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pubblicato il 12/09/2005

ORDINANZA 6-13 FEBBRAIO 1995?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Impedimento alla contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi - Asserita disparità di?trattamento rispetto ai medici laureati in epoca precedente, autorizzati (in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n.100 del 1989) a mantenere la doppia iscrizione, con conseguente possibilità di essere parificati ai medici specialisti in odontoiatria - Manifesta inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1;?- Costituzione, art. 3?Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà?di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri ai fini dell'esercizio dell'attività di odontoiatra - Termine?di decadenza fissato al 31 dicembre 1991 - Esercizio dell'opzione condizionato dal conseguimento?dell'abilitazione professionale in odontoiatria in epoca anteriore - Asserita irragionevolezza - Manifesta?inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1?- Costituzione, art. 3?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - Norme censurate - Compatibilità con la disciplina?comunitaria emanata in materia - Verifica da parte del giudice a quo - Necessità, ai fini della valutazione?sulla rilevanza della questione.?-Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Francesco Paolo CASAVOLA; Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio?BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI,?dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI, prof.?Fernando SANTOSUOSSO, avv.Massimo VARI, dott. Cesare RUPERTO, dott. Riccardo CHIEPPA;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 31ottobre 1988, n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), promossi con?le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 ottobre 1993 dal Tribunale di Salerno nel procedimento civile vertente tra?Sisalli Roberto e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Salerno iscritta?al n. 533 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39,?prima serie speciale, dell'anno 1994;?2) 2) ordinanza emessa il 15 aprile 1994 dal Tribunale di Verona nel procedimento civile vertente tra?Marchesini Annamaria e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Verona?Ordinanza 38/1995?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente CASAVOLA Relatore CAIANIELLO?Camera di Consiglio del 25/01/1995 Decisione del 06/02/1995?Deposito del 13/02/1995 Pubblicazione in G.U. 22/02/1995?Ordinanze di rimessione 533/1994 – 563/1994?Massime: 21226 - 21227?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?iscritta al n. 563 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica?n. 40, prima serie speciale, dell'anno 1994.?Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;?Udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 1995 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Ritenuto che nel corso di un giudizio, instaurato da un medico chirurgo per la dichiarazione del suo?diritto ad ottenere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri, conservando nel contempo l'iscrizione all'albo?dei medici chirurghi, il Tribunale di Salerno, con ordinanza emessa il 12 ottobre 1993, ma pervenuta alla?Corte il 2 agosto 1994 (reg. ord. n. 533 del 1994), ha sollevato, in riferimento all'art.3 della Costituzione,?questione di legittimità costituzionale dell'art.1 della legge 31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), che, prevedendo?per i laureati in medicina e chirurgia, immatricolati al relativo corso di laurea negli anni dal 1980-81 fino al?1984-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri entro un determinato periodo di tempo,?impedendo loro la contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi, determinerebbe un'evidente?disparità di trattamento rispetto ai medici che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28?gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della professione medica, sono stati, in virtù della sentenza n.100 del?1989 di questa Corte, autorizzati a mantenere la doppia iscrizione e a richiedere senza limiti di tempo la?iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo dei medici chirurghi, in ciò parificati ai?medici specialisti in odontoiatria;?che, nel corso di altro giudizio, il Tribunale di Verona con ordinanza del 15 aprile 1994 (reg. ord. n.563 del?1994) ha sollevato questione di legittimità costituzionale del medesimo art.1 della legge 471 del 1988, "nella?parte in cui sottopone al termine di decadenza del 31 dicembre 1991 la facoltà dei laureati in medicina e?chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 di optare per l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri ai?fini dell'esercizio dell'attività di cui all'art. 2 della legge 24 luglio 1985 n. 409" (ovverosia della professione di?odontoiatra);?che nella seconda ordinanza si sostiene che la fattispecie oggetto del giudizio è diversa da quella decisa?con la sentenza n.100 del 1989, giacchè sarebbe addirittura di ostacolo alla facoltà di opzione la circostanza?del mancato conseguimento dell'abilitazione professionale - richiesta anch'essa dalla norma impugnata - in?epoca anteriore alla scadenza del termine del 31 dicembre 1991, con la conseguenza che l'attrice verrebbe?discriminata, in modo irragionevole rispetto ad altri soggetti, ai quali la legge riconosce un identico beneficio?in relazione ad una medesima situazione di fatto, subordinando poi "il concreto godimento del beneficio?all'esercizio di una opzione entro un determinato termine di decadenza", senza considerare che la?possibilità di esercizio dell'opzione può dipendere da circostanze del tutto estranee alla posizione di fatto?cui è ricollegato il beneficio e del tutto indipendenti dalla volontà del beneficiario;?che è intervenuto in entrambi i giudizi il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell'Avvocatura?generale dello Stato, richiamando le deduzioni esposte in analogo giudizio, conclusosi con l'ord. n.244 del?1994 di questa Corte nel senso della manifesta inammissibilità;?che in particolare la difesa dello Stato - dopo aver ricordato che la professione di dentista, separata ed?autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409 del 1985, emanata in?attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco riconoscimento dei?diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera prestazione dei servizi in?questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la