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pubblicato il 12/09/2005


COGNOME | NOME | CODICE IDENTIFICATIVO


ALBINI EUGENIO MDS113118
ANEDDA ALBERTO MDS102117
AZZOLINI PIER LORENZO MDS105139
BABINI ANDREA MDS110111
BAGLIONI GABRIELE MDS103112
BALDINI LORENZO MDS110112
BARDAZZI PIER VITTORIO MDS104112
BASILE GIUSEPPINA MDS101121
BATTISTINI GIANCARLO MDS110113
BAZZOCCHI PAOLO MDS112113
BECCHI MARIA ANGELA MDS104130
BELTRAMI GIANFRANCO MDS102112
BENATI ORETTA MDS105125
BERNARDI DANIELE MDS113120
BERNARDI GUARINO MDS110114
BERNARDI STEFANO MDS102121
BIOLCHI OVIDIO MAURO MDS101123
BOLLETTA UMBERTO MDS109122
BOLOGNESI MASSIMO MDS112111
BONIFACCI PATRIZIA MDS105116
BOSCHETTI MARCO MDS112116
BOVINA MAURO MDS106113
BRIGLIA SIMONA MDS110115
BRUSCHI FABIANA MDS103111
BUDRIESI NICOLA MDS105129
BURZI ROMANO MDS105122
CANTERGIANI ANDREA MDS104121
CASARINI PIERO MDS105132
CAVALLARI FABRIZIA MDS106111
CILLONI DOMENICO MDS103113
CIPRESSI ANDREA MDS104114
COBIANCHI CORRADO MDS105136
CONTARINI FRANCESCO MDS110117
CONTENTO PASQUALE MDS113113
CORGHI FABRIZIO MDS104117
CORSETTI ROBERTO MDS106114
COSTANTINO BIAGIO MDS101120
COZZINI DANIELE MDS102111
CRISTOFORI MARCO MDS109111
CUZZANI TOMMASO MDS110118
DALMONTE LIVIO MDS110119
DE LUCA GIANFRANCO MDS110120
D'INTINO PAOLA EMANUELA MDS105128
DONZELLI VIVIANA MDS110121
DRAGO ENRICO MDS105133
FABBRI ROBERTO MDS110122
FARAGONA FABIO MDS113119
FAVA PAOLA MDS104127
FIORELLA PIER LUIGI MDS110123
FOGLI MARCO MDS109126
FONTANA FRANCESCO MDS110124
FRANZOSO GIULIA MDS110125
GALLO CLAUDIO GIUSEPPE MDS105130
GAMBARARA DANILO MDS113117
GASPERONI RENATO MDS112118
GHIGLIONI GIUSEPPE MDS109120
GIAGNORIO RAFFAELLA MDS109114
GUERRINI PIERSANTE MDS110126
GUIDETTI ADRIANO MDS103114
GUIDUCCI UMBERTO MDS103118
IANCU GIOVANNI MDS104128
ILARI BARBARA MDS103115
KANELLOPULU SOFIA MDS110116
LAGHI DONATELLA MDS110127
LAMERI ELENA MDS103116
LAVEZZO MARCELLO MDS109121
LE NOCI ANNA LISA MDS104131
LIGABUE ENRICO MDS103123
LODI GUIDO MDS104123
LUCHETTI CLAUDIO MDS113112
LUGLI ALBERTO MDS109123
MAESTRI PAOLO MDS113111
MAGNANI LUCIANO MDS112112
MAGNANI MARCO MDS110128
MALUCELLI MAURIZIO MDS109124
MAMBELLI MAURIZIO MDS112115
MANGOLINI CRISTINA MDS109115
MARTINELLI BRUNO MDS109116
MASOTTI ANDREA MDS105112
MASTROJANNI CATERINA MDS105131
MEDRI FRANCESCO MDS110129
MELLONI SANDRO MDS109117
MESSINA LORENZO MDS104116
MICHELINI LUCA MDS104113
MITTIGA MARIO MDS104125
MONTANI GIOVANNI MDS102120
MORINI MARCELLO MDS110130
MORUZZI MARCO MDS112117
MUCCI ROBERTO MDS111212
ORLANDI DIEGO MDS112114
PAGANO DRITTO EUGENIO MDS110131
PALLI ROBERTO MDS105118
PECORARI PAOLO MDS105134
PETTINI ANDREA MDS111211
PICCININI LUCA MDS104122
PIOLANTI STEFANO MDS105117
PISTOLESI ANTONIO MDS102119
PIZZOLI ANDREA MDS110132
POLETTI GIUSEPPE MDS105115
POSABELLA GIOVANNI MDS105123
RAIMONDI STEFANIA MDS110133
RIGON GIANDOMENICO MDS109119
ROMAGNOLI LEONARDO MDS109112
RONCASSAGLIA MASSIMO MDS106112
ROSA SANDRO MDS105126
ROSSI GIUSEPPE MDS113121
ROTI SERGIO MDS103117
RUBBOLI FIORENZO MDS111213
RUTIGLIANO DONATO MDS104124
SANTINI CESARE MDS113115
SCACCHETTI MARCO MDS105111
SELLA GIANLUIGI MDS110134
SENALDI ROBERTO MDS105135
SGARZI SERGIO MDS105113
SOLDATI ANDREA MDS105114
SOLITO FRANCESCO MDS102115
SPATTINI MASSIMO MDS103122
SPEZI WALTER MDS113114
SPEZIALE FRANCESCO MDS105120
SPORTELLI GIANCARLO MDS102114
TAGLIA FRANCO MDS103120
TANZI RICCARDO MDS104120
TASSANI GIUSEPPE MDS113116
TONELLI MARINO MDS102116
TONI GIULIO MDS103121
TOVOLI CRISTINA MDS105127
TRIPI FERDINANDO MDS104111
VALERIANI ANDREA MDS109113
VECCHI ROBERTO MDS102118
VECCHIATINI ROBERTO MDS105138
VENTUROLI LUIGI MDS105121
VENTUROLI MARIA GRAZIA MDS104115
VERITA' LUCIANO MDS109125
VERNI ETTORE MDS104129
VERNOTICO LAURA MDS109127
VICINI MAURIZIO MDS104118
VINCENTELLI FERRUCCIO MDS105124
VIOLI ENRICO MDS103119
VISALLI SALVATORE MDS101122
VISANI GIORGIO MDS105137
ZANARDI GIOVANNI MDS102113
ZANI ZENO MDS105119
ZIGLIO PIER GIORGIO MDS109118
ZIRONI RINO CLEMENTE MDS104126
ZORATTI MARTA MDS104119

pubblicato il 17/01/2006

Le linee Guida sono riassunte insieme con la scheda anamnestica in questo documento in formato Pdf (60Kb).
pubblicato il 22/10/2005

Esami di abilitazione ultimo atto. E con gran finale: Il 10 ottobre scorso, infatti, è stato finalmente trovato un accordo che rimescola le carte nell'accesso alla professione odontoiatrica, dando all'ordine professionale un ruolo di primo piano. Così come era negli intenti della Cao nazionale. Dopo che un decreto firmato dal ministro Moratti, poco prima dello scadere del 2004, nominò una commissione di studio proprio con il compito di formulare proposte nella direzione di una modifica dell'esame di abilitazione, c'è stata una serie di incontri a marce forzate. Ora, finalmente, la Commissione Odontoiatri centra il suo obiettivo e si porta a casa un risultato di estremo riguardo: un risultato che è politico e professionale allo stesso tempo. Ma soprattutto è un risultato condiviso. "E' stato solo grazie al dialogo tra tutte le parti in causa che si è potuto licenziare un testo da tutti completamente condiviso", ha tenuto infatti a ribadire Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Nazionale Odontoiatri, uscendo dalla riunione che ha visto sottoscrivere l'ipotesi definitiva di modifica del Regolamento degli Esami di Stato in Odontoiatria Com'è noto, medici ed odontoiatri, per accedere alla professione, dopo gli studi universitari devono superare un esame di Stato per iscriversi all'Albo, che è l'ultima tappa da raggiungere prima di poter esercitare, appunto, a pieno titolo.
L'accesso alla professione però - è uno storico refrain - nel nostro paese è alquanto farraginoso e imperfetto in molte professioni intellettuali - da quella giornalistica a quella medica, a quella avvocatizia, a quella odontoiatrica, appunto -. E' per questo che i professionisti da tempo hanno segnalato la necessità di volerlo modificare, trovando strade più idonee alla realtà dei nostri tempi, anche coinvolgendo riforme degli organi di tutela.
In sostanza, e ritornando al nostro ambito, perché l'esame di Stato non sia più un mero duplicato della laurea, era ed è importante che gli Ordini siano all'interno dei meccanismi dell'accesso, riportando nell'alveo ordinistico un esame sinora gestito quasi esclusivamente dal mondo universitario. Un mondo che si è detto comunque sostanzialmente d'accordo con l'innovazione. "Questa riforma dell'esame di abilitazione - ci ha detto appunto il professor Giovani Dolci, presidente dei Corsi di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Università di Roma - permetterà di garantire che, immediatamente dopo la laurea, si immetta nel circuito un professionista valido: non è da oggi, del resto, che diciamo che l'Università può garantire la Formazione ma è l'Ordine che deve occuparsi della verifica di Qualità, dall'inizio alla fine della carriera professionale".
Con questa impostazione concorda anche il "terzo in causa", il ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, un cui decreto - come detto - ha messo in pista la Commissione che nei giorni scorsi ha trovato l'accordo. Assunta Cioffi, dirigente del Miur - e molto attiva in tale Commissione - così ci ha detto: "In realtà l'esame di Abilitazione si pone in un crinale: è ancora formazione - e quindi sotto l'egida dell'Università - ma è anche già un po' professione: e allora era indispensabile inserire maggiormente l'ordine. Con questo accordo, per ora solo una bozza, credo si sia raggiunto un maggiore equilibrio". Di fatto, per divenire operante, il nuovo Regolamento dovrà passare il vaglio di un lungo iter: Direzione generale del Miur, Conferenza dei Rettori, ecc. ecc. E in teoria qualche ritocco si potrebbe avere.
Due, in sostanza, le novità. Intanto il tirocinio - attualmente di tre mesi - diviene più "corposo": serviranno ora nove mesi di ulteriore studio post lauream per affrontare l'esame di abilitazione. I primi tre saranno dedicati alla Odontoiatria generale; i secondi tre alla chirurgia; mentre l'ultimo ciclo di tre mesi sarà dedicato alla odontoiatria pediatrica e alla prevenzione.
La seconda novità è corollario di tutta l'operazione: nelle commissioni d'esame per il rilascio dell'Abilitazione professionale sarà ora determinante la presenza dei Professionisti rispetto ai membri universitari.
E in quale ambito si svolgerà il nuovo Tirocinio? A meno di quei ritocchi di cui sopra, ad ospitarlo saranno le sedi universitarie, quelle del Servizio Sanitario Nazionale, gli Studi convenzionati con l'Università, gli studi privati con determinate caratteristiche.
Ora bisognerà attendere l'iter procedurale più squisitamente tecnico per mettere definitivamente in pista gli odontoiatri nuovo formato.
"Vale a dire un professionista che assicuri una sempre migliore qualità della prestazione a tutela e a garanzia della salute di tutti noi": così ha detto a Fnomceo News Claudio Mastrocola, Direttore Generale del ministero della Salute, il quarto polo in causa in questo accordo, che ha tenuto a sottolineare: "E' stato questo il motivo che ci ha portato a siglare l'accordo, ovviamente condiviso, ed è questo lo specifico impegno del nostro ministero: trovare tutte le strade per assicurare ai nostri cittadini dei professionisti altamente formati". E gli odontoiatri hanno evidentemente trovato la strada giusta. Simona Dainotto

pubblicato il 28/09/2005

Massima: ai fini del rispetto dei termini di impugnazione avverso il provvedimento sanzionatorio comminato dalla Commissione, e' necessario considerare non la data in cui viene spedita la copia da notificare con il servizio postale bensi' quella relativa al momento in cui la copia viene ritirata dal destinatario ; per cui solo da detta ultima data decorrono i trenta giorni per l'impugnazione.

