea in medicina e chirurgia conseguita in Italia, a seguito di immatricolazione al relativo corso di laurea in medicina e chirurgia presso un’università italiana negli anni accademici 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1983-84, 1984-85;
c) abilitazione all’esercizio professionale;
d) iscrizione all’albo professionale di un Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri italiani ovvero iscrizione al corrispondente albo professionale di uno dei Paesi dell’Unione europea.
2) L’ammissione alla prova attitudinale è effettuata dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri che ha ricevuto la domanda.
3) Avverso il diniego di ammissione è ammesso il ricorso al Ministero della sanità, Dipartimento delle professioni sanitarie, Piazzale dell’Industria, n. 20, 00144 Roma; il ricorso deve essere prodotto entro il termine di 30 giorni dall’affissione dell’avviso di esclusione dalla prova presso l’Ordine provinciale competente.
Art. 3 Documentazione
1. Alla domanda di partecipazione alla prova attitudinale i concorrenti devono allegare le certificazioni comprovanti il possesso dei requisiti: I titoli devono essere prodotti in originale o in copia autenticata ai sensi di legge, ovvero autocertificati nei casi e nei limiti previsti dalla normativa vigente.
2. Alla domanda di partecipazione alla prova attitudinale i concorrenti devono allegare, in originale o in copia autenticata ai sensi di legge, le certificazioni relative ai titoli valutabili nel curriculum accademico e professionale.
3. Alla domanda di partecipazione alla prova attitudinale deve essere allegata la ricevuta di versamento del contributo alle spese previsto dall’art.11.
Art. 4 Prova attitudinale 1. La prova si articola in una prova scritta e in una prova orale. La prova scritta, che si svolge in un’unica sessione contestuale in tutto il territorio nazionale, consiste nella soluzione di quiz a risposta multipla predisposti dal Ministero della sanità ed è diretta ad accertare il possesso delle conoscenze e competenze previste dall’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), e d) del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386. La prova orale è di tipo attitudinale ed è diretta, previa valutazione del curriculum accademico e professionale, ad accertare il possesso delle conoscenze e delle esperienze di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e) del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386. E’ ammesso alla prova orale il candidato che abbia risposto correttamente ad almeno la metà più uno dei quiz.
2. I titoli valutabili nel curriculum concernono le attività professionali e di studio, formalmente documentate idonee ad evidenziare il livello di qualificazione professionale acquisito nella specifica attività; gli esami sostenuti in materie odontoiatriche durante il corso di laurea, la tesi di laurea in discipline odontoiatriche, nonché la partecipazione a corsi di formazione ed aggiornamento tecnico-professionale in discipline di interesse odontoiatrico. Nella valutazione del curriculum è presa in considerazione l’attività svolta e l’esperienza clinica acquisita presso strutture e studi professionali odontoiatrici, pubblici e privati. Gli elementi costituenti il curriculum accademico e professionale devono essere stati acquisiti entro la data di pubblicazione del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 386 (6 novembre 1998).
3. Al termine della prova orale, la commissione esprime, per ciascun candidato, il giudizio complessivo definito d’idoneità o di non idoneità.
Art. 5 Svolgimento delle prove 1. In relazione al numero dei candidati che hanno presentato domanda per sostenere la prova attitudinale, ciascun Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri stabilisce le sedi della prova attitudinale.
2. Del giorno e dell’ora della prova scritta è data comunicazione ai candidati, almeno trenta giorni prima della prova stessa, a mezzo avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Gli Ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri dovranno affiggere il calendario delle prove e le sedi della stessa.
16-6-2000 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – 4ª Serie Speciale - n.47 - 3 - 3. Nel caso di costituzione di più commissioni i candidati sono assegnati dall’Ordine provinciale, a ciascuna commissione, fino al raggiungimento del numero massimo di 200 candidati per commissione, in base alla località di residenza o in base ad altro criterio obiettivo.
Art. 6 Commissione di valutazione 1) Le commissioni di valutazione della prova attitudinale (prova scritta e prova orale) sono nominate dal Ministero della sanità e sono composte da:
a) un membro designato dal Ministero della sanità, con funzioni di Presidente;
b) un membro designato dal Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica;
c) due membri designati dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, fra gli iscritti all’albo degli odontoiatri dell’Ordine provinciale.