Commissione delle?comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del Trattato, tuttora pendente?dinanzi alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo che "la Commissione contesta?che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate per il fatto di consentire, oltre i?limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 della direttiva 78/686/CEE, l'accesso alla professione di?dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa comunitaria, perchè in?possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di specializzazione)", per cui "questo stato?delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica della costituzionalità, ai sensi dell'art.3?della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio della facoltà di iscrizione all'albo degli?odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata;?Considerato che nella richiamata ordinanza n.244 del 1994, con la quale sono state decise questioni?identiche a quella ora sollevata dal Tribunale di Salerno (reg. ord. n. 533 del 1994), si osservò che nelle?ordinanze di rimessione mancava "ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al momento della?rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche l'Avvocatura?generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata con le?direttive comunitarie del Consiglio nn. 686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle comunità?europee n. L 233 del 24 agosto 1978)" e che "tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto?degli incidenti di costituzionalità, investe la rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 3?sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art. 23 della legge 11 marzo 1953 n. 87, pena l'inammissibilità delle?questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991, 450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987)";?che le medesime considerazioni devono essere svolte anche per quanto riguarda la questione sollevata?dal Tribunale di Verona (reg. ord. n. 563 del 1994) che investe la stessa norma legislativa, sotto un profilo?che - seppur relativo al tempo del conseguimento dell'abilitazione e quindi ad una circostanza?temporalmente precedente quella dell'esercizio del diritto di opzione ai fini dell'iscrizione all'albo -?presuppone in ogni caso che il giudice si faccia carico della compatibilità della norma di cui deve fare?applicazione con la disciplina comunitaria e quindi della operatività della stessa;?che, pertanto, mancando nell'ordinanza di rimessione ogni cenno di motivazione sul punto, la questione è?anch'essa manifestamente inammissibile;?Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale;?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge?31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Tribunale di Salerno (reg.?ord. n.533 del 1994) e dal Tribunale di Verona (reg. ord. n.563 del 1994) con le ordinanze indicate in?epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 febbraio 1995.?Il Presidente: CASAVOLA?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 13 febbraio 1995.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
pubblicato il 12/09/2005

ORDINANZA 9-16 GIUGNO 1994?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio 1980-1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Conseguente inibizione all'esercizio della professione di medico - Asserita disparità di trattamento, rispetto?ai medici, iscritti al corso di laurea e abilitati alla professione in epoca precedente, e rispetto ai medici specialisti in odontoiatria per i quali sussiste il diritto alla doppia iscrizione (agli albi degli odontoiatri e dei medici chirurghi) - Manifesta inammissibilità della questione, per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n.471, articolo unico;?- Costituzione, art. 3.?Rilevanza della questione - Compatibilità della norma impugnata con direttive comunitarie - Profilo relativo?alla operatività della norma - Diretta sua incidenza sulla rilevanza della questione.?- Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Gabriele PESCATORE;?Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv.Mauro?FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI, dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof.?Cesare MIRABELLI, prof. Fernando SANTOSUOSSO, avv. Massimo VARI, dott.Cesare RUPERTO;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31 ottobre 1988, n.471 (Norme?concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri),?promossi con le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 gennaio 1993 dal Pretore di Parma nel procedimento civile vertente tra?Manara Massimo e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Parma, iscritta al?n.127 del registro ordinanze 1993 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.14, prima?serie speciale, dell'anno 1993;?2) n. 3 ordinanze emesse il 20 ottobre 1993 dal Tribunale di Brescia nei procedimenti civili vertenti tra?Zuaboni Laura ed altra, Sidari Giuseppe ed altri, Pizzamiglio Giovanna e l'Ordine dei medici e chirurghi?e degli odontoiatri della provincia di Brescia, iscritte ai nn. 68, 69 e 70 del registro ordinanze 1994 e?pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.11, prima serie speciale, dell'anno 1994;?Visto l'atto di costituzione di Pizzamiglio Giovanna nonchè gli atti di intervento del Presidente del Consiglio?dei ministri;?Udito nell'udienza pubblica del 10 maggio 1994 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Uditi gli avvocati Cesare Trebeschi e Fausto Cordiano per Pizzamiglio Giovanna e l'Avvocato dello Stato?Pier Giorgio Ferri per il Presidente del Consiglio dei ministri;?Ritenuto che, nel corso di un procedimento ex art. 700 del codice di procedura civile, promosso per?l'accertamento del diritto del ricorrente di rimanere iscritto sia all'albo dei medici chirurghi che a quello degli?Ordinanza 244/1994?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente PESCATORE Relatore CAIANIELLO?Udienza Pubblica del 10/051994 Decisione del 09/06/1994?Deposito del 16/06/1994 Pubblicazione in G.U. 22/06/1994?Ordinanze di rimessione 127/1993 – 68/1994 – 69/1994 – 70/1994?Massime: 20369 - 20383?Corte Costituzionale - Ordinanza 16 Giugno 1994, n.244?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?odontoiatri senza esercitare alcuna opzione per l'uno o per l'altro, il Pretore di Parma ha sollevato, in?riferimento all'art.3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31?ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri) che prevede, per i laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio?1980-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, con la conseguenza di impedire?l'esercizio della professione di medico per chi chieda l'iscrizione a quell'albo;?che ad avviso del giudice a quo ciò determinerebbe un'evidente disparità di trattamento rispetto ai medici?che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28 gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della?professione medica, possono richiedere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo?dei medici chirurghi (reg. ord. n. 127 del 1993);?che, nel corso di altri tre giudizi civili, promossi da soggetti abilitati alla professione di medico-chirurgo,?richiedenti l'accertamento del loro diritto ad essere iscritti (oltrechè nell'albo dei medici) anche nell'albo degli?odontoiatri, il Tribunale di Brescia, con ordinanze di identico tenore emesse il 20 ottobre 1993 (reg. ord. nn.?68, 69 e 70 del 1994), ha sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della?legge n.471 del 1988 per violazione dell'art.3 della Costituzione, in quanto la norma impugnata creerebbe?una ingiustificata disparità di trattamento tra medici chirurghi specialisti in odontoiatria, che possono essere?iscritti ad entrambi gli albi, e medici chirurghi non specialisti, che, "pur essendo riconosciuti idonei?all'esercizio dell'odontoiatria, debbono optare per l'iscrizione all'uno o all'altro albo";?che in uno di questi giudizi (reg. ord. n. 70 del 1994) si è costituita la parte privata, aderendo alle?considerazioni svolte nell'ordinanza di rimessione;?che negli ultimi tre giudizi (reg. ord. 68, 69 e 70 del 1994) è intervenuto il Presidente del Consiglio dei?Ministri, rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato, la quale - dopo aver ricordato che la professione?di dentista, separata ed autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409?del 1985, emanata in attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco?riconoscimento dei diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera?prestazione dei servizi in questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la?Commissione delle comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del?Trattato, tuttora pendente dinanze alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo?che "la Commissione contesta che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate?per il fatto di consentire, oltre i limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 dir. 78/686/CEE, l'accesso?alla professione di dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa?comunitaria, perchè in possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di?specializzazione)", per cui "questo stato delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica?della costituzionalità, ai sensi dell'art.3 della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio?della facoltà di iscrizione all'albo degli odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata.?Considerato che nelle ordinanze di rinvio manca ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al?momento della rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche?l'Avvocatura generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata?con le direttive comunitarie del Consiglio nn.686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle?comunità europee n. L 233 del 24 agosto 1978);?che tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto degli incidenti di costituzionalità, investe la?rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art.23 della?legge 11 marzo 1953 n.87, pena l'inammissibilità delle questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991,?450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987).?Visti gli artt.26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n.87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge?31 ottobre 1988 n.471(Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Pretore di Parma e dal?Tribunale di Brescia con le ordinanze indicate in epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 giugno 1994.?Il Presidente: PESCATORE?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 16 giugno 1994.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
pubblicato il 15/06/2005

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Premesso:
- che con propria deliberazione n. 327 del 23 febbraio 2004 avente ad oggetto: “Applicazione della L.R. n.34/98 in materia di autorizzazione e di accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e dei professionisti alla luce dell’evoluzione del quadro normativo nazionale. Revoca di precedenti provvedimenti” ha, tra l’altro, ai punti 1.5 e 1.6 del dispositivo, provveduto a dare attuazione alla norma di cui al secondo comma dell’articolo 8 ter del DLgs.n.502/92 e successive modificazioni ed integrazioni circa la necessità di autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie anche “per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente” stabilendo che i professionisti titolari degli studi di cui trattasi alla data di adozione del provvedimento stesso, debbano avanzare domanda di autorizzazione al Comune competente per territorio entro 180 giorni dalla medesima data;
- che con successiva propria deliberazione 7 giugno 2004, n.
1099 si è provveduto al differimento al 31.12.2004 della data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di autorizzazione da parte dei suddetti professionisti;
Valutato che la rilevante complessità e novità degli adempimenti cui i soggetti interessati devono dar corso, motivino l’opportunità di estrapolare dalla citata deliberazione n. 327/04, riguardante la generalità delle strutture sanitarie soggette ad autorizzazione, le tematiche specifiche concernenti l’autorizzazione degli studi odontoiatrici, raccogliendole in un unico provvedimento di carattere ricognitivo che, tenendo conto della peculiarità 2
della categoria degli studi stessi, consenta una sistematizzazione chiara ed esaustiva dei requisiti necessari per l’esercizio e del relativo iter amministrativo;
Puntualizzato che i requisiti e gli aspetti affrontati nel provvedimento ricognitivo di cui al punto precedente riguardano esclusivamente l’espletamento dell’attività in studi odontoiatrici singoli o associati e che, di conseguenza, qualora la stessa venga svolta in sedi rientranti nella categoria degli ambulatori monospecialistici o in quella dei poliambulatori i requisiti a cui fare riferimento sono quelli previsti dall’allegato n.