Si veda anche http://www.dirittosanitario.net/
pubblicato il 28/09/2005

Cognome e Nome dello specialista in Medicina dello sport e relativo Codice identificativo:
ALBINI EUGENIO MDS113118 ANEDDA ALBERTO MDS102117 AZZOLINI PIER LORENZO MDS105139 BABINI ANDREA MDS110111 BAGLIONI GABRIELE MDS103112 BALDINI LORENZO MDS110112 BARDAZZI PIER VITTORIO MDS104112 BASILE GIUSEPPINA MDS101121 BATTISTINI GIANCARLO MDS110113 BAZZOCCHI PAOLO MDS112113 BECCHI MARIA ANGELA MDS104130 BELTRAMI GIANFRANCO MDS102112 BENATI ORETTA MDS105125 BERNARDI DANIELE MDS113120 BERNARDI GUARINO MDS110114 BERNARDI STEFANO MDS102121 BIOLCHI OVIDIO MAURO MDS101123 BOLLETTA UMBERTO MDS109122 BOLOGNESI MASSIMO MDS112111 BONIFACCI PATRIZIA MDS105116 BOSCHETTI MARCO MDS112116 BOVINA MAURO MDS106113 BRIGLIA SIMONA MDS110115 BRUSCHI FABIANA MDS103111 BUDRIESI NICOLA MDS105129 BURZI ROMANO MDS105122 CANTERGIANI ANDREA MDS104121 CASARINI PIERO MDS105132 CAVALLARI FABRIZIA MDS106111 CILLONI DOMENICO MDS103113 CIPRESSI ANDREA MDS104114 COBIANCHI CORRADO MDS105136 CONTARINI FRANCESCO MDS110117 CONTENTO PASQUALE MDS113113 CORGHI FABRIZIO MDS104117 CORSETTI ROBERTO MDS106114 COSTANTINO BIAGIO MDS101120 COZZINI DANIELE MDS102111 CRISTOFORI MARCO MDS109111 CUZZANI TOMMASO MDS110118 DALMONTE LIVIO MDS110119 DE LUCA GIANFRANCO MDS110120 D'INTINO PAOLA EMANUELA MDS105128 DONZELLI VIVIANA MDS110121 DRAGO ENRICO MDS105133 FABBRI ROBERTO MDS110122 FARAGONA FABIO MDS113119 FAVA PAOLA MDS104127 FIORELLA PIER LUIGI MDS110123 FOGLI MARCO MDS109126 FONTANA FRANCESCO MDS110124 FRANZOSO GIULIA MDS110125 GALLO CLAUDIO GIUSEPPE MDS105130 GAMBARARA DANILO MDS113117 GASPERONI RENATO MDS112118 GHIGLIONI GIUSEPPE MDS109120 GIAGNORIO RAFFAELLA MDS109114 GUERRINI PIERSANTE MDS110126 GUIDETTI ADRIANO MDS103114 GUIDUCCI UMBERTO MDS103118 IANCU GIOVANNI MDS104128 ILARI BARBARA MDS103115 KANELLOPULU SOFIA MDS110116 LAGHI DONATELLA MDS110127 LAMERI ELENA MDS103116 LAVEZZO MARCELLO MDS109121 LE NOCI ANNA LISA MDS104131 LIGABUE ENRICO MDS103123 LODI GUIDO MDS104123 LUCHETTI CLAUDIO MDS113112 LUGLI ALBERTO MDS109123 MAESTRI PAOLO MDS113111 MAGNANI LUCIANO MDS112112 MAGNANI MARCO MDS110128 MALUCELLI MAURIZIO MDS109124 MAMBELLI MAURIZIO MDS112115 MANGOLINI CRISTINA MDS109115 MARTINELLI BRUNO MDS109116 MASOTTI ANDREA MDS105112 MASTROJANNI CATERINA MDS105131 MEDRI FRANCESCO MDS110129 MELLONI SANDRO MDS109117 MESSINA LORENZO MDS104116 MICHELINI LUCA MDS104113 MITTIGA MARIO MDS104125 MONTANI GIOVANNI MDS102120 MORINI MARCELLO MDS110130 MORUZZI MARCO MDS112117 MUCCI ROBERTO MDS111212 ORLANDI DIEGO MDS112114 PAGANO DRITTO EUGENIO MDS110131 PALLI ROBERTO MDS105118 PECORARI PAOLO MDS105134 PETTINI ANDREA MDS111211 PICCININI LUCA MDS104122 PIOLANTI STEFANO MDS105117 PISTOLESI ANTONIO MDS102119 PIZZOLI ANDREA MDS110132 POLETTI GIUSEPPE MDS105115 POSABELLA GIOVANNI MDS105123 RAIMONDI STEFANIA MDS110133 RIGON GIANDOMENICO MDS109119 ROMAGNOLI LEONARDO MDS109112 RONCASSAGLIA MASSIMO MDS106112 ROSA SANDRO MDS105126 ROSSI GIUSEPPE MDS113121 ROTI SERGIO MDS103117 RUBBOLI FIORENZO MDS111213 RUTIGLIANO DONATO MDS104124 SANTINI CESARE MDS113115 SCACCHETTI MARCO MDS105111 SELLA GIANLUIGI MDS110134 SENALDI ROBERTO MDS105135 SGARZI SERGIO MDS105113 SOLDATI ANDREA MDS105114 SOLITO FRANCESCO MDS102115 SPATTINI MASSIMO MDS103122 SPEZI WALTER MDS113114 SPEZIALE FRANCESCO MDS105120 SPORTELLI GIANCARLO MDS102114 TAGLIA FRANCO MDS103120 TANZI RICCARDO MDS104120 TASSANI GIUSEPPE MDS113116 TONELLI MARINO MDS102116 TONI GIULIO MDS103121 TOVOLI CRISTINA MDS105127 TRIPI FERDINANDO MDS104111 VALERIANI ANDREA MDS109113 VECCHI ROBERTO MDS102118 VECCHIATINI ROBERTO MDS105138 VENTUROLI LUIGI MDS105121 VENTUROLI MARIA GRAZIA MDS104115 VERITA' LUCIANO MDS109125 VERNI ETTORE MDS104129 VERNOTICO LAURA MDS109127 VICINI MAURIZIO MDS104118 VINCENTELLI FERRUCCIO MDS105124 VIOLI ENRICO MDS103119 VISALLI SALVATORE MDS101122 VISANI GIORGIO MDS105137 ZANARDI GIOVANNI MDS102113 ZANI ZENO MDS105119 ZIGLIO PIER GIORGIO MDS109118 ZIRONI RINO CLEMENTE MDS104126 ZORATTI MARTA MDS104119
pubblicato il 28/09/2005