2) Per ogni componente titolare è nominato un supplente che subentra in caso di assenza o impedimento del titolare.
3) Le funzioni di segretario sono assicurate da un dipendente del competente Ordine provinciale.
Art. 7 Idoneità
1. L’idoneità del candidato, accertata sulla base della valutazione positiva della prova scritta e della prova orale, è attestata da apposita certificazione rilasciata in conformità al modello allegato al presente decreto.
Art. 8 Adempimenti della commissione 1. La prova scritta si svolge nel giorno e nell’ora fissati dal Ministero della sanità e nelle sedi stabilite dagli Ordini provinciali. Le prove orali si svolgono nei giorni stabiliti dalle Commissioni 2. Al termine di ogni seduta, la Commissione forma l’elenco dei candidati esaminati con l’indicazione del relativo giudizio. L’elenco è reso pubblico al termine della seduta. Di ogni seduta della Commissione il segretario redige processo verbale.
3. Ai candidati dichiarati idonei è rilasciata apposita certificazione, a firma del Presidente della Commissione, e del rappresentante del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, da valere ai fini dell’iscrizione all’albo degli odontoiatri e della contestuale cancellazione dall’albo dei medici chirurghi.
Art. 9 Ripetizione della prova 1. I candidati che non hanno conseguito l’idoneità nella prima prova attitudinale sono ammessi, a domanda, a ripetere la prova attitudinale nella data indicata dal Ministero della sanità a mezzo avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Art. 10 Adempimenti degli Ordini 1. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine fissato per la presentazione delle domande, gli Ordini provinciali comunicano al Ministero della sanità l’elenco dei candidati ammessi e di quelli esclusi, con l’indicazione dei motivi di esclusione.
2. Al termine di ciascuna delle prove attitudinali gli Ordini provinciali trasmettono al Ministero della sanità l’elenco dei candidati idonei e di quelli non idonei.
3. In caso di mancata organizzazione ed attivazione delle prove da parte degli Ordini provinciali, la Federazione nazionale degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, previa diffida, provvede in via sostitutiva.
Art. 11 Contributo alle spese 1. Le spese relative all’organizzazione e all’espletamento di ciascuna prova attitudinale sono a carico dei medici interessati nella misura, pro capite, stabilita con provvedimento del Ministro della sanità in modo differenziato fra prima e seconda prova. La quota deve essere versata sul conto corrente postale n.17705021, all’uopo istituito, intestato alla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
2. Ai componenti della commissione spetta il rimborso delle spese di viaggio ed il trattamento economico di missione spettante ai Dirigenti generali dello Stato.
Agli stessi spetta, altresì, un compenso determinato con il provvedimento di cui al comma 1.
3. Al termine dell’espletamento delle due prove attitudinali, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri presenta una dettagliata relazione sull’andamento delle prove e sulle spese sostenute. Le eventuali somme residue sono versate dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri stessa all’entrata in bilancio dello Stato, Capo XX, capitolo 3629.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 19 aprile 2000 Il Ministro della sanità BINDI
Il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica ZECCHINO
16-6-2000 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – 4ª Serie Speciale - n.47 - 4 - ALLEGATO
Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di …………………………………………… ATTESTATO DI IDONEITA’ PER L’ISCRIZIONE ALL’ALBO DEGLI ODONTOIATRI Ai sensi dell’art.1 ,comma 1 del decreto legislativo 13 ottobre 1998 ,n.386 LA COMMISSIONE di valutazione della prova attitudinale di cui al decreto legislativo 13 ottobre 1998 ,n.386 Visto il risultato positivo della prova scritta sostenuta il ………………………………………………………….
Visto il risultato positivo della prova orale sostenuta il ………………………………………………………….
Certifica :
Che il/la dottor/dottoressa ……………………………..
nato/a a ………………………………….il…………… ha superato la prova attitudinale prevista dal decreto legislativo 13 ottobre 1998,n.386.
Il rappresentante del Ministero della sanità presidente della commissione Il rappresentante del Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica (Luogo e Data) …………………………………….

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