1 della citata deliberazione n. 327/04, per cui, con il presente provvedimento, la dizione “Ambulatorio/studio odontoiatrico” di cui all’allegato medesimo (AOAU) è da intendersi modificata in “Ambulatorio odontoiatrico”;
Rilevato:
− che la previsione di cui al secondo comma dell’art. 8 ter della D.lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni circa la necessità di autorizzazione all’esercizio degli studi odontoiatrici comporti, anche a fini di omogeneità con quanto effettuato con la richiamata deliberazione n. 327/04 per le strutture storicamente assoggettate al regime di autorizzazione, la correlazione di tale previsione normativa a quella di cui al primo comma del medesimo art. 8 ter circa una diversificazione di taluni elementi del sistema autorizzatorio, a seconda che lo stesso sia riferito a nuove strutture o a strutture già esistenti;
− che, tuttavia, a differenza di quanto stabilito per la generalità delle strutture sanitarie con la più volte citata deliberazione n. 327/04, la data di passaggio dal vecchio al nuovo regime non possa essere riferita alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 229/99 ma ad una data comunque successiva a quella di recepimento e regolamentazione regionale della materia;
− che, a modificazione ed integrazione di quanto stabilito al punto 1.6 del dispositivo della deliberazione n. 327/04, per i motivi detti, la data entro cui i titolari degli studi già in esercizio 3
devono inoltrare domanda di autorizzazione al Comune competente per territorio debba essere quella di produzione della domanda stessa da parte del professionista e comunque non successiva al termine massimo previsto al paragrafo seguente;
Considerato che la ricognizione e la sistematizzazione dei requisiti degli studi odontoiatrici effettuata con il presente provvedimento comporti l’opportunità di individuare un lasso temporale sufficiente a consentire sia ai professionisti che ai Comuni ed alle Commissioni L.R. 34/98 dei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende USL regionali una omogenea e puntuale valutazione della portata delle innovazioni introdotte, per cui si ritiene opportuno procrastinare ulteriormente il termine di presentazione della domanda di autorizzazione all’esercizio, già differito al 31.12.2004 con propria deliberazione n. 1099/04, fino al 22 febbraio 2005, coincidente con un anno dall’adozione della richiamata deliberazione n. 327/04;
Ritenuto, quale conseguenza di quanto prima esplicitato, che mentre gli studi odontoiatrici attivati successivamente alla data del 22 febbraio 2005 dovranno essere in possesso di tutti i requisiti (strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi) stabiliti dalla più volte richiamata deliberazione n. 327/04, così come meglio specificati ed integrati dall’allegato n. 1 al presente provvedimento, quelli già esistenti alla data di presentazione della domanda potranno, fermo restando il possesso dei requisiti impiantistici, tecnologici ed organizzativi, fruire delle particolari deroghe di natura strutturale previste dal medesimo allegato n. 1 fino al verificarsi di uno degli eventi previsti dall’art. 8 ter, primo comma del D.Lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, nei termini illustrati al punto 1.4 del dispositivo della richiamata deliberazione n. 327/04;
Valutato tuttavia che la natura monospecialistica dello studio odontoiatrico, singolo o associato, consenta di attribuire rilevanza, tra gli eventi richiamati al punto precedente, alla sola ipotesi dell’ampliamento di natura edilizia, per cui al verificarsi di tale evento, lo studio medesimo, singolo o associato, dovrà dimostrare di essere in possesso anche dei requisiti edilizi prima derogati, con la puntualizzazione che eventuali modificazioni soggettive circa la titolarità dello studio, nel frattempo intervenute, non rientrano nella casistica prima evidenziata;
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Ritenuto opportuno, al fine di evitare disparità di trattamento con le altre categorie di studi professionali soggetti di autorizzazione di cui al punto 1.5 del dispositivo della più volte richiamata deliberazione n.
327/04, di procrastinare alla medesima data del 22 febbraio 2005 anche la scadenza delle domande di autorizzazione all’esercizio delle altre categorie di studi professionali soggetti ad autorizzazione;
Dato atto del parere di regolarità amministrativa espresso dal Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali, dott.
Franco Rossi, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della L.R. n. 43/2001 e della propria deliberazione n. 447/2003;
Acquisito il parere favorevole della Commissione consiliare “Sanità e Politiche Sociali” espresso nella seduta del 1 dicembre 2004;
su proposta dell’Assessore alla Sanità a voti unanimi e palesi D E L I B E R A 1. di approvare, a modificazione ed integrazione dell’allegato n. 1 alla propria deliberazione n.