Capo I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Finalità e definizioni 1. La presente legge garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale; garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione. 2. Ai fini della presente legge si intende: a) per -banca di dati- qualsiasi complesso di dati personali, ripartito in una o più unità dislocate in uno o più siti, organizzato secondo una pluralità di criteri determinati tali da facilitarne il trattamento;
b) per -trattamento- qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati; c) per -dato personale- qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; d) per -titolare- la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono le decisioni in ordine alle finalità ed alle modalità del trattamento di dati personali, ivi compreso il profilo della sicurezza;
e) per -responsabile- la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;
f) per -interessato- la persona fisica, la persona giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati personali;
g) per -comunicazione- il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi dall'interessato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione; h) per -diffusione- il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione; i) per -dato anonimo- il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un interessato identificato o identificabile; l) per -blocco- la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione del trattamento; m) per -Garante- l'autorità istituita ai sensi dell'articolo 30.
Art. 2 Ambito di applicazione 1. La presente legge si applica al trattamento di dati personali da chiunque effettuato nel territorio dello Stato.
1-bis. La presente legge si applica anche al trattamento di dati personali effettuato da chiunque è stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all'Unione europea e impiega, per il trattamento, mezzi situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici o comunque automatizzati, salvo che essi siano utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell'Unione europea. (*) 1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis il titolare stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all'Unione europea deve designare ai fini dell'applicazione della presente legge un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato. (*) Art. 3 Trattamento di dati per fini esclusivamente personali 1. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto all'applicazione della presente legge, sempreché i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione.
2. Al trattamento di cui al comma 1 si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di sicurezza dei dati di cui all'articolo 15, nonché l'articolo 18 (*).
Art. 4 Particolari trattamenti in ambito pubblico 1. La presente legge non si applica al trattamento di dati personali effettuato:
a) dal Centro elaborazione dati di cui all'articolo 8 della legge 1. aprile 1981, n. 121, come modificato dall'articolo 43, comma 1, della presente legge, ovvero sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, nonché in virtù dell'accordo di adesione alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen, reso esecutivo con legge 30 settembre 1993, n. 388; b) dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai sensi dell'articolo 12 della medesima legge; c) nell'ambito del servizio del casellario giudiziale di cui al titolo IV del libro decimo del codice di procedura penale e al regio decreto 18 giugno 1931, n. 778, e successive modificazioni, o, in base alla legge, nell'ambito del servizio dei carichi pendenti nella materia penale; d) in attuazione dell'articolo 371-bis, comma 3, del codice di procedura penale o, per ragioni di giustizia, nell'ambito di uffici giudiziari, del Consiglio superiore della magistratura e del Ministero di grazia e giustizia; e) da altri soggetti pubblici per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano specificamente il trattamento.
2. Ai trattamenti di cui al comma 1 si applicano in ogni caso le disposizioni di cui agli articoli 9, 15, 17, 18, 31, 32, commi 6 e 7, e 36, nonché, fatta eccezione per i trattamenti di cui alla lettera b) del comma 1, le disposizioni di cui agli articoli 7 e 34.
Art. 5 Trattamento di dati svolto senza l'ausilio di mezzi elettronici 1. Il trattamento di dati personali svolto senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati è soggetto alla medesima disciplina prevista per il trattamento effettuato con l'ausilio di tali mezzi.
Art. 6 Trattamento di dati detenuti all'estero 1. Il trattamento nel territorio dello Stato di dati personali detenuti all'estero è soggetto alle disposizioni della presente legge.
2. Se il trattamento di cui al comma 1 consiste in un trasferimento di dati personali fuori dal territorio nazionale si applicano in ogni caso le disposizioni dell'articolo 28.
Capo II OBBLIGHI PER IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO
Art. 7 Notificazione
1. Il titolare che intenda procedere ad un trattamento di dati personali soggetto al campo di applicazione della presente legge è tenuto a darne notificazione al Garante se il trattamento, in ragione delle relative modalità o della natura dei dati personali, sia suscettibile di recare pregiudizio ai diritti e alle libertà dell'interessato, e nei soli casi e con le modalità individuati con il regolamento di cui all'articolo 33, comma 3(*).
2. La notificazione è effettuata preventivamente ed una sola volta, a mezzo di lettera raccomandata ovvero con altro mezzo idoneo a certificarne la ricezione, a prescindere dal numero delle operazioni da svolgere, nonché dalla durata del trattamento e può riguardare uno o più trattamenti con finalità correlate. Una nuova notificazione è richiesta solo se muta taluno degli elementi che devono essere indicati (*) e deve precedere l'effettuazione della variazione. Le disposizioni di cui ai successivi commi 3, 4, 5, 5-bis, 5-ter, 5-quater e 5-quinquies, sono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore delle modifiche apportate al regolamento di cui all'articolo 33, comma 3, in applicazione del comma 1 del presente articolo.
3. La notificazione è sottoscritta dal notificante e dal responsabile del trattamento.
4. La notificazione contiene:
a) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del titolare; b) le finalità e modalità del trattamento; c) la natura dei dati, il luogo ove sono custoditi e le categorie di interessati cui i dati si riferiscono; d) l'ambito di comunicazione e di diffusione dei dati; e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi non appartenenti all'Unione europea o, qualora, riguardino taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, fuori del territorio nazionale; f) una descrizione generale che permetta di valutare l'adeguatezza delle misure tecniche ed organizzative adottate per la sicurezza dei dati; g) l'indicazione della banca di dati o delle banche di dati cui si riferisce il trattamento, nonché l'eventuale connessione con altri trattamenti o banche di dati, anche fuori del territorio nazionale; h) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del rappresentante del titolare nel territorio dello Stato e di almeno un responsabile, da indicare nel soggetto eventualmente designato ai fini di cui all'articolo 13 (**); in mancanza di tale indicazione si considera responsabile il notificante; i) la qualità e la legittimazione del notificante.
5. I soggetti tenuti ad iscriversi o che devono essere annotati nel registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, nonché coloro che devono fornire le informazioni di cui all'articolo 8, comma 8, lettera d), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono effettuare la notificazione per il tramite di queste ultime, secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui all'articolo 33, comma 3. I piccoli imprenditori e gli artigiani possono effettuare la notificazione anche per il tramite delle rispettive rappresentanze di categoria; gli iscritti agli albi professionali anche per il tramite dei rispettivi ordini professionali. Resta in ogni caso ferma la disposizione di cui al comma 3.
5-bis. La notificazione in forma semplificata può non contenere taluno degli elementi di cui al comma 4, lettere b), c), e) e g), individuati dal Garante ai sensi del regolamento di cui all'articolo33, comma 3, quando il trattamento è effettuato:
a) da soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, sulla base di espressa disposizione di legge ai sensi degli articoli 22, comma 3 e 24, ovvero del provvedimento di cui al medesimo articolo 24;
b) nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità, ovvero dai soggetti indicati nel comma 4-bis dell'articolo 25, nel rispetto del codice di deontologia di cui al medesimo articolo;
c) temporaneamente senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, ai soli fini e con le modalità strettamente collegate all'organizzazione interna dell'attività esercitata dal titolare, relativamente a dati non registrati in una banca di dati e diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24.
c-bis) per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31.
5-ter. Fuori dei casi di cui all'articolo 4, il trattamento non è soggetto a notificazione quando:
a) è necessario per l'assolvimento di un compito previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria, relativamente a dati diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24;
b) riguarda dati contenuti o provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità di cui all'articolo 20, comma 1, lettera b);
c) è effettuato per esclusive finalità di gestione del protocollo, relativamente ai dati necessari per la classificazione della corrispondenza inviata per fini diversi da quelli di cui all'articolo 13, comma 1, lettera e), con particolare riferimento alle generalità e ai recapiti degli interessati, alla loro qualifica e all'organizzazione di appartenenza;
d) riguarda rubriche telefoniche o analoghe non destinate alla diffusione, utilizzate unicamente per ragioni d'ufficio e di lavoro e comunque per fini diversi da quelli di cui all'articolo 13, comma 1, lettera e);
e) è finalizzato unicamente all'adempimento di specifici obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali, ed è effettuato con riferimento alle sole categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione strettamente collegate a tale adempimento, conservando i dati non oltre il periodo necessario all'adempimento medesimo;
f) è effettuato, salvo quanto previsto dal comma 5-bis, lettera b) da liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali, per le sole finalità strettamente collegate all'adempimento di specifiche prestazioni e fermo restando il segreto professionale;
g) è effettuato dai piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del Codice civile per le sole finalità strettamente collegate allo svolgimento dell'attività professionale esercitata, e limitatamente alle categorie di dati di interessati, di destinatari della comunicazione e diffusione e al periodo di conservazione dei dati necessari per il perseguimento delle finalità medesime;
h) è finalizzato alla tenuta di albi o elenchi professionali in conformità alle leggi a ai regolamenti;
i) è effettuato per esclusive finalità dell'ordinaria gestione di biblioteche, musei e mostre, in conformità alle leggi e ai regolamenti, ovvero per la organizzazione di iniziative culturali o sportive o per la formazione di cataloghi e bibliografie;
l) è effettuato da associazioni, fondazioni, comitati anche a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ovvero da loro organismi rappresentativi, istituiti per scopi non di lucro e per il perseguimento di finalità lecite, relativamente a dati inerenti agli associati e ai soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l'associazione, la fondazione, il comitato o l'organismo, fermi restando gli obblighi di informativa degli interessati e di acquisizione del consenso, ove necessario;
m) è effettuato dalle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, nei limiti di cui alla lettera l) e nel rispetto delle autorizzazioni e delle prescrizioni di legge di cui agli articoli 22 e 23;
n) è effettuato temporaneamente ed è finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero, nel rispetto del Codice di cui all'articolo 25;
o) è effettuato, anche con mezzi elettronici o comunque automatizzati, per la redazione di periodici o pubblicazioni aventi finalità di informazione giuridica, relativamente a dati desunti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria o di altre autorità;
p) è effettuato temporaneamente per esclusive finalità di raccolta di adesioni a proposte di legge d'iniziativa popolare, a richieste di referendum, a petizioni o ad appelli;
q) è finalizzato unicamente all'amministrazione dei condomini di cui all'articolo 1117 e seguenti del Codice civile, limitatamente alle categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione necessarie per l'amministrazione dei beni comuni, conservando i dati non oltre il periodo necessario per la tutela dei corrispondenti diritti.
q-bis) è compreso nel programma statistico nazionale o in atti di programmazione statistica previsti dalla legge ed è effettuato in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31.>/P> 5-quater. Il titolare si può avvalere della notificazione semplificata o dell'esonero di cui ai commi 5-bis e 5-ter, sempre che il trattamento riguardi unicamente le finalità, le categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione individuate, unitamente al periodo di conservazione dei dati, dai medesimi commi 5-bis e 5-ter, nonchè:
a) nei casi di cui ai commi 5-bis, lettera a) e 5-ter, lettere a) e m), dalle disposizioni di legge o di regolamento o dalla normativa comunitaria ivi indicate;
b) nel caso di cui al comma 5-bis, lettera b), dal codice di deontologia ivi indicato;
c) nei casi residui, dal Garante, con le autorizzazioni rilasciate con le modalità previste dall'articolo 41, comma 7, ovvero, per i dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, con provvedimenti analoghi.
5-quinquies. Il titolare che si avvale dell'esonero di cui al comma 5-ter deve fornire gli elementi di cui al comma 4 a chiunque ne faccia richiesta.
Art. 8 Responsabile
1. Il responsabile, se designato, deve essere nominato tra soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza.
2. Il responsabile procede al trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al comma 1 e delle proprie istruzioni.
3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili più soggetti, anche mediante suddivisione di compiti.
4. I compiti affidati al responsabile devono essere analiticamente specificati per iscritto. 5. Gli incaricati del trattamento devono elaborare i dati personali ai quali hanno accesso attenendosi alle istruzioni del titolare o del responsabile.
Capo III TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
Sezione I Raccolta e requisiti dei dati Art. 9 Modalità di raccolta e requisiti dei dati personali 1. I dati personali oggetto di trattamento devono essere:
a) trattati in modo lecito e secondo correttezza; b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini non incompatibili con tali scopi; c) esatti e, se necessario, aggiornati; d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati; e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.
1-bis. Il trattamento di dati personali per scopi storici, di ricerca scientifica o di statistica è compatibile con gli scopi per i quali i dati sono raccolti o successivamente trattati e può essere effettuato anche oltre il periodo necessario a questi ultimi scopi.
Art. 10 Informazioni rese al momento della raccolta 1. L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali devono essere previamente informati oralmente o per iscritto circa:
a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati; b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati; c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere; d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e l'ambito di diffusione dei dati medesimi;
e) i diritti di cui all'articolo 13; f) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del titolare, del suo rappresentante nel territorio dello Stato e di almeno un responsabile, da indicare nel soggetto eventualmente designato ai fini di cui all'articolo 13, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è altrimenti conoscibile in modo agevole l'elenco aggiornato dei responsabili (**).
2. L'informativa di cui al comma 1 può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza può ostacolare l'espletamento di funzioni pubbliche ispettive o di controllo, svolte per il perseguimento delle finalità di cui agli articoli 4, comma 1, lettera e), e 14, comma 1, lettera d).
3. Quando i dati personali non sono raccolti presso l'interessato, l'informativa di cui al comma 1 è data al medesimo interessato all'atto della registrazione dei dati o, qualora sia prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.
4. La disposizione di cui al comma 3 non si applica quando l'informativa all'interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si rivela, a giudizio del Garante, impossibile, ovvero nel caso in cui i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria. La medesima disposizione non si applica, altresì, quando i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 (*), o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
Sezione II Diritti dell'interessato nel trattamento dei dati Art. 11 Consenso
1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato.
2. Il consenso può riguardare l'intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso.
3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente, e in forma specifica e documentata per iscritto, e se sono state rese all'interessato le informazioni di cui all'articolo 10.
Art. 12 Casi di esclusione del consenso 1. Il consenso non è richiesto quando il trattamento:
a) riguarda dati raccolti e detenuti in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria; b) è necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per l'esecuzione di misure precontrattuali adottate (*) su richiesta di quest'ultimo, ovvero per l'adempimento di un obbligo legale; c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque; d) è finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica ed è effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31; e) è effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità. In tale caso, si applica il codice di deontologia di cui all'articolo 25; f) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche raccolti anche ai fini indicati nell'articolo 13, comma 1, lettera e), nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale; g) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in cui l'interessato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere; h) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 (*), o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
h-bis) è necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell'interessato (***).
Art. 13 Diritti dell'interessato 1. In relazione al trattamento di dati personali l'interessato ha diritto: a) di conoscere, mediante accesso gratuito al registro di cui all'articolo 31, comma 1, lettera a), l'esistenza di trattamenti di dati che possono riguardarlo;
Le disposizioni di cui alla successiva lettera b), sono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore delle modifiche apportate al regolamento di cui all'articolo 33, comma 3, in applicazione del comma 1 dell'articolo 7.
b) di essere informato su quanto indicato all'articolo 7, comma 4, lettere a), b) e h);
c) di ottenere, a cura del titolare o del responsabile, senza ritardo:
1) la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intellegibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento;la richiesta può essere rinnovata, salva l'esistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni;
2) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
3) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, qualora vi abbia interesse, l'integrazione dei dati; 4) l'attestazione che le operazioni di cui ai numeri 2) e 3) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato; d) di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta; e) di opporsi, in tutto o in parte, al trattamento di dati personali che lo riguardano, previsto a fini di informazioni commerciali o di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva e di essere informato dal titolare, non oltre il momento in cui i dati sono comunicati o diffusi, della possibilità di esercitare gratuitamente tale diritto. 2. Per ciascuna richiesta di cui al comma 1, lettera c), numero 1), può essere chiesto all'interessato, ove non risulti confermata l'esistenza di dati che lo riguardano, un contributo spese, non superiore ai costi effettivamente sopportati, secondo le modalità ed entro i limiti stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 33, comma 3.
3. I diritti di cui al comma 1 riferiti ai dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chiunque vi abbia interesse.
4. Nell'esercizio dei diritti di cui al comma 1 l'interessato può conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche o ad associazioni.
5. Restano ferme le norme sul segreto professionale degli esercenti la professione di giornalista, limitatamente alla fonte della notizia.
Art. 14 Limiti all'esercizio dei diritti 1. I diritti di cui all'articolo 13, comma 1, lettere c) e d), non possono essere esercitati nei confronti dei trattamenti di dati personali raccolti:
a) in base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni; b) in base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni; c) da Commissioni parlamentari di inchiesta istituite ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione; d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione di legge, per esclusive finalità inerenti la politica monetaria e valutaria, il sistema dei pagamenti, il controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari nonché la tutela della loro stabilità; e) ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera h), limitatamente al periodo durante il quale potrebbe derivarne pregiudizio per lo svolgimento delle investigazioni o per l'esercizio del diritto di cui alla medesima lettera h). e-bis) da fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, limitatamente ai dati personali identificativi di chiamate telefoniche entranti, salvo che possa derivarne pregiudizio per lo svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397. (*) 2. Nei casi di cui al comma 1 il Garante, anche su segnalazione dell'interessato ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettera d), esegue i necessari accertamenti nei modi di cui all'articolo 32, commi 6 e 7, e indica le necessarie modificazioni ed integrazioni, verificandone l'attuazione.
Sezione III Sicurezza nel trattamento dei dati, limiti alla utilizzabilità dei dati e risarcimento del danno Art. 15 Sicurezza dei dati 1.I dati personali oggetto di trattamento devono essere custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
2. Le misure minime di sicurezza da adottare in via preventiva sono individuate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, sentiti l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione e il Garante.
3. Le misure di sicurezza di cui al comma 2 sono adeguate, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente con cadenza almeno biennale, con successivi regolamenti emanati con le modalità di cui al medesimo comma 2, in relazione all'evoluzione tecnica del settore e all'esperienza maturata.
4. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati dagli organismi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con l'osservanza delle norme che regolano la materia.
Art. 16 Cessazione del trattamento dei dati 1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, del trattamento dei dati, il titolare deve notificare preventivamente al Garante la loro destinazione.
2. I dati possono essere:
a) distrutti; b) ceduti ad altro titolare, purché destinati ad un trattamento per finalità analoghe agli scopi per i quali i dati sono raccolti; c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. c-bis) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica, in conformità alla legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31.
3. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dalla lettera b) del comma 2 o di altre disposizioni di legge in materia di trattamento dei dati personali è nulla ed è punita ai sensi dell'articolo 39, comma 1.
Art. 17 Limiti all'utilizzabilità di dati personali 1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità dell'interessato.
2. L'interessato può opporsi ad ogni altro tipo di decisione adottata sulla base del trattamento di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, lettera d), salvo che la decisione sia stata adottata in occasione della conclusione o dell'esecuzione di un contratto, in accoglimento di una proposta dell'interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dalla legge.
Art. 18 Danni cagionati per effetto del trattamento di dati personali 1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile.
Sezione IV Comunicazione e diffusione dei dati Art. 19 Incaricati del trattamento 1. Non si considera comunicazione la conoscenza dei dati personali da parte delle persone incaricate per iscritto di compiere le operazioni del trattamento dal titolare o dal responsabile, e che operano sotto la loro diretta autorità.
Art. 20 Requisiti per la comunicazione e la diffusione dei dati 1. La comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di privati e di enti pubblici economici sono ammesse:
a) con il consenso espresso dell'interessato; a-bis) qualora siano necessarie per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per l'esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta di quest'ultimo; (*) b) se i dati provengono da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità che le leggi e i regolamenti stabiliscono per la loro conoscibilità e pubblicità; c) in adempimento di un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
d) nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità. Restano fermi i limiti del diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza ed in particolare dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Si applica inoltre il codice di deontologia di cui all'articolo 25; e) se i dati sono relativi allo svolgimento di attività economiche, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale; f) qualora siano necessarie per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in cui l'interessato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere; g) limitatamente alla comunicazione, qualora questa sia necessaria ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 (*), o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, nel rispetto della normativa di cui alla lettera e) del presente comma, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
h) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia effettuata nell'ambito dei gruppi bancari di cui all'articolo 60 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia approvato con decreto legislativo 1. settembre 1993, n. 385, nonché tra società controllate e società collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, i cui trattamenti con finalità correlate sono stati notificati ai sensi dell'articolo 7, comma 2, per il perseguimento delle medesime finalità per le quali i dati sono stati raccolti;
h-bis) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia necessaria, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell'interessato. (*) 2. Alla comunicazione e alla diffusione dei dati personali da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, si applicano le disposizioni dell'articolo 27.
Art. 21 Divieto di comunicazione e diffusione 1. Sono vietate la comunicazione e la diffusione di dati personali per finalità diverse da quelle indicate nella notificazione di cui all'articolo 7.
2. Sono altresì vietate la comunicazione e la diffusione di dati personali dei quali sia stata ordinata la cancellazione, ovvero quando sia decorso il periodo di tempo indicato nell'articolo 9, comma 1, lettera e).
3. Il Garante può vietare la diffusione di taluno dei dati relativi a singoli soggetti, od a categorie di soggetti, quando la diffusione si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettività. Contro il divieto può essere proposta opposizione ai sensi dell'articolo 29, commi 6 e 7.
4. La comunicazione e la diffusione dei dati sono comunque permesse:
a) qualora siano necessarie per finalità di ricerca scientifica o di statistica e siano effettuate nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31; b) quando siano richieste dai soggetti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b), d) ed e), per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati, con l'osservanza delle norme che regolano la materia.
Capo IV TRATTAMENTO DI DATI PARTICOLARI Art. 22 Dati sensibili 1. I dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato e previa autorizzazione del Garante.
1-bis. Il comma 1 non si applica ai dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose i cui i rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o intese ai sensi degli articoli 7 e 8 della Costituzione, nonchè relativi ai soggetti che con riferimento a finalità di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesine confessioni, che siano trattati dai relativi organi o enti civilmente riconosciuti, semprechè i dati non siano comunicati o diffusi fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati.
1-ter. Il comma 1 non si applica, altresì, ai dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di categoria. (*) 2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro trenta giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare.
3. Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge, nella quale siano specificati i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite. In mancanza di espressa disposizione di legge, e fuori dai casi previsti dai decreti legislativi di modificazione ed integrazione della presente legge, emanati in attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante, nelle more della specificazione legislativa, l'individuazione delle attività, tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono rilevanti finalità di interesse pubblico e per le quali è conseguentemente autorizzato, ai sensi del comma 2, il trattamento dei dati indicati al comma 1.
3-bis. Nei casi in cui è specificata, a norma del comma 3, la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non sono specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili, i soggetti pubblici, in applicazione di quanto previsto dalla presente legge e dai decreti legislativi di attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, in materia di dati sensibili, identificano e rendono pubblici, secondo i rispettivi ordinamenti, i tipi di dati e di operazioni strettamente pertinenti e necessari in relazione alle finalità perseguite nei singoli casi, aggiornando tale identificazione periodicamente.
4. I dati personali indicati al comma 1 possono essere oggetto di trattamento previa autorizzazione del Garante:(*) a) qualora il trattamento sia effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e movimenti politici, confessioni e comunità religiose, per il perseguimento di finalità lecite, relativamente ai dati personali degli aderenti o dei soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l'associazione, ente od organismo, sempre che i dati non siano comunicati o diffusi fuori del relativo ambito e l'ente, l'associazione o l'organismo determinino idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati; (****) b) qualora il trattamento sia necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in cui l'interessato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità d'intendere o di volere; (*) c) qualora il trattamento sia necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, di rango pari a quello dell'interessato quando i dati siano idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui al comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito codice di deontologia e di buona condotta secondo le modalità di cui all'articolo 31, comma 1, lettera h). Resta fermo quanto previsto dall'articolo 43, comma 2. (*) Art. 23 Dati inerenti alla salute 1. Gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici possono, anche senza l'autorizzazione del Garante, trattare i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per il perseguimento di finalità di tutela dell'incolumità fisica e della salute dell'interessato. Se le medesime finalità riguardano un terzo o la collettività, in mancanza del consenso dell'interessato, il trattamento può avvenire previa autorizzazione del Garante.
1-bis. Con decreto del ministro della Sanità adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni, e le province autonome di Trento e Bolzano e il Garante, sono individuate modalità semplificate per le informative di cui all'articolo 10 e per la prestazione del consenso nei confronti di organismi sanitari pubblici, di organismi sanitari e di esercenti le professioni sanitarie convenzionati o accreditati dal Servizio sanitario nazionale, nonché per il trattamento dei dati da parte dei medesimi soggetti, sulla base dei seguenti criteri:
a) previsione di informative effettuate da un unico soggetto, in particolare da parte del medico di medicina generale scelto dall'interessato, per conto di più titolari di trattamento;
b) validità nei confronti di più titolari di trattamento, del consenso prestato ai sensi dell'articolo 11, comma 3, per conto di più titolari di trattamento, anche con riguardo alla richiesta di prestazioni specialistiche, alla prescrizione di farmaci, alla raccolta di dati da parte del medico di medicina generale, detenuti da altri titolari, e alla pluralità di prestazioni mediche effettuate da un medesimo titolare di trattamento;
c) identificazione dei casi di urgenza nei quali anche per effetto delle situazioni indicate nel comma 1-ter, l'informativa e il consenso possono intervenire successivamente alla richiesta della prestazione;
d) previsione di modalità di applicazione del comma 2 del presente articolo ai professionisti sanitari, diversi dai medici, che intrattengono rapporti diretti con i pazienti;
e) previsione di misure volte ad assicurare che nell'organizzazione dei servizi e delle prestazioni sia garantito il rispetto dei diritti di cui all'articolo 1.
1-ter. Il decreto di cui al comma 1 disciplina anche quanto previsto dall'articolo 22, comma 3-bis, della legge.
1-quater. In caso di incapacità di agire, ovvero di impossibilità fisica o di incapacità di intendere o di volere, il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute è validamente manifestato nei confronti di esercenti le professioni sanitarie e di organismi sanitari, rispettivamente, da chi esercita legalmente la podestà ovvero da un familiare, da un prossimo congiunto, da un convivente, o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimori.
2. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all'interessato o ai soggetti di cui al comma 1-ter solo per il tramite di un medico designato dall'interessato o dal titolare.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata, salvi i casi di particolare urgenza, sentito il Consiglio superiore di sanità. è vietata la comunicazione dei dati ottenuti oltre i limiti fissati con l'autorizzazione.
4. La diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute è vietata, salvo nel caso in cui sia necessaria per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l'osservanza delle norme che regolano la materia.
Art. 24 Dati relativi ai provvedimenti di cui all'articolo 686 del codice di procedura penale 1. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale, è ammesso soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e le precise operazioni autorizzate.
Art. 24-bis(***) Altri dati particolari 1. Il trattamento dei dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24 che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell'interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che può determinare, è ammesso nel rispetto di misure ed accorgimenti a garanzia dell'interessato, ove prescritti.
2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge nell'ambito di una verifica preliminare all'inizio del trattamento, effettuata anche in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, sulla base di un eventuale interpello del titolare.
Art. 25 Trattamento di dati particolari nell'esercizio della professione di giornalista 1. Le disposizioni relative al consenso dell'interessato e all'autorizzazione del Garante,nonché il limite previsto dall'articolo 24, non si applicano quando il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 è effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità. Il giornalista rispetta i limiti del diritto di cronaca, in particolare quello dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico,ferma restando la possibiltà di trattare i dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso i suoi comportamenti in pubblico.
2. Il Garante promuove, nei modi di cui all'articolo 31, comma 1, lettera h), l'adozione, da parte del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti, di un apposito codice di deontologia relativo al trattamento dei dati di cui al comma 1 del presente articolo, effettuato nell'esercizio della professione di giornalista, che preveda misure ed accorgimenti a garanzia degli interessati rapportate alla natura dei dati, in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Nella fase di formazione del codice, ovvero successivamente, il Garante, in cooperazione con il Consiglio, prescrive eventuali misure e accorgimenti a garanzia degli interessati, che il Consiglio è tenuto a recepire. Il codice è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a cura del Garante, e diviene efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione.
3. Ove entro sei mesi dalla proposta del Garante il codice di deontologia di cui al comma 2 non sia stato adottato dal Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti, esso è adottato in via sostitutiva dal Garante ed è efficace sino alla adozione di un diverso codice secondo la procedura di cui al comma 2. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel codice di deontologia, il Garante può vietare il trattamento ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettera l).
4. Nel codice di cui ai commi 2 e 3 sono inserite, altresì, prescrizioni concernenti i dati personali diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24.
Il codice può prevedere forme semplificate per le informative di cui all'articolo 10.
4-bis. Le disposizioni della presente legge che attengono all'esercizio della professione di giornalista si applicano anche ai trattamenti effettuati dai soggetti iscritti nell'elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, nonché ai trattamenti temporanei finalizzati esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero.
Art. 26 Dati concernenti persone giuridiche 1. Il trattamento nonché la cessazione del trattamento di dati concernenti persone giuridiche, enti o associazioni non sono soggetti a notificazione.
2. Ai dati riguardanti persone giuridiche, enti o associazioni non si applicano le disposizioni dell'articolo 28.
Capo V TRATTAMENTI SOGGETTI A REGIME SPECIALE Art. 27 Trattamento da parte di soggetti pubblici 1. Salvo quanto previsto al comma 2, il trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla legge e dai regolamenti.
2. La comunicazione e la diffusione a soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, dei dati trattati sono ammesse quando siano previste da norme di legge o di regolamento, o risultino comunque necessarie per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. In tale ultimo caso deve esserne data previa comunicazione nei modi di cui all'articolo 7, commi 2 e 3 al Garante che vieta, con provvedimento motivato, la comunicazione o la diffusione se risultano violate le disposizioni della presente legge.
3. La comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di soggetti pubblici a privati o a enti pubblici economici sono ammesse solo se previste da norme di legge o di regolamento.
4. I criteri di organizzazione delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono attuati nel pieno rispetto delle disposizioni della presente legge.
Art. 28 Trasferimento di dati personali all'estero 1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio nazionale, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento deve essere previamente notificato al Garante, qualora sia diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea e ricorra uno dei casi individuati ai sensi dell'articolo 7, comma 1 (*).
2. Il trasferimento può avvenire soltanto dopo quindici giorni dalla data della notificazione; il termine è di venti giorni qualora il trasferimento riguardi taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24.
3. Il trasferimento è vietato qualora l'ordinamento dello Stato di destinazione o di transito dei dati non assicuri un livello di tutela delle persone adeguato. Sono valutate anche le modalità del trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalità, la natura dei dati e le misure di sicurezza.
4. Il trasferimento è comunque consentito qualora:
a) l'interessato abbia manifestato il proprio consenso espresso ovvero, se il trasferimento riguarda taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, in forma scritta; b) sia necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per l'esecuzione di misure precontrattuali adottate (*) su richiesta di quest'ultimo, ovvero per la conclusione o per l'esecuzione di un contratto stipulato a favore dell'interessato; c) sia necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante individuato con legge o con regolamento, ovvero specificato ai sensi degli articoli 22, comma 3, e 24, se il trasferimento riguarda taluno dei dati ivi previsti; d) sia necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 (*), o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento; e) sia necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in cui l'interessato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere; f) sia effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la materia; g) sia autorizzato dal Garante sulla base di adeguate garanzie per i diritti dell'interessato, prestate anche con un contratto, ovvero individuate dalla Commissione europea con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26, paragrafo 4, della direttiva n. 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995 (*); g-bis) il trattamento sia finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica e sia effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 31.
5. Contro il divieto di cui al comma 3 del presente articolo può essere proposta opposizione ai sensi dell'articolo 29, commi 6 e 7.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al trasferimento di dati personali effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità.
Le disposizioni di cui al successivo comma 7, sono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore delle modifiche apportate al regolamento di cui all'articolo 33, comma 3, in applicazione del comma 1 dell'articolo 7.
7. La notificazione di cui al comma 1 del presente articolo è effettuata ai sensi dell'articolo 7 ed è annotata in apposita sezione del registro previsto dall'articolo 31, comma 1, lettera a). La notificazione può essere effettuata con un unico atto unitamente a quella prevista dall'articolo 7.
Capo VI TUTELA AMMINISTRATIVA E GIURISDIZIONALE Art. 29 Tutela
1. I diritti di cui all'articolo 13, comma 1, possono essere fatti valere dinanzi all'autorità giudiziaria o con ricorso al Garante. Il ricorso al Garante non può essere proposto qualora, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, sia stata già adita l'autorità giudiziaria.
2. Salvi i casi in cui il decorso del termine esporrebbe taluno a pregiudizio imminente ed irreparabile, il ricorso al Garante può essere proposto solo dopo che siano decorsi cinque giorni dalla richiesta avanzata sul medesimo oggetto al responsabile. La presentazione del ricorso rende improponibile un'ulteriore domanda dinanzi all'autorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto.
3. Nel procedimento dinanzi al Garante il titolare, il responsabile e l'interessato hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e hanno facoltà di presentare memorie o documenti. Il Garante può disporre, anche d'ufficio, l'espletamento di perizie.
4. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare e al responsabile, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dell'interessato e assegnando un termine per la loro adozione. Il provvedimento è comunicato senza ritardo alle parti interessate, a cura dell'ufficio del Garante. La mancata pronuncia sul ricorso, decorsi trenta giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto.
5. Se la particolarità del caso lo richiede, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto o in parte di taluno dei dati ovvero l'immediata sospensione di una o più operazioni del trattamento. Il provvedimento cessa di avere ogni effetto se, entro i successivi venti giorni, non è adottata la decisione di cui al comma 4 ed è impugnabile unitamente a tale decisione.
6. Avverso il provvedimento espresso o il rigetto tacito di cui al comma 4, il titolare o l'interessato possono proporre opposizione al tribunale del luogo ove risiede il titolare, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento o dalla data del rigetto tacito. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento.
6-bis. Il decorso dei termini previsti dai commi 4, 5 e 6 è sospeso di diritto dal 1 al 30 agosto di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante tale periodo, l'inizio stesso è differito alla fine del periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussista il pregiudizio di cui al comma 2 e non preclude l'adozione dei provvedimenti di cui al comma 5.
7. Il tribunale provvede nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, anche in deroga al divieto di cui all'articolo 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato e), e può sospendere, a richiesta, l'esecuzione del provvedimento. Avverso il decreto del tribunale è ammesso unicamente il ricorso per cassazione.
8. Tutte le controversie, ivi comprese quelle inerenti al rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 22, comma 1, o che riguardano, comunque, l'applicazione della presente legge, sono di competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria.
9. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche nei casi di violazione dell'articolo 9.
Capo VII GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI Art. 30 Istituzione del Garante 1. È istituito il Garante per la protezione dei dati personali.
2. Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.
3. Il Garante è organo collegiale costituito da quattro membri, eletti due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato. Essi eleggono nel loro ambito un presidente, il cui voto prevale in caso di parità. I membri sono scelti tra persone che assicurino indipendenza e che siano esperti di riconosciuta competenza nelle materie del diritto o dell'informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni.
4. Il presidente e i membri durano in carica quattro anni e non possono essere confermati per più di una volta; per tutta la durata dell'incarico il presidente e i membri non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire cariche elettive.
5. All'atto dell'accettazione della nomina il presidente e i membri sono collocati fuori ruolo se dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attività di servizio; se professori universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni. Il personale collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito.
6. Al presidente compete una indennità di funzione non eccedente, nel massimo, la retribuzione spettante al primo presidente della Corte di cassazione. Ai membri compete un'indennità di funzione non eccedente, nel massimo, i due terzi di quella spettante al presidente. Le predette indennità di funzione sono determinate, con il regolamento di cui all'articolo 33, comma 3, in misura tale da poter essere corrisposte a carico degli ordinari stanziamenti.
Art. 31 Compiti del garante 1. Il Garante ha il compito di:
a) istituire e tenere un registro generale dei trattamenti sulla base delle notificazioni ricevute; b) controllare se i trattamenti sono effettuati nel rispetto delle norme di legge e di regolamento e in conformità alla notificazione; c) segnalare ai relativi titolari o responsabili le modificazioni necessarie o opportune (*) al fine di rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti; d) ricevere le segnalazioni ed i reclami degli interessati o delle associazioni che li rappresentano, relativi ad inosservanze di legge o di regolamento, e provvedere sui ricorsi presentati ai sensi dell'articolo 29; e) adottare i provvedimenti previsti dalla legge o dai regolamenti; f) vigilare sui casi di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento; g) denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili d'ufficio, dei quali viene a conoscenza nell'esercizio o a causa delle sue funzioni; h) promuovere nell'ambito delle categorie interessate, nell'osservanza del principio di rappresentatività, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, verificarne la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l'esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuire a garantirne la diffusione e il rispetto;
i) curare la conoscenza tra il pubblico delle norme che regolano la materia e delle relative finalità, nonché delle misure di sicurezza dei dati di cui all'articolo 15; l) vietare, in tutto o in parte, il trattamento dei dati o disporne il blocco se il trattamento risulta illecito o non corretto anche per effetto della mancata adozione delle misure necessarie di cui alla lettera c), oppure (*) quando, in considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalità del trattamento o degli effetti che esso può determinare, vi è il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o più interessati;
m) segnalare al Governo l'opportunità di provvedimenti normativi richiesti dall'evoluzione del settore; n) predisporre annualmente una relazione sull'attività svolta e sullo stato di attuazione della presente legge, che è trasmessa al Parlamento e al Governo entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce; o) curare l'attività di assistenza indicata nel capitolo IV della Convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98, quale autorità designata ai fini della cooperazione tra Stati ai sensi dell'articolo 13 della Convenzione medesima; p) esercitare il controllo sui trattamenti di cui all'articolo 4 e verificare, anche su richiesta dell'interessato, se rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge o dai regolamenti.
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun ministro consultano il Garante all'atto della predisposizione delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di incidere sulle materie disciplinate dalla presente legge.
3. Il registro di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo, è tenuto nei modi di cui all'articolo 33, comma 5. Entro il termine di un anno dalla data della sua istituzione, il Garante promuove opportune intese con le province ed eventualmente con altre pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la consultazione del registro mediante almeno un terminale dislocato su base provinciale, preferibilmente nell'ambito dell'ufficio per le relazioni con il pubblico di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
4. Contro il divieto di cui al comma 1, lettera l), del presente articolo, può essere proposta opposizione ai sensi dell'articolo 29, commi 6 e 7.
5. Il Garante e l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione cooperano tra loro nello svolgimento dei rispettivi compiti; a tal fine, invitano il presidente o un suo delegato membro dell'altro organo a partecipare alle riunioni prendendo parte alla discussione di argomenti di comune interesse iscritti all'ordine del giorno; possono richiedere, altresì, la collaborazione di personale specializzato addetto all'altro organo.
6. Le disposizioni del comma 5 si applicano anche nei rapporti tra il Garante e le autorità di vigilanza competenti per il settore creditizio, per le attività assicurative e per la radiodiffusione e l'editoria.
Art. 32 Accertamenti e controlli 1. Per l'espletamento dei propri compiti il Garante può richiedere al responsabile, al titolare, all'interessato o anche a terzi di fornire informazioni e di esibire documenti.
2. Il Garante, qualora ne ricorra la necessità ai fini del controllo del rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali, può disporre accessi alle banche di dati o altre ispezioni e verifiche nei luoghi ove si svolge il trattamento o nei quali occorre effettuare rilevazioni comunque utili al medesimo controllo, avvalendosi, ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato.
3. Gli accertamenti di cui al comma 2 sono disposti previa autorizzazione del presidente del tribunale competente per territorio in relazione al luogo dell'accertamento, il quale provvede senza ritardo sulla richiesta del Garante, con decreto motivato; le relative modalità di svolgimento sono individuate con il regolamento di cui all'articolo 33, comma 3.
4. I soggetti interessati agli accertamenti sono tenuti a farli eseguire.
5. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 220 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.
6. Per i trattamenti di cui agli articoli 4 e 14, comma 1, gli accertamenti sono effettuati per il tramite di un membro designato dal Garante. Se il trattamento non ri
pubblicato il 12/09/2005

