Il Presidente Dott. Luigi Bagnoli interviene sul Corriere di Bologna

Colto di sorpresa dalla notizia, il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Luigi Bagnoli, chiede che venga rispettata la figura del medico e il ruolo che è chiamato a ricoprire a livello sociale: «I medici — dice — non devono essere utilizzati per questioni di tipo politico-repressive: se vogliono indagare, indaghino pure, ma ritengo che la funzione del medico vada rispettata e non venga utilizzata a scopi sostanzialmente impropri, a meno che si dimostri che un medico non ha curato un paziente, in quello ci sarebbe una mancanza. La magistratura ha il compito di controllare tutto, ma quello del medico è la cura e il rispetto della persona, di prendersi cura di chi è debole e malato».

Bagnoli peraltro non ha dubbi, quando parla dei Cpr: «Le condizioni dentro questi posti sono faticose e chi scende dai barconi difficilmente è in buone condizioni di salute. Bisognerebbe vederli questi posti prima di parlarne».

Non alza i toni Bagnoli e non entra nella difesa dei singoli medici coinvolti, ma una cosa la dice con grande chiarezza rispetto al ruolo che hanno i medici nella società: «Il mio ruolo è quello di difesa della professione per la popolazione, quindi io da presidente dell’Ordine dei medici difendo un modo di intendere la nostra professione. Poi, se mi dimostrano che qualcuno viene pagato per far stare qualcuno in Italia, va bene, in quel caso è da condannare, ma che sia veramente così però, altrimenti è solo una questione politica». Come a dire: prima di qualunque cosa per un medico viene la tutela dell’essere umano, a maggior ragione quando arriva da situazioni di grande fragilità.

A confermare che dei sette medici sentiti ieri mattina in Questura dagli agenti, su delega della Procura di Ravenna, due sono professioniste del Sant’Orsola è stata ieri la stessa direttrice del policlinico, Chiara Gibertoni: «Essendo noi per le malattie infettive il riferimento per tutta l’area metropolitana, siamo coinvolti — ha spiegato Gibertoni —, sono due colleghe che però, ci tengo a precisare, non sono indagate. Per il resto le informazioni che ho sono pochissime, per cui tenderei a evitare di commentare. Non ho elementi per capire la dinamica, non ho avuto un ritorno dalle colleghe. Ho seguito solo le informazioni di stamattina.

Articolo completo dal Corriere: Articolo Corriere Bologna