Comitato Vediamoci chiaro Imola - Lettera aperta ai Medici di Bologna e Ravenna: Invito a una riflessione a seguito dell'approvazione da parte della Regione Emilia - Romagna dell'ampliamento per sopraelevazione della discarica Tre Monti di Imola
pubblicato il 27/05/2017

Lettera aperta ai Medici di Bologna e Ravenna                                                                 Imola, 26 maggio 2017

Invito a una riflessione

 

A SEGUITO DELL’ APPROVAZIONE DA PARTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

DELL'AMPLIAMENTO PER SOPRAELEVAZIONE DELLA DISCARICA TRE MONTI DI IMOLA

 

Gent.mi tutti,

vorremmo portare alla vostra attenzione una tematica delicata che interessa la nostra città e che sta impegnando già da quasi due anni il nostro Comitato. Cittadini e Associazioni di Imola infatti, fortemente preoccupati per la propria salute, si sono mobilitati per fare chiarezza sullo stato di fatto della Discarica Tre Monti e del progetto relativo al suo ampliamento.

La preoccupazione dei componenti il comitato è conseguente al fatto che, malgrado siano ormai 40 gli anni di attività di smaltimento rifiuti nel sito, le autorità preposte non abbiano ancora attivato un adeguato piano di monitoraggio del livello di inquinamento e della salute dei residenti.

Alla luce dell'approvazione del progetto di ampliamento della discarica, il 10 marzo scorso è stato presentato un ricorso al T.A.R. contro le decisioni assunte dalla Regione Emilia-Romagna e da Arpae, citate in giudizio da Wwf Italia, Legambiente ImolaMedicina e Panda Imola. Al loro fianco anche privati cittadini che risiedono nei pressi della discarica, legittimati ad agire proprio in ragione di una temuta lesione del loro diritto alla salute, costituzionalmente garantito, e della salubrità dei luoghi di residenza, che l’ampliamento mette a repentaglio.

La tutela della salute è il filo rosso che percorre tutto il ricorso come anche tutta la nostra mobilitazione e, pertanto, ci sentiamo in dovere di coinvolgere nella nostra azione chi, con il proprio agire quotidiano, garantisce quotidianamente la tutela della nostra salute.

Ci chiediamo anche come mai, davanti a un caso così complesso, l'ASL di Imola sia stata così silente e non si sia preoccupata, in primis, di effettuare un'approfondita ANALISI EPIDEMIOLOGICA o di richiedere al proponente una seria Valutazione di Impatto Sanitario (V.I.S.).

Le motivazioni per farlo c'erano tutte. Esistono dati di letteratura scientifica preoccupanti che, in diversi studi, riportano liste di gravi patologie in popolazioni che abitano in prossimità di discariche. In particolare segnaliamo il recente articolo scientifico pubblicato da F. Mataloni et al. (ASL e ARPA Lazio), sulla rivista IEA, dal titolo “Morbidity and mortality of people who live close to municipal waste landfills: a multisite cohort study”, del quale purtroppo non esiste una traduzione in italiano (alleghiamo comunque il link alla presente). Aggiungiamo anche il link di un altro documento, sempre della regione Lazio, questa volta in italiano, risalente al 2013, che evidenzia la maggiore incidenza di malattie del sistema respiratorio, tumore della vescica, asma e malattie del sistema urinario, in prossimità di discariche. 

Segnaliamo inoltre che per una serie di patologie, tra cui proprio quelle legate all'apparato respiratorio, ma non solo per queste, i dati dell'ASL Imolese evidenziano preoccupanti incidenze sulla popolazione e incrementi del rischio rispetto alla media regionale, tra l'altro piuttosto elevata. Queste rilevanze confutano sia la visione edulcorata che ci offre il documento di Hera del 5/2/2016, in particolare sulla valutazione del rischio per la salute umana, sia la tracotante sicurezza con cui l'amministrazione comunale sostiene i proponenti del progetto contestato.

Nell'ottobre 2015, campionamenti a “sorpresa” effettuati dal personale di ARPAE nei pozzi spia della discarica di Via Pediano, rilevavano la presenza nel percolato di cromo esavalente, arsenico, nichel, (tutti composti cancerogeni e mutageni), solfati e nitriti, in misura dalle tre alle sette volte superiore al valore limite, oltre alla presenza di stagno, piombo, alluminio e manganese in quantità comunque non conformi alla norma. Tali rilievi venivano ripresi sia dalla stampa locale, sia da un articolo di A.Amorosi apparso sul quotidiano “Libero” il 21 gennaio 2016 pg. 17.

La Discarica doveva accogliere solo rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi ma i dati preoccupanti sul percolato, emersi dalle analisi di ARPA sopra citate, impongono una doverosa precauzione e una maggiore chiarezza a riguardo.

Quello che auspichiamo è che l’intera società civile intraprenda un percorso di consapevolezza e responsabilità condivisa sullo stato di fatto. Ci permettiamo quindi di chiederVii una riflessione su questa tematica e sulle conseguenze che, a nostro parere, stanno minacciando seriamente la salute e quella dei nostri figli, in particolare nei Comuni di Imola e Riolo Terme. 

Certi che condividiate le nostre preoccupazioni, confidiamo nella Vostra collaborazione per la diffusione alla cittadinanza di una corretta, oltre che dovuta, informazione sanitaria, che la vostra esperienza può certamente perfezionare e qualificare. 

Vi siamo grati fin da ora per l’attenzione dedicata alla presente e per la disponibilità che riterrete di dare.

Fiduciosi in un riscontro positivo, salutiamo cordialmente.

 

Comitato Vediamoci chiaro - Imola (Bo)

 

NO Discarica Tre Monti   Vediamoci Chiaro

 

Mail: vgiovetti@hotmail.com

 

Link:

 

https://academic.oup.com/ije/article/45/3/806/2572780/Morbidity-and-mortality-of-people-who-live-close

 

http://www.eraslazio.it/news/epidemiologia-rifiuti-ambiente-salute-nel-lazio-i-risultati-del-progetto-eras


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