A seguito di queste novità, e delle connesse difficoltà interpretative e applicative segnalate dai medici, è stato istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare per chiarire le problematiche insorte nella prescrizione delle statine in regime di SSN.
In particolare si è ritenuto di esaminare alcuni quesiti e contesti critici, emersi nell’ambito della medicina generale, con l’obiettivo di formulare delle linee di indirizzo, da adottarsi a livello regionale, di facile impiego per i medici di famiglia.
Il gruppo di lavoro, coordinato da un medico di medicina generale e composto da cardiologi, lipidologi, geriatri, endocrinologi, medici di direzione sanitaria, epidemiologi e farmacisti, ha esaminato le criticità segnalate riconducendo i quesiti posti a possibili scenari clinici.?Si allega pertanto il documento “Criteri di interpretazione della nota AIFA n.13”, approvato dalla Commissione regionale del Farmaco (CRF) nella seduta del 21 maggio 2005.
Tenuto conto del limitato numero di centri operanti nel territorio regionale per la diagnosi di alcune forme di dislipidemie familiari, e quindi dei possibili tempi prolungati per la definizione di una diagnosi certa, si ritiene possibile la prescrizione in regime di SSN dei farmaci di cui alla nota 13, in favore dei pazienti ai quali viene formulata un’ipotesi diagnostica di dislipidemia familiare, anche nel periodo che precede la conclusione del necessario iter diagnostico.
Si ricorda che il Piano Nazionale della Prevenzione per il triennio 2005-2007, incluso nell’Intesa Stato, Regioni e Province autonome del 23 marzo 2005, ha tra i propri campi d’azione anche la prevenzione della patologia cardiovascolare. Considerato che in questo ambito si inserisce il progetto ministeriale specifico, previsto nell’Intesa di cui sopra, che propone la diffusione delle carte del rischio cardiovascolare le Aziende sanitarie attiveranno, entro il 2005, programmi di formazione, rivolti ai medici, in tema di applicazione nella pratica clinica della nota AIFA n. 13 e di identificazione del rischio cardiovascolare globale attraverso l’impiego delle carte del rischio.
Si prega di rendere disponibile il documento a tutti i medici di medicinale generale, pediatri di libera scelta e a tutti gli specialisti coinvolti nella prevenzione cardiovascolare.
pubblicato il 12/09/2005