327/04, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, l’allegato n. 1 concernente l’elencazione dei requisiti generali e specifici per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte degli studi odontoiatrici singoli o associati e l’allegato n. 2 riguardante le problematiche circa l’autorizzazione all’esercizio da parte degli studi stessi;
2. di dare atto che la dizione “Ambulatorio/studio odontoiatrico” (AOAU) di cui all’allegato n. 1 alla deliberazione n, 327/04 è da intendersi modificata in “Ambulatorio odontoiatrico”;
3. di prorogare al 22 febbraio 2005 il termine di scadenza per la presentazione delle domande di autorizzazione al funzionamento da parte degli studi odontoiatrici e delle altre categorie di studi professionali soggetti ad autorizzazione, modificando quanto disposto con propria deliberazione 7 giugno 2004, n. 1099;
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4. a modificazione di quanto previsto al punto 1.6 del dispositivo della propria deliberazione n. 327/04, quali studi odontoiatrici esistenti, singoli o associati, vanno intesi quelli che, successivamente alla data di adozione della richiamata deliberazione e comunque entro il 22 febbraio 2005, abbiano dato corso all’avvio del procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio;
5. di stabilire che gli studi odontoiatrici attivati successivamente alla data di cui al precedente punto 3.
dovranno essere in possesso di tutti i requisiti (strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi) di cui al precedente punto 1), non potendo usufruire delle deroghe esplicitamente previste dall’allegato stesso;
6. di stabilire che gli studi odontoiatrici già esistenti alla data di presentazione della domanda potranno, fermo restando il possesso dei requisiti impiantistici, tecnologici ed organizzativi, fruire delle particolari deroghe di natura strutturale previste dal medesimo allegato n. 1 fino al verificarsi di uno degli eventi di cui all’art. 8 ter, primo comma del D.Lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, limitatamente alla sola ipotesi dell’ampliamento di natura edilizia. Pertanto, al verificarsi di tale evento, lo studio medesimo dovrà dimostrare di essere in possesso anche dei requisiti edilizi prima derogati.
Eventuali modificazioni soggettive circa la titolarità dello studio, nel frattempo intervenute, non rientrano nella casistica prima evidenziata;
7. di pubblicare la presente deliberazione ed il relativo allegato nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia- Romagna.
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Allegato n. 1 REQUISITI GENERALI E SPECIFICI PER L’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ DA PARTE DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI N.B.: Per motivi di opportunità, per ciascun requisito (generale e specifico) si mantiene la numerazione attribuita allo stesso dall’allegato n. 1 alla deliberazione di Giunta regionale n. 327/04 REQUISITI GENERALI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI CODICE REQUISITO NOTE 4. Struttura RGAU 4 Negli ambienti dove soggiornano o accedono i pazienti e negli ambienti di lavoro devono essere assicurati adeguati livelli di comfort ambientale. Le superfici ambientali devono possedere caratteristiche tali (esempio tipo di materiale), da permettere i processi di pulizia e disinfezione, in modo da ridurre la carica microbica presente e rendere gli ambienti igienicamente confortevoli Impianti RGAU 4.1 Tutti i locali adibiti ad attività sanitaria devono essere classificati ai fini degli impianti elettrici secondo la norma CEI 64-8/7 e i successivi aggiornamenti
RGAU 4.2 Gli impianti a servizio dei locali adibiti ad attività sanitarie devono essere verificati secondo la periodicità prevista da norme di buona tecnica (es. Norme CEI ) 5.Attrezzature e dispositivi medici RGAU 5 Devono essere effettuati i collaudi di accettazione per le apparecchiature biomediche N.B. I controlli (collaudi di accettazione) devono essere effettuati sulle apparecchiature di nuova acquisizione Con evidenze di:
- documentazione relativa alla verifica della corretta installazione dell'apparecchiatura e del rispetto delle norme di sicurezza;
- documentazione relativa all'effettuazione delle prove di accettazione e di funzionamento per le apparecchiature biomediche;
- documentazione attestante il giudizio di idoneità all'uso clinico delle attrezzature che impiegano radiazioni ionizzanti.
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RGAU 5.1 Le apparecchiature devono essere corredate della documentazione prevista dalla legge (libretti autoclavi, manuali d'uso, etc.) 6.Formazione RGAU 6.1 Devono essere effettuate attività di formazione ai sensi della normativa vigente in materia di sicurezza e igiene del lavoro 8. Procedure generali RGAU 8.8 Procedure/istruzioni operative per assicurare la prevenzione e il controllo delle infezioni:
- lavaggio delle mani (lavaggio sociale, antisettico e chirurgico) Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.9 - decontaminazione, pulizia, disinfezione e sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili
Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.10 - decontaminazione e pulizia ambientale in base all'area a basso, medio ed alto rischio Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.11 - antisepsi, disinfezione, sterilizzazione Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.12 - smaltimento di tutti i rifiuti secondo la normativa vigente RGAU 8.14 - precauzioni universali o standard Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.15 - precauzioni atte ad evitare la trasmissione di microrganismi per contatto, per via aerea e tramite goccioline di "droplet " (precauzioni di isolamento).
Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.16 - gestione dei dispositivi di protezione per il personale sanitario Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.17 - gestione del Rischio biologico occupazionale Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.18 - precauzioni per ridurre il rischio di infezione nella esecuzione delle specifiche procedure invasive effettuate Formulate secondo i principi dell'EBM e periodicamente aggiornate.
