Il 10 ottobre 2024 si è celebrata la Giornata mondiale della salute mentale 2024.
Il Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che “la Giornata Internazionale del-la Salute mentale è un richiamo all’importanza della salute mentale. Il benessere mentale della nostra forza lavoro è importante per il nostro personale e le loro famiglie, ed è fondamentale per svolgere il nostro lavoro. La pandemia di COVID-19 continua a colpirci, influendo particolarmen-te sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere”.
La Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) ha voluto sottolineare l’importanza critica della salute mentale negli ambienti lavorativi attraverso la campagna “It is time to prioritise mental health in the workplace” (“È tempo di dare priorità alla salute mentale nei luoghi di la-voro”).
La campagna avrà come obiettivo quello di coinvolgere un pubblico globale, comprendente i la-voratori, i datori di lavoro, le organizzazioni e gli stakeholder, al fine di promuovere ambienti di lavoro che promuovano e mantengano il benessere mentale di tutti i dipendenti.
L’OMS sottolinea la stretta connessione tra salute mentale e lavoro. Condizioni malsane, tra cui stigma, discriminazione ed esposizione a rischi come molestie e altre cattive condizioni di lavoro, possono comportare rischi significativi, influenzando la salute mentale, la qualità della vita com-plessiva e di conseguenza la partecipazione o la produttività sul lavoro.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale la Società Italiana di Psichiatria (SIP) ha lanciato un appello per ambienti di lavoro più sani e sicuri sia per i pazienti, la cui psiche è messa a dura prova da ambienti di lavoro stressanti e ostili, sia per i medici e gli operatori sanitari in generale, che, tra turni prolungati talora anche in condizioni di scarsa sicurezza e con il crescente timore di rivalse legali, continuano a svolgere il loro lavoro di cura.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che nel 2030 le patologie psichiche supereranno quelle cardiovascolari.
In Italia le persone con problemi di salute mentale prese in carico dai servizi pubblici nel 2023 sono state oltre 770mila, pari all’1,5% della popolazione. Ma secondo alcune stime, pur considerando solo i disturbi più gravi, oltre due milioni di cittadini non hanno accesso alle necessarie cure.
A fronte delle dimensioni raggiunte dal problema dei disturbi mentali, non corrisponde un aumen-to o un miglioramento dei servizi di cura. I Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) nel corso degli ultimi 10 anni sono diminuiti di numero (dai 183 del 2015 ai 139 del 2023), e stanno vivendo una profonda crisi di personale, soprattutto medico: si stima che il prossimo anno mancheranno all’appello altri mille psichiatri.
Nei Dipartimenti di Salute Mentale lavorano circa 25mila operatori tra psichiatri, psicologi, infermieri ed educatori. Numero che corrisponde a 55 operatori per ogni 100mila abitanti, oltre il 30% in meno rispetto a quanto previsto dagli standard recepiti in Conferenza Stato-Regioni, che prevedono 83 operatori ogni 100mila abitanti.
È evidente come questa problematica si inserisca nella più ampia tematica della sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Il luogo di cura ha bisogno di cure per ritrovare dignità, sicurezza, attrattività nei confronti dei giovani.
È tempo di dare priorità alla salute mentale nei luoghi di lavoro ma se non vi è salute nei luoghi di cura questo obiettivo rimarrà sempre più una chimera.
Data pubblicazione: 30 Marzo 2026