ORDINANZA 6-13 FEBBRAIO 1995?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Impedimento alla contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi - Asserita disparità di?trattamento rispetto ai medici laureati in epoca precedente, autorizzati (in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n.100 del 1989) a mantenere la doppia iscrizione, con conseguente possibilità di essere parificati ai medici specialisti in odontoiatria - Manifesta inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1;?- Costituzione, art. 3?Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà?di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri ai fini dell'esercizio dell'attività di odontoiatra - Termine?di decadenza fissato al 31 dicembre 1991 - Esercizio dell'opzione condizionato dal conseguimento?dell'abilitazione professionale in odontoiatria in epoca anteriore - Asserita irragionevolezza - Manifesta?inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1?- Costituzione, art. 3?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - Norme censurate - Compatibilità con la disciplina?comunitaria emanata in materia - Verifica da parte del giudice a quo - Necessità, ai fini della valutazione?sulla rilevanza della questione.?-Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Francesco Paolo CASAVOLA; Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio?BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI,?dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI, prof.?Fernando SANTOSUOSSO, avv.Massimo VARI, dott. Cesare RUPERTO, dott. Riccardo CHIEPPA;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 31ottobre 1988, n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), promossi con?le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 ottobre 1993 dal Tribunale di Salerno nel procedimento civile vertente tra?Sisalli Roberto e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Salerno iscritta?al n. 533 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39,?prima serie speciale, dell'anno 1994;?2) 2) ordinanza emessa il 15 aprile 1994 dal Tribunale di Verona nel procedimento civile vertente tra?Marchesini Annamaria e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Verona?Ordinanza 38/1995?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente CASAVOLA Relatore CAIANIELLO?Camera di Consiglio del 25/01/1995 Decisione del 06/02/1995?Deposito del 13/02/1995 Pubblicazione in G.U. 22/02/1995?Ordinanze di rimessione 533/1994 – 563/1994?Massime: 21226 - 21227?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?iscritta al n. 563 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica?n. 40, prima serie speciale, dell'anno 1994.?Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;?Udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 1995 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Ritenuto che nel corso di un giudizio, instaurato da un medico chirurgo per la dichiarazione del suo?diritto ad ottenere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri, conservando nel contempo l'iscrizione all'albo?dei medici chirurghi, il Tribunale di Salerno, con ordinanza emessa il 12 ottobre 1993, ma pervenuta alla?Corte il 2 agosto 1994 (reg. ord. n. 533 del 1994), ha sollevato, in riferimento all'art.3 della Costituzione,?questione di legittimità costituzionale dell'art.1 della legge 31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), che, prevedendo?per i laureati in medicina e chirurgia, immatricolati al relativo corso di laurea negli anni dal 1980-81 fino al?1984-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri entro un determinato periodo di tempo,?impedendo loro la contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi, determinerebbe un'evidente?disparità di trattamento rispetto ai medici che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28?gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della professione medica, sono stati, in virtù della sentenza n.100 del?1989 di questa Corte, autorizzati a mantenere la doppia iscrizione e a richiedere senza limiti di tempo la?iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo dei medici chirurghi, in ciò parificati ai?medici specialisti in odontoiatria;?che, nel corso di altro giudizio, il Tribunale di Verona con ordinanza del 15 aprile 1994 (reg. ord. n.563 del?1994) ha sollevato questione di legittimità costituzionale del medesimo art.1 della legge 471 del 1988, "nella?parte in cui sottopone al termine di decadenza del 31 dicembre 1991 la facoltà dei laureati in medicina e?chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 di optare per l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri ai?fini dell'esercizio dell'attività di cui all'art. 2 della legge 24 luglio 1985 n. 409" (ovverosia della professione di?odontoiatra);?che nella seconda ordinanza si sostiene che la fattispecie oggetto del giudizio è diversa da quella decisa?con la sentenza n.100 del 1989, giacchè sarebbe addirittura di ostacolo alla facoltà di opzione la circostanza?del mancato conseguimento dell'abilitazione professionale - richiesta anch'essa dalla norma impugnata - in?epoca anteriore alla scadenza del termine del 31 dicembre 1991, con la conseguenza che l'attrice verrebbe?discriminata, in modo irragionevole rispetto ad altri soggetti, ai quali la legge riconosce un identico beneficio?in relazione ad una medesima situazione di fatto, subordinando poi "il concreto godimento del beneficio?all'esercizio di una opzione entro un determinato termine di decadenza", senza considerare che la?possibilità di esercizio dell'opzione può dipendere da circostanze del tutto estranee alla posizione di fatto?cui è ricollegato il beneficio e del tutto indipendenti dalla volontà del beneficiario;?che è intervenuto in entrambi i giudizi il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell'Avvocatura?generale dello Stato, richiamando le deduzioni esposte in analogo giudizio, conclusosi con l'ord. n.244 del?1994 di questa Corte nel senso della manifesta inammissibilità;?che in particolare la difesa dello Stato - dopo aver ricordato che la professione di dentista, separata ed?autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409 del 1985, emanata in?attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco riconoscimento dei?diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera prestazione dei servizi in?questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la Commissione delle?comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del Trattato, tuttora pendente?dinanzi alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo che "la Commissione contesta?che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate per il fatto di consentire, oltre i?limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 della direttiva 78/686/CEE, l'accesso alla professione di?dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa comunitaria, perchè in?possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di specializzazione)", per cui "questo stato?delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica della costituzionalità, ai sensi dell'art.3?della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio della facoltà di iscrizione all'albo degli?odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata;?Considerato che nella richiamata ordinanza n.244 del 1994, con la quale sono state decise questioni?identiche a quella ora sollevata dal Tribunale di Salerno (reg. ord. n. 533 del 1994), si osservò che nelle?ordinanze di rimessione mancava "ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al momento della?rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche l'Avvocatura?generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata con le?direttive comunitarie del Consiglio nn. 686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle comunità?europee n. L 233 del 24 agosto 1978)" e che "tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto?degli incidenti di costituzionalità, investe la rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 3?sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art. 23 della legge 11 marzo 1953 n. 87, pena l'inammissibilità delle?questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991, 450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987)";?che le medesime considerazioni devono essere svolte anche per quanto riguarda la questione sollevata?dal Tribunale di Verona (reg. ord. n. 563 del 1994) che investe la stessa norma legislativa, sotto un profilo?che - seppur relativo al tempo del conseguimento dell'abilitazione e quindi ad una circostanza?temporalmente precedente quella dell'esercizio del diritto di opzione ai fini dell'iscrizione all'albo -?presuppone in ogni caso che il giudice si faccia carico della compatibilità della norma di cui deve fare?applicazione con la disciplina comunitaria e quindi della operatività della stessa;?che, pertanto, mancando nell'ordinanza di rimessione ogni cenno di motivazione sul punto, la questione è?anch'essa manifestamente inammissibile;?Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale;?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge?31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Tribunale di Salerno (reg.?ord. n.533 del 1994) e dal Tribunale di Verona (reg. ord. n.563 del 1994) con le ordinanze indicate in?epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 febbraio 1995.?Il Presidente: CASAVOLA?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 13 febbraio 1995.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
pubblicato il 12/09/2005