RGAU 8.19 - gestione farmaci: procedure di conservazione e controllo scadenze RGAU 8.20 - prelievo, conservazione, trasporto dei materiali biologici da sottoporre ad accertamento
RGAU 8.22 Deve essere prevista una procedura (comprensiva di strumenti, presidi, farmaci, ecc.) per assicurare, in funzione della tipologia 8
della struttura, la gestione dell'emergenza RGAU 8.23 Deve essere prevista una procedura che garantisca la rintracciabilità dei materiali impiantabili
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REQUISITI SPECIFICI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI SINGOLI O ASSOCIATI CODICE REQUISITO NOTE 1. Requisiti strutturali SOAU 1 Locale operativo, provvisto di riunito odontoriatrico, riservato esclusivamente all'espletamento di attività odontoiatrica , avente dimensione non inferiore a 12 mq e dotato di lavabo
N.B. :
1) Il locale operativo, se di dimensioni adeguate, può essere articolato in più box con pareti fisse/mobili, anche non a tutta altezza, ma comunque idonei a garantire la privacy del paziente. I box devono avere dimensioni minime di 9 mq.; eventuali deroghe, valutate in relazione alla planimetria del box e al layout degli arredi, devono comunque tenere conto della necessità di assicurare spazi tali da garantire la sicurezza e la razionalità degli interventi
2) Ciascun locale operativo/box può contenere un solo riunito, con esclusione dei locali riservati esclusivamente all’esercizio dell’attività di ortodonzia, per i quali è possibile, compatibilmente con gli spazi disponibili e nella salvaguardia della privacy dei pazienti, la presenza di un numero superiore di apposite poltrone. L’attività di ortodonzia stessa non deve comportare manovre cruente Caratteristiche del lavabo: il rubinetto deve essere attivato a pedale, a fotocellula, a leva.
Attrezzato con dispensatore di sapone e/o detergente antisettico e con salviette monouso
Deroghe per gli studi esistenti:
Per gli studi in attività alla data di presentazione della domanda di autorizzazione e comunque prodotta entro il 22.2.2005, la superficie del locale operativo nel quale viene erogata la prestazione può essere inferiore a 12 mq. ma, comunque, non inferiore a 9 mq.
SOAU 1.1 Spazio separato di almeno 4 mq., aggiuntivo rispetto ai 12 mq., (9mq) o in alternativa locale di almeno 4 mq. da utilizzare per la decontaminazione, pulizia, disinfezione, sterilizzazione dei dispositivi medici. La sterilizzazione può essere data in gestione esterna purchè siano soddisfatti i requisiti di legge N.B.:
All’interno di ciascun locale operativo deve essere comunque possibile effettuare la decontaminazione preliminare o la messa in sicurezza degli strumenti contaminati.
Deroghe per gli studi esistenti:
Per gli studi in attività alla data di cui al punto precedente la superficie di 4 mq. può 10
Per spazio separato si intende un’area, anche fisicamente non isolata, ricavata all’interno del locale operativo o in altro locale idoneo.
essere articolata anche in più spazi separati purchè all’interno di ciascun locale operativo sia possibile effettuare la decontaminazione preliminare o la messa in sicurezza degli strumenti contaminati.
SOAU 1.2 Qualora l'attività venga espletata in ulteriori locali, questi ultimi, debbono avere una superficie non inferiore a 9 mq. e possedere tutte le caratteristiche previste per il locale operativo SOAU 1.3 I locali operativi devono essere dotati di pavimenti lavabili, pareti lavabili per un'altezza non inferiore a 2 mt.
SOAU 1.4 Locale/spazio per attività amministrative, accettazione, archivio N.B. Il locale/spazio può essere comune con quello riservato all’attesa SOAU 1.5 Locale/spazio per attesa adeguatamente arredato, con numero di posti a sedere commisurato ai volumi di attività N.B. Il locale/spazio può essere comune con quello dedicato alle attività amministrative SOAU 1.6 Servizio/i igienico/i per gli utenti SOAU 1.7 Servizio igienico per il personale Deroghe per gli studi esistenti:
Negli studi già in attività il servizio igienico può essere comune utenti/personale SOAU 1.8 Spazio/locale da adibire a spogliatoio del personale
SOAU 1.9 Locale/spazio per deposito materiale pulito che può essere stoccato in un armadio, qualora non sia presente in elevate quantità SOAU 1.10 Locale/spazio per deposito materiale sporco e materiale di pulizia SOAU 1.11 Locale/spazio o armadio per deposito materiale d'uso, attrezzature, strumentazioni, a seconda della quantità
2. Requisiti SOAU 2 L'ambulatorio deve essere dotato di nodo 11
impiantistici equipotenziale ed interruttore differenziale con "In" inferiore o uguale a 30 mA 3. Requisiti tecnologici AOAU 3 Arredi lavabili, idonei all'attività svolta AOAU 3.1 Armadio farmaci AOAU 3.2 Il numero delle poltrone odontoiatriche e la dotazione tecnologica debbono essere adeguate alla tipologia e quantità delle prestazioni erogate 12
Allegato n. 2 PROBLEMATICHE RELATIVE ALL’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DEGLI STUDI ODONTOIATRICI
DIFFERENZE CONCETTUALI TRA STUDIO E AMBULATORIO Per studio odontoiatrico si intende l’ambiente privato e personale in cui l’odontoiatra esercita la propria libera attività professionale, in forma singola o associata, a favore dei clienti.