ORDINANZA 9-16 GIUGNO 1994?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio 1980-1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Conseguente inibizione all'esercizio della professione di medico - Asserita disparità di trattamento, rispetto?ai medici, iscritti al corso di laurea e abilitati alla professione in epoca precedente, e rispetto ai medici specialisti in odontoiatria per i quali sussiste il diritto alla doppia iscrizione (agli albi degli odontoiatri e dei medici chirurghi) - Manifesta inammissibilità della questione, per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n.471, articolo unico;?- Costituzione, art. 3.?Rilevanza della questione - Compatibilità della norma impugnata con direttive comunitarie - Profilo relativo?alla operatività della norma - Diretta sua incidenza sulla rilevanza della questione.?- Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Gabriele PESCATORE;?Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv.Mauro?FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI, dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof.?Cesare MIRABELLI, prof. Fernando SANTOSUOSSO, avv. Massimo VARI, dott.Cesare RUPERTO;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31 ottobre 1988, n.471 (Norme?concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri),?promossi con le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 gennaio 1993 dal Pretore di Parma nel procedimento civile vertente tra?Manara Massimo e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Parma, iscritta al?n.127 del registro ordinanze 1993 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.14, prima?serie speciale, dell'anno 1993;?2) n. 3 ordinanze emesse il 20 ottobre 1993 dal Tribunale di Brescia nei procedimenti civili vertenti tra?Zuaboni Laura ed altra, Sidari Giuseppe ed altri, Pizzamiglio Giovanna e l'Ordine dei medici e chirurghi?e degli odontoiatri della provincia di Brescia, iscritte ai nn. 68, 69 e 70 del registro ordinanze 1994 e?pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.11, prima serie speciale, dell'anno 1994;?Visto l'atto di costituzione di Pizzamiglio Giovanna nonchè gli atti di intervento del Presidente del Consiglio?dei ministri;?Udito nell'udienza pubblica del 10 maggio 1994 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Uditi gli avvocati Cesare Trebeschi e Fausto Cordiano per Pizzamiglio Giovanna e l'Avvocato dello Stato?Pier Giorgio Ferri per il Presidente del Consiglio dei ministri;?Ritenuto che, nel corso di un procedimento ex art. 700 del codice di procedura civile, promosso per?l'accertamento del diritto del ricorrente di rimanere iscritto sia all'albo dei medici chirurghi che a quello degli?Ordinanza 244/1994?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente PESCATORE Relatore CAIANIELLO?Udienza Pubblica del 10/051994 Decisione del 09/06/1994?Deposito del 16/06/1994 Pubblicazione in G.U. 22/06/1994?Ordinanze di rimessione 127/1993 – 68/1994 – 69/1994 – 70/1994?Massime: 20369 - 20383?Corte Costituzionale - Ordinanza 16 Giugno 1994, n.244?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?odontoiatri senza esercitare alcuna opzione per l'uno o per l'altro, il Pretore di Parma ha sollevato, in?riferimento all'art.3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31?ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri) che prevede, per i laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio?1980-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, con la conseguenza di impedire?l'esercizio della professione di medico per chi chieda l'iscrizione a quell'albo;?che ad avviso del giudice a quo ciò determinerebbe un'evidente disparità di trattamento rispetto ai medici?che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28 gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della?professione medica, possono richiedere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo?dei medici chirurghi (reg. ord. n. 127 del 1993);?che, nel corso di altri tre giudizi civili, promossi da soggetti abilitati alla professione di medico-chirurgo,?richiedenti l'accertamento del loro diritto ad essere iscritti (oltrechè nell'albo dei medici) anche nell'albo degli?odontoiatri, il Tribunale di Brescia, con ordinanze di identico tenore emesse il 20 ottobre 1993 (reg. ord. nn.?68, 69 e 70 del 1994), ha sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della?legge n.471 del 1988 per violazione dell'art.3 della Costituzione, in quanto la norma impugnata creerebbe?una ingiustificata disparità di trattamento tra medici chirurghi specialisti in odontoiatria, che possono essere?iscritti ad entrambi gli albi, e medici chirurghi non specialisti, che, "pur essendo riconosciuti idonei?all'esercizio dell'odontoiatria, debbono optare per l'iscrizione all'uno o all'altro albo";?che in uno di questi giudizi (reg. ord. n. 70 del 1994) si è costituita la parte privata, aderendo alle?considerazioni svolte nell'ordinanza di rimessione;?che negli ultimi tre giudizi (reg. ord. 68, 69 e 70 del 1994) è intervenuto il Presidente del Consiglio dei?Ministri, rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato, la quale - dopo aver ricordato che la professione?di dentista, separata ed autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409?del 1985, emanata in attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco?riconoscimento dei diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera?prestazione dei servizi in questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la?Commissione delle comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del?Trattato, tuttora pendente dinanze alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo?che "la Commissione contesta che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate?per il fatto di consentire, oltre i limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 dir. 78/686/CEE, l'accesso?alla professione di dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa?comunitaria, perchè in possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di?specializzazione)", per cui "questo stato delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica?della costituzionalità, ai sensi dell'art.3 della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio?della facoltà di iscrizione all'albo degli odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata.?Considerato che nelle ordinanze di rinvio manca ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al?momento della rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche?l'Avvocatura generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata?con le direttive comunitarie del Consiglio nn.686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle?comunità europee n. L 233 del 24 agosto 1978);?che tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto degli incidenti di costituzionalità, investe la?rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art.23 della?legge 11 marzo 1953 n.87, pena l'inammissibilità delle questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991,?450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987).?Visti gli artt.26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n.87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge?31 ottobre 1988 n.471(Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Pretore di Parma e dal?Tribunale di Brescia con le ordinanze indicate in epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 giugno 1994.?Il Presidente: PESCATORE?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 16 giugno 1994.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
pubblicato il 12/09/2005

SENTENZA 22 FEBBRAIO-9 MARZO 1989?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Sanitari - Odontoiatri - Medici chirurghi privi di specializzazione in odontoiatria ma abilitati ad esercitarla - Facoltà di chiedere l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri, mantenendo l'iscrizione nell'Albo dei medici chirurghi - Esclusione - Disparità di trattamento?rispetto ai medici chirurghi provvisti di specializzazione in odontoiatria - Illegittimità costituzionale in parte qua.?- Legge 25 luglio 1985, n. 409, artt. 4, 5 e 20.?- Costituzione, art. 3.?LA CORTE COSTITUZIONALE?Composta dai signori:?Presidente: dott. Francesco SAJA;?Giudici: prof. Giovanni CONSO, prof. Ettore GALLO, dott. Aldo CORASANITI, prof. Giuseppe BORZELLINO,?dott. Francesco GRECO, prof. Renato DELL'ANDRO, prof. Gabriele PESCATORE, avv. Ugo SPAGNOLI,?prof. Francesco Paolo CASAVOLA, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro?FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI;?ha pronunciato la seguente?SENTENZA?nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della l. 24 luglio 1985, n.409 Istituzione della?professione sanitaria di odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione?di servizi da parte dei dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee), promosso con ordinanza?emessa il 10 luglio 1987 dal Tribunale di Verona nei procedimenti riuniti vertenti tra Quintarelli Giuseppe?ed altri e l'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Verona, iscritta al n.365 del registro?ordinanze 1988 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.42, prima serie speciale, dell'anno?1988;?Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;?Udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 1989 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Ritenuto in fatto?1. - Nel corso di un giudizio volto ad accertare la sussistenza in capo agli attori del diritto a mantenere la?propria iscrizione all'Albo provinciale dei medici-chirurghi, il Tribunale di Verona, con ordinanza in data 10?luglio 1987 (Reg. ord. n. 365 del 1988), ha sollevato, in riferimento agli artt.3, 4, 33, comma 5 della?Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985 n.409?Istituzione della professione sanitaria di odontoiatra e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla?libera prestazione di servizi da parte dei dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee).?Le prime due disposizioni censurate prevedono la possibilità di iscrizione al nuovo Albo professionale degli?odontoiatri per i laureati in odontoiatria e protesi dentaria, e per i laureati in medicina e chirurgia in possesso?di specializzazione in odontoiatria, e ne sanciscono l'incompatibilità con l'iscrizione a qualsiasi altro Albo?Sentenza 100/1989?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente SAJA Relatore CAIANIELLO?Camera di Consiglio del 25/01/1989 Decisione del 22/02/1989?Deposito del 09/03/1989 Pubblicazione in G.U. 15/03/1989?Ordinanze di rimessione 365/1988?Massime: 12864?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?professionale, salvo che per i laureati in medicina e chirurgia che siano in possesso di diploma di?specializzazione nel campo odontoiatrico, che possono essere iscritti anche all'Albo dei medici chirurghi.?La terza delle norme impugnate prevede, invece, per i laureati in medicina e chirurgia iscritti al relativo?corso di laurea anteriormente al 28 gennaio 1980, privi di specializzazione ma abilitati all'esercizio?professionale, la facoltà di optare, nel termine di cinque anni, per l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri.?Il giudice a quo ritiene che le disposizioni censurate:?a) diano luogo ad un'evidente disparità di trattamento tra medici generici che, volendo continuare ad?esercitare la professione di odontoiatria, perdono l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi, e medici?specialisti che invece possono mantenerla;?b) violino il principio della libertà di scelta, per i medici non specialisti, della propria attività lavorativa (art.4?della Costituzione) attraverso la potenziale perdita dell'abilitazione già da tempo acquisita) a prestare?attività medica generica, negando, peraltro, in violazione dell'art.33, comma quinto, della Costituzione,?ogni concreto valore all'abilitazione professionale conseguita.?2. - Non si sono costituite le parti ma è intervenuta l'Avvocatura Generale dello Stato eccependo, in via?preliminare, l'inammissibilità delle questioni per difetto di motivazione sulla rilevanza. Dall'atto di rimessione,?infatti, non risulterebbe in quale modo le norme impugnate possano incidere sulla definizione del giudizio a?quo, nè quale sia la posizione professionale rivestita dagli attori.?Le questioni sarebbero poi inammissibili anche perchè, con esse, si richiederebbe sostanzialmente alla?Corte di integrare la legge prevedendo un'ulteriore particolare categoria di medici aventi diritto a svolgere?attività odontoiatra, e cioè quella di coloro che l'abbiano già svolta senza essere in possesso della relativa?specializzazione. Tale integrazione - almenochè non si voglia ammettere indistintamente tutti i medici?generici a svolgere attività di odontoiatra (così sovvertendo però la volontà espressa dal Parlamento nel?senso della separazione delle due professioni) - richiederebbe l'individuazione e la specificazione di elementi?rimessi all'esclusiva discrezionalità del legislatore.?Nel merito,le questioni risulterebbero comunque infondate. È di tutta evidenza infatti che non può postularsi?parità di trattamento tra categorie del tutto differenziate quali sono quella dei medici chirurghi specializzati in?odontoiatria e quella di chi non abbia tale specializzazione, mentre, per quanto concerne la lamentata?violazione dell'art.4 della Costituzione, l'Avvocatura osserva che le norme impugnate non comprimono il?diritto dei medici generici (a continuare) a svolgere attività dentistica, anche se la nuova regolamentazione?dell'odontoiatria, quale attività professionale autonoma, non poteva non comportare una più rigorosa?determinazione dei requisiti necessari ad esercitarla.?Non sarebbe infine sostenibile una violazione dell'art.33 della Costituzione dal momento che gli attori?pretendono la contemporanea iscrizione in due Albi professionali pur avendo titoli che giustificano?l'iscrizione ad uno solo di essi.?Considerato in diritto?1. - È stata sollevata in riferimento agli artt.3, 4, 33, comma quinto, della Costituzione, questione di legittimità?costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985, n.409 (Istituzione della professione sanitaria di?odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi da parte dei?dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee), in base ai quali è prevista, per i laureati in?medicina e chirurgia iscritti al relativo corso di laurea anteriormente al 28 gennaio 1980, privi di?specializzazione ma abilitati all'esercizio professionale, la facoltà di optare, nel termine di cinque anni, per?l'iscrizione all'albo degli odontoiatri istituito con la legge citata, perdendo il diritto alla contemporanea?iscrizione all'albo dei medici chirurghi.?Si sostiene dal giudice a quo che le disposizioni censurate danno luogo ad una evidente disparità di?trattamento (art.3 della Costituzione) tra i medici generici - che, volendo esercitare la professione di?odontoiatra, optino per l'iscrizione al relativo albo professionale, perdendo così (come previsto dal combinato?disposto degli artt.4 e 5 della legge istitutiva della professione sanitaria di odontoiatra) l'iscrizione all'albo?dei medici chirurghi - e i medici chirurghi specialisti in odontoiatria ai quali soltanto è consentito dall'art.5?della stessa legge di ottenere la doppia iscrizione.?Si soggiunge che risulterebbe anche violato, nei confronti dei medici non specialisti in odontoiatria, il?principio della libertà di scelta della loro attività lavorativa (art.4 della Costituzione), attraverso la potenziale?perdita dell'abilitazione (già acquisita) a prestare l'attività medica in generale, negandosi così, in violazione?dell'art.33, comma quinto, della Costituzione, ogni concreto valore all'abilitazione professionale conseguita.?2. - Va preliminarmente disattesa l'eccezione di inammissibilità dedotta dall'Avvocatura generale dello Stato,?in quanto, diversamente da quanto eccepito, dal contesto dell'ordinanza di rimessione appare?sufficientemente motivato il punto della rilevanza delle questioni sollevate rispetto alla definizione del giudizio?a quo.?Parimenti infondata è l'altra eccezione di inammissibilità, basata sulla considerazione che l'ordinanza?tenderebbe ad un intervento integrativo di questa Corte, preclusole della difficoltà di individuare - a?differenza che per i medici specialisti - i criteri in base ai quali concedere a quelli non specialisti di?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 3?esercitare la professione di odontoiatra: a meno di non consentire a tutti i medici chirurghi non specialisti di?svolgere entrambe le attività, cioè quella di medico chirurgo e quella di odontoiatra, il che equivarrebbe ad?un radicale capovolgimento della volontà espressa dal Parlamento nel senso della separazione delle due?professioni.?L'eccezione muove da una errata interpretazione dell'ordinanza di rimessione perchè questa tende non già?ad ottenere che i medici chirurghi iscritti al relativo albo professionale siano ammessi alla iscrizione nell'albo?degli odontoiatri - il che renderebbe influente il profilo dedotto dall'Avvocatura dello Stato circa?l'individuazione di tali criteri - ma prospetta la questione in termini esattamente opposti, in quanto tende a?conservare in capo a quei medici che, in virtù dei requisiti ben determinati dall'art.20, possono svolgere la?professione di odontoiatra la possibilità di rimanere iscritti al loro originario albo di appartenenza.?Rileva, difatti, il giudice a quo che, prima della entrata in vigore della legge del 1985, l'abilitazione alla?professione di medico-chirurgo dava di per sè titolo all'esercizio dell'odontoiatria non essendo all'uopo?richiesta la specializzazione in questa disciplina. Per effetto del combinato disposto delle disposizioni?denunciate i medici-chirurghi non specializzati, che già avevano titolo ad esercitare, assieme alla?professione di medico-chirurgo, anche l'odontoiatria, devono invece ora optare, ai fini dell'esercizio di?quest'ultima attività, per l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri, perdendo così il diritto - invece conservato ai?medici chirurghi specializzati in odontoiatria - a rimanere iscritti anche all'albo professionale dei medici?chirurghi.?L'eccezione di inammissibilità va dunque disattesa in quanto, la soluzione della questione non richiede, da?parte di questa Corte, la preventiva individuazione, ai fini dell'iscrizione all'albo, dei criteri per la?determinazione dei relativi requisiti, essendo essi già ben determinati dalla legge.?3.1. - La questione, sollevata in riferimento all'art.3 della Costituzione è fondata.?In proposito va ribadito che prima della legge 24 luglio 1985, n.409, la professione di medico chirurgo e?quindi l'iscrizione al relativo albo, consentiva di per sè l'esercizio della odontoiatria, ai sensi del regio decreto?legge 16 ottobre 1924, n.1755, convertito nella legge 21 marzo 1926, n.597, non essendo all'uopo richiesta?apposita specializzazione, che pur poteva all'epoca conseguirsi dopo la laurea.?La legge n.409 del 1985, nell'istituire la professione sanitaria di odontoiatria, nonchè il relativo albo?professionale (artt.1 e 4), ha previsto che a quest'ultimo possano iscriversi quanti sono in possesso della?laurea in odontoiatria e protesi dentaria (istituita con il decreto del presidente della Repubblica 28 febbraio?1980, n.135) e della relativa abilitazione all'esercizio professionale, conseguita a seguito di superamento di?apposito esame di Stato, nonchè i laureati in medicina e chirurgia, anch'essi abilitati all'esercizio?professionale e in possesso del diploma di specializzazione in campo odontoiatrico. Ma l'iscrizione all'albo?degli odontoiatri e l'esercizio della relativa attività professionale è, altresì, consentita (come si è già rilevato?nell'esaminare l'eccezione di inammissibilità), seppure, in via transitoria, e cioè "nella prima applicazione"?della legge in parola, anche ai laureati in medicina e chirurgia iscritti al relativo corso di laurea anteriormente?al 28 gennaio 1980, abilitati all'esercizio della professione di medico-chirurgo, purchè optino per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge (art. 20).?L'iscrizione all'albo degli odontoiatri è incompatibile con l'iscrizione ad altro albo professionale (art.4, terzo?comma), salvo che per i laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio della professione di medicochirurgo,?ed in possesso di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico, ai quali è consentito?(art.5) di mantenere, contemporaneamente all'iscrizione all'albo degli odontoiatri, quella all'albo dei medicichirurghi.?È dunque dal combinato disposto delle disposizioni testè illustrate della legge n.409 del 1985 che si ricava,?per i medici-chirurghi iscritti al relativo corso di laurea prima del 28 gennaio 1980, che siano abilitati?all'esercizio professionale in medicina e chirurgia ed optino per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri entro?cinque anni dalla entrata in vigore della legge in esame, l'incompatibilità con l'iscrizione all'albo dei medicichirurghi.?3.2. - Il contrasto con il principio di eguaglianza delle disposizioni da cui deriva tale incompatibilità appare?evidente allorchè si raffronti la situazione dei medici chirurghi non specialisti, iscritti al corso di laurea in?medicina e chirurgia prima del 23 gennaio 1980 (ed in quanto tali ritenuti idonei dalla stessa legge del?1985 ad esercitare l'odontoiatria), con la situazione che riguarda i medici chirurghi specialisti, dovendosi?considerare che, prima della entrata in vigore della legge del 1985, che ha separato le due professioni, la?sola abilitazione in medicina e chirurgia dava titolo alla iscrizione all'unico albo professionale allora previsto,?autorizzando anche all'esercizio dell'odontoiatria, indipendentemente dal possesso della relativa?specializzazione. Nell'istituire nel 1985 l'albo separato degli odontoiatri con una disciplina che prevede "a?regime", per il futuro, l'iscrivibilità dei medici-chirurghi solo se forniti di specializzazione in odontoiatria, il?legislatore si è preoccupato di salvaguardare "nella prima applicazione della legge" le situazioni pregresse,?prendendo in considerazione (art.20, legge cit.) i medici che si fossero iscritti al corso di laurea in medicina e?chirurgia prima della istituzione, nel 1980, di quello in odontoiatria. La legge ha quindi riconosciuto il?permanere della loro idoneità ad esercitare la professione di odontoiatra, idoneità che non poteva non?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 4?riconoscere senza incorrere nell'ingiustificata lesione di un diritto (all'esercizio di una attività professionale)?che già apparteneva a quei soggetti e che si sarebbe potuto sacrificare solo in presenza di esigenze?meritevoli di tutela nel bilanciamento dei contrapposti interessi.?Una volta effettuato quel riconoscimento e, quindi, parificata ai fini dell'iscrizione all'albo degli odontoiatri,?seppure in via transitoria (in quanto si tratta di una categoria di soggetti destinata ad esaurirsi nel tempo), la?categoria dei medici-chirurghi a quella dei laureati in odontoiatria e protesi dentaria e a quella dei medicichirurghi?specialisti, non trova alcuna valida giustificazione l'aver privato i primi, che si fossero iscritti?all'albo degli odontoiatri, di nuova istituzione, del diritto di continuare ad essere contemporaneamente iscritti?all'albo dei medici-chirurghi, come era loro consentito in virtù del solo titolo di laurea e della abilitazione?professionale conseguita.?Nè in proposito ha pregio la tesi, adombrata dalla Avvocatura generale dello Stato, secondo cui il divieto?della doppia iscrizione sarebbe giustificato dal disegno perseguito del legislatore di separare, dal momento?della entrata in vigore della legge istitutiva del nuovo albo, la professione di medico chirurgo da quella di?odontoiatra. Il legislatore ha, invece, mostrato di non seguire in assoluto questa linea, avendo, nell'art.5?della legge citata, previsto addirittura "a regime" la possibilità della doppia iscrizione per i medici specialisti?in odontoiatria, onde è certamente discriminatorio che i medici-chirurghi non specialisti, per poter continuare?ad esercitare una attività che fino a quel momento era loro consentita, debbano optare per l'iscrizione all'albo?degli odontoiatri entro cinque anni dalla entrata in vigore della legge, perdendo il diritto a mantenere?l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi.?3.3. - La diversità di trattamento fra le due categorie di medici chirurghi, cioè quelli specializzati nel campo?dell'odontoiatria e quelli non specializzati, non potrebbe neppure giustificarsi in relazione alla diversità delle?rispettive situazioni e cioè in base al possesso, da parte dei primi, del titolo di specializzazione di cui sono?invece sforniti i secondi. In proposito va rilevato che, una volta che la legge ha ritenuto la specializzazione?non indispensabile, sia pure per un periodo transitorio, ai fini dell'iscrizione dei medici chirurghi all'albo?degli odontoiatri - avendo equiparato ai medici specializzati quelli, di cui all'art.20 della legge, non muniti di?specializzazione - la diversità di trattamento consistente nella perdita della possibilità di iscrizione ai due?albi, non può essere giustificata, sulla base del mancato possesso della specializzazione in odontoiatria.?Difatti, per quel che riguarda l'esercizio della professione di medico chirurgo, il possesso o meno di tale?specializzazione è assolutamente ininfluente.?Appare quindi irrazionale la prescrizione legislativa secondo cui la mancanza della specializzazione in?odontoiatria incide sulla possibilità di mantenere l'iscrizione all'albo professionale dei medici chirurghi.?La disposizione sull'incompatibilità non può perciò ritenersi ispirata che dallo scopo di limitare l'attività?concorrenziale nel campo dell'odontoiatria, restringendo il numero degli esercenti tale professione, con una?previsione limitativa di un diritto appartenente, fino a quel momento, anche ai medici non specialisti, diritto?che costituisce la naturale esplicazione di facoltà che derivano dai titoli di laurea ed abilitanti posseduti.?Ma tale scopo, diretto a limitare la concorrenza, non può giustificare nè la discriminazione, nè comunque il?sacrificio di situazioni già acquisite, perchè, come è stato più volte ribadito da questa Corte (v. da ultimo?sentenza n.56 del 1989), il legislatore può incidere su situazioni pregresse sacrificando quelle di alcune?categorie di soggetti, sempre che ciò risulti plausibilmente ragionevole e conseguente, come si è osservato,?ad una equa valutazione dei contrapposti interessi.?Discende da tali considerazioni l'illegittimità costituzionale delle norme denunciate, perchè esse vengono a?privare - senza che sussista una ragione che plausibilmente le giustifichi - i soggetti indicati nell'art.20 del?diritto, già loro appartenente, di rimanere iscritti all'albo dei medici chirurghi, ove chiedano l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri per esercitare la relativa professione.?Consegue da ciò l'illegittimità costituzionale anche della norma la quale dispone che la richiesta?dell'iscrizione all'albo di nuova istituzione debba intervenire entro il termine di cinque anni dalla entrata in?vigore della legge.?Il termine finale poteva giustificarsi solo in quanto collegato all'opzione.?Ma, una volta esclusa l'incompatibilità per i soggetti in parola, l'iscrizione all'albo degli odontoiatri avviene?non per effetto di una opzione, bensì di una richiesta, questa, come tale, non può essere sottoposta a?termine quando, come nel caso in esame, sia collegata ad un'idoneità professionale già conseguita e?riconosciuta.?4. - L'accoglimento della questione di legittimità costituzionale in riferimento all'art.3 della Costituzione rende?superfluo l'esame dell'altra questione in riferimento agli artt.4 e 33, comma quinto, della Costituzione.?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt.4, 5 e 20 della legge 24 luglio 1985, n.409 (Istituzione della?professione sanitaria di odontoiatra e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione?Corte Costituzionale – Sentenza 9 Marzo 1989, n.100?www.omceo.me.it?Pag. n. 5?di servizi da parte dei dentisti cittadini di stati membri delle Comunità europee), nella parte in cui non?prevedono che i soggetti indicati nell'art.20, primo comma, ottenuta l'iscrizione all'albo degli odontoiatri,?possano contemporaneamente mantenere l'iscrizione all'albo dei medici chirurghi così come previsto per i?soggetti indicati nell'art.5, e nella parte in cui prevedono che i medesimi possano "optare" nel termine di?cinque anni per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, anzichè "chiedere" senza limite di tempo tale iscrizione.?Così deciso in Roma, nella Sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 1989.?Il Presidente: SAJA?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: MINELLI?Depositata in cancelleria il 9 marzo 1989.?Il direttore della cancelleria: MINELLI
pubblicato il 12/09/2005

I semestre 2005.
In attuazione di quanto previsto dalla Norma transitoria n.2 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo in data 23 marzo 2005 con intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni (ACN della medicina generale), nell'anno di entrata in vigore dell'Accordo per l'attribuzione degli incarichi si utilizzano i criteri di assegnazione e la graduatoria regionale già formulata sulla base del disposto del DPR 270/2000.
Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Bollettino i medici interessati potranno inoltrare alle Aziende USL domanda di partecipazione all’assegnazione degli incarichi - per trasferimento o per graduatoria o per entrambi - secondo i facsimile allegati (A - B) Possono concorrere al conferimento degli incarichi :
a) per trasferimento:
I medici che risultano già iscritti in uno degli elenchi dei medici convenzionati per l’assistenza primaria in una Azienda della Regione Emilia-Romagna, (da almeno due anni nel medesimo elenco di provenienza) e quelli inseriti in un elenco di assistenza primaria di altra Regione (da almeno quattro anni nel medesimo elenco di provenienza) ancorché non abbiano fatto domanda di inserimento nella graduatoria regionale, a condizione che, al momento dell’attribuzione del nuovo incarico, non svolgano altre attività a qualsiasi titolo nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, eccezion fatta per attività di continuità assistenziale.?La data cui fare riferimento per la maturazione degli anni necessari ad ottenere il trasferimento è quella riportata in calce nella sottoscrizione della domanda.?I trasferimenti sono possibili fino alla concorrenza di un terzo dei posti disponibili in ciascuna Azienda e i quozienti frazionali ottenuti nel calcolo si approssimano alla unità più vicina. In caso di disponibilità di un solo posto per questo può essere esercitato il diritto di trasferimento.??b) per graduatoria:
I medici iscritti nella graduatoria regionale per la medicina generale valevole per il 2005 (pubblicata sul BUR n. 71- parte terza, del 4 maggio 2005). Per l’assegnazione delle zone carenti - fatta salva l’assegnazione preliminare per trasferimento - la riserva è definita nel modo seguente:?- 67% a favore dei medici in possesso dell’attestato di formazione in medicina generale;?- 33 % a favore dei medici in possesso di titolo equipollente.?Gli aspiranti all’assegnazione degli ambiti territoriali carenti possono concorrere esclusivamente per una delle riserve di assegnazione.?Si fa presente che, ai sensi dell’art. 20 comma 16, DPR 270/00, il medico che accetta l’incarico per la copertura di zona carente è cancellato dalla graduatoria regionale vigente, ai soli fini del conferimento degli incarichi di assistenza primaria.
I medici già titolari di incarico di assistenza primaria possono partecipare alle procedure per la copertura delle zone carenti anche secondo graduatoria, qualora risultino inseriti nella graduatoria valevole per il 2005. Se il medico accetta il nuovo incarico, viene cancellato, comunque, dall’elenco di provenienza e pertanto non può acquisire ulteriori scelte, pur mantenendo il rapporto convenzionale con l’Azienda di provenienza fino al definitivo conferimento di incarico da parte dell’Azienda di destinazione. In caso di rinuncia o decadenza dall’incarico decade anche dal rapporto di convenzione con l’Azienda di appartenenza.
I punteggi previsti per la residenza nell’ambito territoriale dichiarato carente per il quale concorrono e/o nell’ambito della Regione Emilia-Romagna sono assegnati se il requisito della residenza risulta posseduto da almeno due anni antecedenti la scadenza del termine per la presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria regionale (la data di riferimento è il 31.1.2002) e mantenuto fino alla attribuzione dell’incarico.
?In base a quanto previsto dalla norma finale n. 2, ai medici già inseriti nella graduatoria regionale valevole per il 2005, che abbiano conseguito l’attestato di formazione specifica in Medicina Generale dopo la scadenza del termine di presentazione della domanda di inclusione in tale graduatoria (31.1.2004), è consentito, previa presentazione del titolo unitamente alla domanda, partecipare all’assegnazione delle zone carenti, nell’ambito della riserva di assegnazione prevista a favore dei medici in possesso dell’attestato, con l’attribuzione, in tale sede, del relativo punteggio per il possesso dell’attestato.?Secondo quanto previsto dall'art.3 del Dlgs 7 giugno 2000, n.168, i medici che, nei termini stabiliti per la presentazione della domanda per l’inclusione nella graduatoria regionale 2005, hanno autocertificato la frequenza del secondo anno del corso di formazione specifica in medicina generale 2001-2003, devono presentare il relativo diploma durante il periodo di validità della graduatoria regionale, unitamente alla domanda di assegnazione delle zone carenti. Il mancato conseguimento dell’attestato comporta la cancellazione dalla graduatoria regionale.
Le condizioni ed i requisiti di cui ai punti a) e b) devono permanere fino all'assegnazione degli incarichi.
Le Aziende USL provvedono alla convocazione dei medici per l’assegnazione degli incarichi mediante Raccomandata A.R. o telegramma, secondo le modalità di cui all’art.20 del DPR 270/2000. Nessuna responsabilità è posta in capo alle ASL relativamente al mancato ritiro della raccomandata in tempo utile.
Avvertenze
I medici che, negli ultimi due anni antecedenti la scadenza del termine per la presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria regionale, sono stati convenzionati in altro ambito territoriale e non hanno cambiato la residenza, secondo gli obblighi convenzionali, non possono avvalersi della possibilità di fruire del punteggio aggiuntivo di 5 punti in occasione di loro eventuale partecipazione alla copertura di zone carenti riguardanti il Comune in cui abbiano conservato la residenza anagrafica.
Le graduatorie predisposte dalle Aziende USL saranno rese pubbliche mediante affissione all’Albo dell’Azienda.
Ai sensi dell’art.13 del D. Lgs 30 giugno 2003, n. 196 e in relazione ai dati personali richiesti si informa che tali dati verranno trattati esclusivamente per le finalità per le quali sono stati acquisiti.