Ai sensi dell’art. 2232 del Codice Civile “Il prestatore d'opera deve eseguire personalmente l'incarico assunto. Può tuttavia valersi, sotto la propria direzione e responsabilità, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri è consentita dal contratto o dagli usi e non è incompatibile con l'oggetto della prestazione”. Tale norma consente all’odontoiatra di avvalersi, sotto la propria responsabilità, della collaborazione di colleghi particolarmente esperti in specifici settori (implantologia, ortodonzia, ecc.) senza che ciò configuri la trasformazione di studio in ambulatorio.
Diverso è il caso della presenza, nel medesimo contesto, di un laboratorio odontotecnico. Tale situazione comporta, necessariamente, l’autorizzazione della struttura come ambulatorio, fermo restando che il laboratorio può operare esclusivamente per l’ambulatorio e non deve essere dotato di accesso indipendente.
A differenza di quanto previsto per gli ambulatori, lo studio non assume rilevanza autonoma, in quanto la sua funzione strumentale rispetto al professionista lo lega inscindibilmente allo stesso e alle sue vicende personali. Questa modalità di esercizio è stata tradizionalmente trattata alla stregua delle altre professioni e ha trovato un limite, come per la generalità delle professioni, nella sola normativa eventualmente presente nei regolamenti comunali e/o condominiali.
L’art. 8 ter del D.lgs. n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, innovando in materia a fini di una maggior tutela della salute pubblica, ha esteso la necessità di autorizzazione all’esercizio anche ad alcune categorie di studi professionali, tra cui, in primo luogo, quelli odontoiatrici.
Lo studio associato è del tutto assimilabile allo studio personale in quanto la responsabilità professionale rimane in capo al singolo professionista associato.
L’associazione, infatti, in quanto società interna tra i professionisti, è lo strumento di cui gli stessi si avvalgono per condividere gli oneri connessi alla relativa gestione, quali le spese di manutenzione, le retribuzioni del personale di supporto, l’acquisto delle apparecchiature o del materiale di consumo, ecc.
La circostanza, inoltre, che i singoli professionisti esercitano, ognuno autonomamente e singolarmente, l’attività professionale cui sono abilitati esonera lo studio associato dalla necessità di un direttore sanitario.
Qualora l’associazione comporti la presenza di professionisti operanti non nella medesima, ma in discipline specialistiche diverse, ci si trova in presenza di un ambulatorio o di un poliambulatorio. Ai fini che qui interessano, l’associazione, infatti, presuppone una sostanziale identità delle problematiche inerenti l’esercizio professionale tra i soggetti associati: da ciò discende non solo quanto prima puntualizzato in ordine all’associabilità esclusivamente tra professionisti operanti nella medesima disciplina, ma anche l’impossibilità di un’associazione tra studi assoggettati al regime di autorizzazione e studi non rientranti in tale tipologia.
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La circostanza che il provvedimento di autorizzazione debba essere intestato a tutti i professionisti associati è, infatti, un ulteriore elemento a conferma di quanto sopra puntualizzato.
Del tutto diversa è l’ipotesi in cui più professionisti espletino la propria attività professionale nella medesima unità immobiliare, anche in discipline specialistiche diverse, in maniera totalmente autonoma e indipendente dagli altri. In altri termini, a parte la possibilità di condivisione dell’attesa, del servizio igienico per gli utenti e dell’accettazione, l’erogazione delle prestazioni di ciascuno non deve comportare l’utilizzazione in comune di eventuali attrezzature necessarie per l’espletamento dell’attività, né deve esistere una comune organizzazione amministrativa. In presenza delle caratteristiche prima illustrate il locale dove i singoli professionisti espletano la propria attività conserva la natura di studio anche laddove uno o più di essi abbiano necessità di autorizzazione all’esercizio. Al contrario, qualora non sussistano le condizioni sopra descritte ci si trova in presenza di un poliambulatorio, con necessità dei relativi requisiti, ivi compresa la necessità del direttore sanitario.
Per completezza di informazione si ritiene opportuno puntualizzare che per ambulatorio odontoiatrico si intende un presidio sanitario aperto al pubblico (con vincolo dei giorni e degli orari di apertura) avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma, in cui sono erogate prestazioni a favore di tutti i pazienti richiedenti. Esso presenta le stesse caratteristiche delle case ed istituti di cura e può essere autorizzato anche a nome di chi non sia odontoiatra, purché nello stesso sia garantita la presenza di un odontoiatra con qualifica di direttore sanitario responsabile.
In altri termini, nell’ambulatorio si determina una separazione tra attività professionale espletata nell’ambulatorio, come nelle altre più complesse strutture sanitarie, e gestione dell’impresa. Mentre il titolare di quest’ultima è responsabile della predisposizione e del mantenimento del contesto necessario per l’esercizio dell’attività, l’attività professionale e le relative prestazioni, anche se erogate in nome dell’impresa sanitaria, possono far capo solo a personale munito dei titoli professionali previsti che, legato a diverso titolo all’impresa sanitaria, opera nell’ambito della organizzazione a tal fine predisposta.
La responsabilità di natura imprenditoriale viene, quindi, ad essere separata rispetto all’attività tecnico-organizzativa, propria del direttore sanitario, ed a quella tecnicoprofessionale, propria del professionista, con la conseguenza che l’eventuale avvicendamento di tali figure tecniche lascia inalterata nel tempo l’impresa ed eventualmente anche la sua ragione sociale.
Considerazioni analoghe riguardano l’inserimento dell’attività odontoiatrica in un contesto polispecialistico, quale è il poliambulatorio.
La deliberazione n. 327/04, a differenza della precedente regolamentazione di cui alla DGR n. 125/99, procede alla definizione dei requisiti specifici per l’esercizio dell’attività sanitaria, ritenendo superfluo il richiamo alla normativa di carattere generale che, in quanto derivante da disposizioni legislative nazionali aventi, come tali, portata generale, devono essere riferite a tutte le strutture aperte al pubblico, sanitarie e non.
Tale impostazione è riferibile, per quanto riguarda gli studi professionali, singoli o associati, in particolare alla normativa sul superamento delle barriere architettoniche di cui alla legge. n. 13/89 e successive integrazioni e modificazioni. Poiché gli studi odontoiatrici sono del tutto assimilabili, sotto questo profilo, agli studi sedi di esercizio delle altre professioni intellettuali protette (avvocati, ingegneri, architetti, ecc.), si ritiene che il comportamento da tenere relativamente agli studi medici, non possa assumere 14
caratteristiche difformi rispetto a quanto avviene in sede di valutazione del rispetto della normativa in parola per il complesso degli studi professionali. L’autorizzazione di cui all’art.
8 ter del D.lgs. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, con riferimento al quale è stata adottata la DGR. n. 327/04 trova, infatti, la sua ratio in elementi di natura igienicosanitaria, con particolare riferimento al problema della trasmissione di malattie infettive, per cui le relative disposizioni vanno applicate con riferimento a tali aspetti e non ad aspetti aventi natura diversa, i quali, tra l’altro, potrebbero determinare una disparità di trattamento dei professionisti di cui trattasi rispetto ad altre categorie professionali.
A maggior ragione, se si tiene conto che lo studio (singolo o associato), tra l’altro, è struttura “tecnicamente” non aperta al pubblico, relativamente alla cui attività il titolare assume in termini discrezionali ogni decisione in ordine agli orari ed ai giorni di apertura, ivi compresa la possibilità di esercitare una selezione sulla propria clientela.
Ovviamente quanto sopra detto riguarda l’autorizzazione all’esercizio dell’attività in regime libero-professionale: l’eventuale accreditamento istituzionale del professionista potrà richiedere ulteriori requisiti al fine di garantire uguali condizioni di accesso a tutti i cittadini.
PROCEDURE PER OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO 1) Studi già in esercizio Gli studi odontoiatrici in esercizio alla data di presentazione della domanda di autorizzazione e comunque non successivamente al 22.2.2005 devono inoltrare al Comune competente per territorio, apposita domanda di autorizzazione, allegando la documentazione necessaria.
La presentazione della domanda entro la scadenza del termine abilita lo studio a protrarre l’attività, con le caratteristiche risultanti dalla documentazione allegata, fino al rilascio del provvedimento di autorizzazione richiesto o al suo eventuale diniego. Nella prima ipotesi lo studio, in quanto riscontrato in possesso di tutti i requisiti previsti, viene autorizzato a nome del professionista (o dei professionisti associati) e può quindi protrarre l’attività a tempo indeterminato, fatta salva la conferma quadriennale da effettuare attraverso l’autocertificazione di cui al primo comma dell’articolo 5 della Legge regionale n.
34/98.
Nell’ipotesi in cui, invece, in sede di verifica, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL competente accerti la mancanza di uno o più dei requisiti previsti, (salvo il caso in cui emergano gravi carenze dalle quali possa derivare un immediato pregiudizio per la sicurezza degli assistiti), il Comune notifica al/ai professionista/i gli eventuali adempimenti da eseguire, stabilendo un tempo massimo di esecuzione degli stessi.
Alla scadenza del termine, previa verifica dell’avvenuto superamento delle carenze riscontrate, il Comune provvede al rilascio dell’autorizzazione o alla notifica del suo diniego. In questa seconda ipotesi, l’eventuale protrazione dell’attività dello studio – così come la mancata presentazione della domanda entro il termine stabilito - sarà da ritenere, a tutti gli effetti, illegittima, con conseguente possibile applicazione delle sanzioni, anche penali, previste dalla legge.
2) Studi di nuova istituzione L’avvio dell’attività professionale è subordinato al rilascio del provvedimento di autorizzazione all’esercizio da parte del Comune, previa presentazione, anche in questo caso, della domanda corredata dagli allegati previsti. L’eventuale esercizio in mancanza di 15
autorizzazione determina la rilevanza penale dell’attività espletata, ai sensi dell’art. 193 del TT.UU.LL.SS. del 1934.

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