?AZIENDE UNITA’ SANITARIE LOCALI?Zone carenti di assistenza primaria n. zone carenti ?AZIENDA USL DI PIACENZA?Dipartimento Cure Primarie?C.so Vittorio Emanuele, 169 - 29100 Piacenza DISTRETTO VAL TIDONE?-Ambito territoriale n.1 (Comuni di Castel S. Giovanni, Sarmato) 2 ?(con obbligo di apertura nel Comune di Castel S. Giovanni) ?DISTRETTO URBANO?-Ambito territoriale n.1 (Comuni di Piacenza e Gossolengo) 3 ?di cui:?1 con obbligo apertura Comune di Piacenza - Circoscr. n.3?2 con obbligo apertura Comune di Piacenza - Circoscr. n.4??DISTRETTO VAL D’ARDA?-Ambito territoriale n.1 ?(Comuni di Alseno, Fiorenzuola, Cadeo, Pontenure) 3?di cui:?1 con obbligo di apertura nel Comune di Alseno ?1 con obbligo di apertura nel Comune di Cadeo ?1 con obbligo di apertura nel Comune di Pontenure ??- Ambito territoriale n.3 (Comuni di Carpaneto P.no, Gropparello) 1?( con obbligo di apertura nel Comune di Carpaneto P.no) ?-Ambito territoriale n.5 ?(Comuni di Besenzone, Cortemaggiore, San Pietro in Cerro, Villanova?sull’Arda) con apertura di ambulatorio a scelta fra i Comuni di?Besenzone e San Pietro in Cerro 1 AZIENDA USL DI PARMA ?Strada del Quartiere, 2/A- 43100 Parma DISTRETTO DI PARMA?-Ambito territoriale: Comune di Colorno 1 DISTRETTO DI FIDENZA?-Ambito territoriale: Comune di San Secondo Parmense 1?-Ambito territoriale: Comuni di Polesine Parmense, Roccabianca e?Zibello, con apertura I ambulatorio a Roccabianca 1 ?AZIENDA USL DI REGGIO EMILIA?U.O. Rapporti Convenzionali?Via Amendola, 2 - 42100 Reggio Emilia DISTRETTO DI MONTECCHIO?-Comune di S.Polo 1 ?AZIENDA USL DI MODENA?Servizio CAAD - Via S.Giovanni del Cantone,23 - 41100 Modena DISTRETTO DI CARPI?-Comune di Carpi 3?-Comune di Novi 1?-Comune di Soliera 1 DISTRETTO DI MIRANDOLA?-Comune di Mirandola 1?-Ambito territoriale Comuni di Cavezzo - Medolla – S. Prospero 1?-Ambito territoriale Comuni di S.Felice-Camposanto 1 DISTRETTO DI MODENA?-Comune di Modena 1 DISTRETTO DI SASSUOLO?-Comune di Prignano sul Secchia 1 DISTRETTO DI VIGNOLA?- Comune di Vignola 2?- Comune di Spilamberto 1?- Comune di Castelnuovo Rangone 1 ?- Comune di Savignano sul Panaro 1?(con obbligo di apertura ambulatorio?in località Magazzino di Savignano sul Panaro) DISTRETTO DI CASTELFRANCO EMILIA?-Comune di S.Cesario sul Panaro 1?- Comune di Bomporto 1?- Comune di Ravarino 1 AZIENDA USL DI BOLOGNA ?Dipartimento Cure Primarie di Bologna?Via Montebello,6 - 40121 Bologna DISTRETTO DI S.LAZZARO DI SAVENA?- Ambito territoriale S.Lazzaro di Savena (con congruo orario?ambulatoriale in località Ponticella) 1 DISTRETTO DI PORRETTA TERME?-Ambito territoriale Comuni di: Vergato, Castel D'Aiano, 1?Grizzana Morandi ?DISTRETTO PIANURA OVEST?- Ambito territoriale: Comune di Sant'Agata Bolognese 1?- Ambito territoriale: Comune di Crevalcore 1?- Ambito territoriale: Comune di S.Giovanni in Persiceto 1 DISTRETTO PIANURA EST?- Ambito territoriale: Comune di Minerbio 1?- Ambito territoriale: Comune di Budrio 1 AZIENDA USL DI FERRARA DISTRETTO OVEST?- Ambito territoriale: Comuni di Sant'Agostino e Mirabello 1 ?AZIENDA USL DI RAVENNA?Distretto di Ravenna - Ufficio Convenzioni Mediche?Via Fiume Abbandonato, 134 - 48100 Ravenna DISTRETTO DI RAVENNA?- Comune di Ravenna - Circoscrizione di Mezzano 1?- Comune di Russi 2 DISTRETTO DI LUGO?- Comune di Conselice 1 AZIENDA USL DI FORLI’?U.O. Attività Sanitaria di Cure Primarie?Via Oberdan , 11 - 47100 Forlì -Ambito territoriale: Comune di Forlì 1?- Ambito territoriale "Basso Bidente: Comuni di Forlimpopoli e 2?Bertinoro di cui:?1 con obbligo apertura ambulatorio a Forlimpopoli?1 con obbligo apertura ambulatorio a Bertinoro?- Ambito territoriale: Comune di Meldola 2?- Ambito territoriale "Alto Bidente": Comuni di S.Sofia, Galeata e?Civitella 1 AZIENDA USL DI RIMINI ?Ufficio Interdistrettuale Convenzioni Mediche?Distretto di Rimini?Via Coriano,38 - 47900 Rimini DISTRETTO DI RIMINI?- Ambito territoriale: Comune di Rimini 1?- Ambito territoriale: Comuni di Santarcangelo, Poggio Berni 1?e Torriana??Il Responsabile del Servizio ?Politica del Farmaco e Medicina Generale?( Cristina Malvi)

BOLLO (€ 11,00) Allegato A RACCOMANDATA A.R.

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL’ASSEGNAZIONE DI INCARICHI NELLE ZONE CARENTI DI ASSISTENZA PRIMARIA?(per trasferimento) ?Azienda USL di................................................................?........................................................................................?(riportare l’indirizzo indicato nell’elenco delle zone carenti) ?Il sottoscritto Dr...................................................nato a...............................il...................
residente a...........................................prov.........Via..........................................................
CAP...............tel………….....iscritto all’Ordine dei Medici di....………………………??titolare di incarico a tempo indeterminato per l’assistenza primaria FA DOMANDA DI TRASFERIMENTO secondo quanto previsto dalla norma transitoria n.2 dell'ACN della medicina generale e dall’art.20, comma 4, lett.a) del DPR 270/00 per l’assegnazione degli incarichi nelle zone carenti di assistenza primaria pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n.71 del 4 maggio 2005,come di seguito indicato:
Comune/Ambito............................................... Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito............................................... Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito............................................... Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito .............................................. Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito .............................................. Comune/Ambito................…………..
A tal fine, consapevole delle responsabilità amministrative e penali conseguenti a dichiarazioni mendaci, così come previsto dall’art.76 del DPR 445/2000, ai sensi degli artt. 46 e 47del DPR 445/00:
DICHIARA
a) di essere titolare di incarico a tempo indeterminato di assistenza primaria dal.................................................... con anzianità complessiva pari a mesi..................(1) (detratti i periodi di eventuale cessazione dell’incarico);?b) di essere attualmente iscritto nell’elenco dei medici di assistenza primaria dell’ASL ?di……………Comune di……………………. …Regione………………………….?dal…………………….(1)?c) di svolgere/non svolgere altra attività a qualsiasi titolo nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, eccezion fatta per attività di continuità assistenziale (in caso affermativo specificare il tipo di attività) …………………………………………….?d) di avere/non avere presentato domanda in altre Aziende USL (specificare) ………………………………………………………………………… Dichiara che le notizie soprariportate corrispondono al vero L’atto sostitutivo di notorietà per l’accertamento di eventuali posizioni di incompatibilità è rimandato al momento dell’eventuale conferimento di incarico.
Chiede che ogni comunicazione in merito venga inviata al seguente indirizzo:
.....................................................................................................................
?Data Firma (2)?............................ ......................................................... ??(1) - Per accelerare le procedure di controllo sulla veridicità delle dichiarazioni, il medico può trasmettere una copia fotostatica, anche non autenticata, del/i certificato/i di servizio di cui sia in possesso.?(2) - La sottoscrizione di tale dichiarazione non è soggetta ad autenticazione ove sia apposta in presenza del funzionario competente a ricevere la documentazione ovvero sia presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di identità del sottoscrittore (art.38 del DPR 445/00).
?BOLLO(€ 11,00) Allegato B ?RACCOMANDATA A.R.
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL’ASSEGNAZIONE DI INCARICHI NELLE ZONE CARENTI DI ASSISTENZA PRIMARIA?(per graduatoria) ?Azienda USL di................................................................?........................................................................................?(riportare l’indirizzo indicato nell’elenco delle zone carenti) Il sottoscritto Dr...................................................nato a...............................il.....................
residente a...........................................prov.........Via.......................................................n. ….
CAP..........tel....................??inserito nella graduatoria unica regionale valevole per l’anno 2005 (pubblicata sul BUR n. 71 - parte terza, del 4 maggio 2005) FA DOMANDA secondo quanto previsto dalla norma transitoria n.2 dell'ACN della medicina generale e dall’art.20, comma 4, lett.b) del DPR 270/00 per l’assegnazione degli incarichi nelle zone carenti di assistenza primaria pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n.71 del 4 maggio 2005 come di seguito indicato:
Comune/Ambito...............................................Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito...............................................Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito...............................................Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito ..............................................Comune/Ambito...................................
Comune/Ambito ..............................................Comune/Ambito...................................
A tal fine, consapevole delle responsabilità amministrative e penali conseguenti a dichiarazioni mendaci, così come previsto dall’art.76 del DPR 445/2000, dichiara ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000:
1. di essere residente nel Comune di……………………..…con decorrenza dal……………………………(giorno/mese/anno) (1);?-precedenti residenze:?- dal………………..al………………………Comune di………………………?- dal………………..al………………………Comune di………………………?- dal………………..al………………………Comune di………………………?- dal………………..al………………………Comune di………………………?2. di aver conseguito il diploma di laurea in data……………………con voto……….?3. di essere incluso nella graduatoria unica regionale valevole per il 2005 con punti…….?4. di essere/non essere in possesso del titolo di formazione specifica in medicina generale conseguito presso la Regione……………………..in data……………………….;(2) (3)?5. di essere/non essere titolare di incarico di Assistenza Primaria (3). In caso affermativo specificare: Azienda USL di ……………..….... Comune di ………………………… dal …………………;
Il sottoscritto chiede di poter accedere alla riserva di assegnazione come appresso indicato (barrare una sola casella; in caso di barratura di entrambe o in mancanza di indicazione della riserva prescelta la domanda non sarà valutata):
? riserva per i medici in possesso dell’attestato di formazione in medicina generale – (2) ?? riserva per i medici in possesso di titolo equipollente.
Dichiara inoltre:?? di non avere presentato domanda in altre Aziende USL?? di avere presentato domanda nelle seguenti Aziende USL:..............................................?..........................................................................................................................................?.........................................................................................................................................?Dichiara che le notizie soprariportate corrispondono al vero.
L’atto sostitutivo di notorietà per l’accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità è rimandato al momento dell’eventuale conferimento di incarico.
Chiede che ogni comunicazione in merito venga inviata al seguente indirizzo:
.....................................................................................................................
?Data Firma (4)?.................................. ......................................................... ?(1) – La residenza deve essere dichiarata almeno a decorrere dal 31.1.2002. La mancata indicazione nella domanda dei dati relativi alla residenza, comporta la non assegnazione dei punteggi aggiuntivi previsti dall’art.20, comma 7 del DPR 270/2000.?(2) – I medici inseriti in graduatoria che hanno conseguito l’attestato di formazione specifica in medicina generale dopo il 31.1.2004 devono allegare copia del titolo, con dichiarazione che lo stesso è conforme all’originale, al fine di partecipare alla riserva di assegnazione e per l’attribuzione del relativo punteggio. ?(3) – Cancellare la parte che non interessa.?(4) – La sottoscrizione di tale dichiarazione non è soggetta ad autenticazione ove sia apposta in presenza del funzionario competente a ricevere la documentazione ovvero sia presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di identità del sottoscrittore. (art.38 del DPR 445/00).

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